A beneficio dei lettori della rubrica, prima di rispondere specificamente alla domanda del lettore, occorre specificare il significato delle sigle Tan e Taeg su cui verte il quesito.
Il Tan (Tasso annuo nominale) corrisponde al tasso di interesse che la banca applica al finanziamento, ed è calcolato su base annua. È un indicatore fisso, indipendente dalla durata del finanziamento e dall’importo delle rate. Viene calcolato in percentuale rispetto all’importo erogato. Esso non tiene conto di tutti gli oneri accessori posti a carico del cliente, ossia spese di istruttoria, apertura pratica, perizia, addebiti per incasso rata, ecc. Il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) rappresenta il vero costo del finanziamento perché somma in sé sia il tasso di interesse che verrà corrisposto alla banca sia tutte le spese accessorie al contratto. Proprio perché esprime il costo effettivo dell’operazione che il cliente dovrà sopportare, la sua indicazione è resa obbligatoria per la banca, quanto meno a far data dalla Delibera 4.3.2003 del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (c’è chi sostiene che l’obbligo rimonti addirittura alla legge 154 del 1992 in tema di trasparenza).
Nemmeno sono concordi le opinioni circa la erronea o mancata indicazione del Taeg da parte della banca, sostenendosi da parte di alcuni la integrale nullità del contratto, e da altri solamente la configurabilità di una possibile responsabilità della banca.
Venendo dunque al caso prospettato dal lettore, e posta la premessa che è il Taeg a indicare il costo effettivo del mutuo, verrebbe da dedurre che, non essendo cambiato il Taeg tra il precedente mutuo e quello surrogato, la rata da corrispondere alla banca dovrebbe rimanere identica. Invece è lo stesso lettore ad attestare che la rata attualmente praticatagli dalla banca surrogatasi è inferiore, seppure di poche decine di euro a quella precedente.
La differenza numerica tra il “nuovo Taeg” e il “nuovo Tan” è in effetti considerevole, e viene da domandarsi se non sia il frutto di un’errata indicazione. Ciononostante, la diminuzione dell’importo della rata mensile potrebbe trovare una spiegazione matematica nel fatto che l’importo surrogato (quello che dovrà essere restituito alla banca) è oggi inferiore a quello originariamente mutuato dalla banca originaria, in considerazione dei pagamenti sin qui effettuati a favore della prima.