Sarà più facile ottenere il bonus affitto per i proprietari degli appartamenti che accettano di ridurre il canone agli inquilini che hanno affittato l'immobile come prima casa e sono in difficoltà con i pagamenti. Con il decreto Sostegni è arrivata infatti, oltre alla conferma delle norme, il raddoppio del fondo a disposizione che passa da 50 a 100 milioni di euro. Manca però ancora all'appello il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate necessario per rendere operativo il bonus. Il provvedimento doveva essere varato a fine febbraio.
Come funziona
Il bonus affitti, infatti, è stato introdotto dal decreto Ristori, in vigore dal 25 dicembre scorso. E' un bonus riconosciuto ai proprietari di immobili nei Comuni ad alta tensione abitativa (tutti i capoluoghi di provincia e diversi Comuni di maggiori dimensioni) dati in locazione come prima casa con contratti in essere al 26 ottobre 2020. In caso di difficoltà dell'inquilino a pagare, ai proprietari che decidono di ridurre il canone per l'anno 2021, si prevede l'erogazione di un bonus fino al 50 per cento della riduzione del canone, con un massimo di 1.200 euro per ciascun locatore. Con la legge di Bilancio era stata prevista una riscrittura delle norme che non faceva più riferimento alla data del 26 ottobre, mantenendo comunque l'agevolazione per l'anno 2021. Ora il decrero Sostegni ha cancellato le disposizioni della legge di Bilancio confermando la validità delle norme precedenti. Esclusi dal bonus, dunque, i contratti stipulati dal 27 ottobre 2020 in poi.
La domanda
Per poter richiedere il contributo è necessario un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate. Secondo il testo originario doveva essere adottato entro la fine di febbraio (sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge). Nel provvedimento le modalità per presentare la richiesta e quelle di riparto delle somme. L'importo del contributo, infatti, potrà essere ridotto al fine di garantire il rispetto del limite di spesa previsto, in caso di un numero elevato di domande. Il raddoppio dei fondi permette di soddisfare più richieste. Il primo passo per ottenere il contributo, comunque, è la comunicazione all'Agenzia delle entrate dell'accordo raggiunto per la riduzione del canone.
La comunicazione all'Agenzia
Per questo è necessario compilare il modello RLI (da inviare esclusivamente in via telematica) nel quale deve essere indicato l'importo e la durata termporale dell'accordo per la riduzione del canone. Le indicazioni vano riportate nella sezione “adempimenti successivi” della prima pagina del modello, nella quale è presenta una specifica casella nella quale indicare il codice 8. Vanno poi riportati la tipologia di regime fiscale previsto per il contratto oggetto di rinegoziazione (ad esempio cedolare secca) e vanno compilate la caselle “Data inizio” e “Data fine” dell'accordo e indicato il nuovo importo. La comunicazione di riduzione è esente da spese di registrazione.
Il risparmio sulle imposte
L'invio del modello RLI, in attesa del contributo a fondo perduto, serve comunque per risparmiare sulle tasse, cedolare o Irpef. Comunicando l'importo del canone ridotto, infatti, si pagheranno le imposte solo sulla somma effettivamente incassata in virtù del nuovo accordo. In caso contrario, invece, anche se l'inquilino non fosse in condizione di pagare tutto il canone le tasse sarebbero comunque dovute sull'intero importo risultante dal contratto originario registrato.