Economia

Dell'Arte (Andersen): "Per cambiare le unit linked serve una legge"

Sebastiano Dell'Arte, socio dello studio tributario-legale Andersen Tax & Legal, interviene il giorno dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha messo in dubbio la natura di polizza delle unit linked

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MILANO - "Vedo difficile che senza un intervento legislativo si possa cambiare - nella generalità dei casi - la natura di polizza dei prodotti di Ramo III. Ma già in passato qualche distinguo è stato fatto, rispetto alle polizze vita tradizionali". Sebastiano Dell'Arte, socio dello studio tributario-legale Andersen Tax & Legal, interviene il giorno dopo la sentenza della Corte di Cassazione su una polizza finanziaria.

Le polizze di Ramo III sono finite sul banco degli imputati: hanno i vantaggi delle polizze vita ma si comportano come prodotti finanziari. E' giusto che abbiano un trattamento fiscale particolare?
"Direi che sono tipologie di investimento da tempo sotto la lente di ingrandimento dell'Agenzia delle Entrate. Anche perché, parlando più in generale, è successo che in passato le cosiddette "polizze ombrello" venissero utilizzate nell'ambito dello scudo fiscale, usando la polizza un po' come schermo, anche per investimenti immobiliari...".

Ma le unit linked sono completamente equiparate alle polizze tradizionali?
"In realtà no. L'ultimo intervento è stato in occasione della voluntary disclouse, quando l'Agenzia delle Entrate ha emanato una circolare di chiarimento. In quell'occasione è stato precisato che le polizze che avevano contenuto misto o a prevalente contenuto finanziario, non avevano l'esenzione integrale in caso di successione".

Insomma, non sono proprio polizze...
"No, il concetto di polizza non era stato toccato e immagino che se si volesse fare ci vorrebbe un intervento legislativo. Ma l'Agenzia aveva chiarito che le plusvalenze accumulate durante il periodo in cui è rimasto in vigore il contratto dovevano essere assoggettate alla tassazione sui redditi da capitale (ora al 26%). Il premio versato inizialmente no, e nemmeno la parte di polizza che va a copertura del rischio demografico. Ma sul resto si paga, a differenza di quanto succede con le polizze vita di Ramo I".