Economia

Donare una grossa somma a un figlio all'estero: serve un atto pubblico?

Ho intenzione di donare ai miei due figli il ricavato della vendita di un appartamento per aiutarli a comprare una propria abitazione.
Uno dei due è residente da qualche anno in Germania dove lavora e ha intenzione di stabilirsi definitivamente. Trattandosi di una cifra di una certa consistenza mi chiedo se ci sono incombenze da espletare - enti da informare - oppure basta fare un regolare bonifico considerato che la Germania è parte dell'Unione Europea.
Grazie per la gentile risposta

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Risponde Aldo Bissi del comitato scientifico di Ridare, portale di Giuffrè Francis Lefebvre che affronta tutte le tematiche in materia di risarcimento del danno e responsabilità civile.

Un bonifico bancario da effettuarsi all'estero non richiede formalità particolari, e certamente a maggior ragione all'interno dell'Unione Europea.
Poiché il Lettore stesso riferisce però che si tratti di cifre di "una certa consistenza" (com'è ovvio, trattandosi di importi destinati ad acquisto di immobili), si pone il problema della forma dell'atto da concludere; questione che, si badi, non coincide con l'aspetto relativo al regime fiscale dell'atto.

Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione, infatti, con la sentenza 27.7.2017 numero 18725 hanno stabilito (meglio sarebbe dire: ribadito) che il trasferimento di somme o valori di non modico valore per spirito di liberalità non rientra nel concetto di donazione indiretta, ma di vera e propria donazione, per la quale l'art. 782 c.c. richiede la forma dell'atto pubblico a pena di nullità.

Il suggerimento che si ritiene opportuno dare al nostro Lettore è dunque quello di rivolgersi all'assistenza di un notaio, sia per gli aspetti di natura fiscale, ma soprattutto per quelli relativi alla validità dell'atto stesso di donazione, a evitare che lo stesso possa essere fatto oggetto di impugnazioni in futuro.