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Bonus casa, riparte il canale delle Entrate per cedere il credito per le fatture pagate entro l'11 novembre

(fotogramma)
Riaperto dal 26 novembre il canale telematico per le comunicazioni rimaste bloccate dal decreto antifrode. Deve ancora attendere chi ha già pagato e attendeva di cedere il credito a banche o Poste
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Torna la possibilità da oggi di inviare le comunicazioni di cessione del credito per i bonus casa rimasti bloccati dopo l'entrata in vigore del decreto antifrode. Per tutti i pagamenti effettuati entro l'11 novembre scorso a fronte di sconto in fattura o di accordo per la cessione de credito, non è infatti richiesta l'asseverazione delle spese e non occorre il visto di conformità. Possibile, quindi, procedere ad inviare la comunicazione grazie all'aggiornamento del sistema che tiene ora conto anche di questa opzione.

Le comunicazioni che si possono nuovamente presentare

Come chiarito dalle Entrate con le Faq del 22 novembre scorso, infatti, le fatture emesse e pagate prima dell'entrata in vigore della stretta sono cedibili secondo le regole precedenti. L'importante è che risulti dal documento del fornitore l'accordo raggiunto per la cessione del credito o l'applicazione dello sconto. Si tratta di dati facilmente verificabil…

Torna la possibilità da oggi di inviare le comunicazioni di cessione del credito per i bonus casa rimasti bloccati dopo l'entrata in vigore del decreto antifrode. Per tutti i pagamenti effettuati entro l'11 novembre scorso a fronte di sconto in fattura o di accordo per la cessione de credito, non è infatti richiesta l'asseverazione delle spese e non occorre il visto di conformità. Possibile, quindi, procedere ad inviare la comunicazione grazie all'aggiornamento del sistema che tiene ora conto anche di questa opzione.

Le comunicazioni che si possono nuovamente presentare

Come chiarito dalle Entrate con le Faq del 22 novembre scorso, infatti, le fatture emesse e pagate prima dell'entrata in vigore della stretta sono cedibili secondo le regole precedenti. L'importante è che risulti dal documento del fornitore l'accordo raggiunto per la cessione del credito o l'applicazione dello sconto. Si tratta di dati facilmente verificabili dall'Agenzia delle Entrate alla luce dell'obbligo di utilizzo della fattura elettronica. Per le fatture pagate solo in parte, grazie alla possibilità di effettuare l'opzione, si può dunque presentare la comunicazione fin da oggi senza passare obbligatoriamente per un Caf.

Nessuna necessità di visto neppure per le comunicazioni già inviate dai fornitori e accettate dalle Entrate, sempre fino all'11 novembre, nel caso in cui si voglia procedere con un'ulteriore cessione del credito. In questo caso conta la data originaria di accettazione e quindi non occorre alcuna asseverazione delle spese.

Le operazioni ancora bloccate

Deve invece attendere chi aveva già effettuato tutti i pagamenti e si apprestava a cedere il credito. Anche se tutti i canali sono tornati operativi, infatti, oggi come oggi non è possibile inviare la comunicazione di cessione senza asseverazione e visto, come peraltro espressamente indicato sul sito delle Entrate in riferimento alle operazio ni datate dal 12 novembre in poi. Peraltro c'è da dire che anche volendo richiedere l'asseverazione manca tuttora un modello ufficiale da compilare, per cui di fatto neppure con la migliore buona volontà si può procedere. 

Cessione anche senza avanzamento dei lavori

In compenso con una risposta ad una interrogazione il Mef ha chiarito che per i bonus casa diversi dal Superbonus, l'asseverazione non deve tener conto dello stato dei lavori ma solo dell'ammontare delle spese. In pratica risulta possibile asseverare, e quindi cedere, anche solo le somme pagate in acconto a patto che il tecnico asseveri che il preventivo è stato fatto tenendo conto dei prezzari pubblici ufficiali. Chiaramente le Entrate verificheranno, a chiusura della pratica, che i lavori siano stati effettivamente realizzati. In caso contrario potranno rifarsi anche sui fornitori.

Poste spa riduce il credito

Intanto sul mercato c'è da registrare che sono stati riaperti tutti i canali finanziari, con un'amara sorpresa per i clienti di Poste spa. Dopo la sospensione del servizio della scorsa settimana, infatti, il sistema è stato adeguato ma  è stato  drasticamente ridotto il massimale di credito che può essere ceduto da ciascun contribuente, da 250.000 a 100.000 euro. Una indicazione che riguarda tuti i bonus e della quale non è stata data alcuna comunicazione preventiva.

 

Decreto antifrode come emendamento alla Manovra

In attesa delle necessarie istruzioni operative, intanto, il governo ha deciso di far confluire il decreto antifrode nella manovra di Bilancio, presentando un emendamento all'articolo 9, ossia all'artciolo che proroga il Superbonus e l'opzione per la cessione del credito. Le due misure, dunque, procederanno di pari passo.