La stretta Ue sul consumo energetico delle case. Tre quarti degli edifici non sono efficienti: ecco come fare il salto di due classi
di Antonella Donati , di Antonella DonatiObbiettivo dichiarato: edifici a emissioni zero nel 2050 in tutta Europa. Circa tre quarti degli edifici attualmente sono inefficienti dal punto di vista energetico e sono responsabili anche delle emissioni di gas serra. Di qui la nuova preannunciata direttiva europea, che per spingere verso questo risultato potrebbe obbligare a migliorare la classe energetica degli appartamenti per poterli vendere o affittare, raggiungendo almeno la classe E nel 2027 e la classe C nel 2033. Si tratta ancora di ipotesi e peraltro dai nuovi obblighi potrebbero essere esclusi gli appartamenti nei palazzi d’epoca, ma comunque intervenire per migliorare la classe energetica del proprio appartamento potrebbe non essere così impegnativo e costoso come può sembrare. A costo zero, se il condominio sceglie il Superbonus.
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Classe G presto fuori mercato
La direttiva Ue, dunque, punterebbe a far sparire dal mercato la classe G, quel…
Obbiettivo dichiarato: edifici a emissioni zero nel 2050 in tutta Europa. Circa tre quarti degli edifici attualmente sono inefficienti dal punto di vista energetico e sono responsabili anche delle emissioni di gas serra. Di qui la nuova preannunciata direttiva europea, che per spingere verso questo risultato potrebbe obbligare a migliorare la classe energetica degli appartamenti per poterli vendere o affittare, raggiungendo almeno la classe E nel 2027 e la classe C nel 2033. Si tratta ancora di ipotesi e peraltro dai nuovi obblighi potrebbero essere esclusi gli appartamenti nei palazzi d’epoca, ma comunque intervenire per migliorare la classe energetica del proprio appartamento potrebbe non essere così impegnativo e costoso come può sembrare. A costo zero, se il condominio sceglie il Superbonus.
Esperto casa. Tutte le domande e risposte sui bonus edilizi
Classe G presto fuori mercato
La direttiva Ue, dunque, punterebbe a far sparire dal mercato la classe G, quella assegnata di default agli edifici nei quali non sono stati fatti interventi di ristrutturazione di recente. Da tempo, infatti, sono in vigore obblighi specifici di rendimento energetico negli edifici e dunque chi ha acquistato negli ultimi 10 anni un appartamento nuovo o ristrutturato sicuramente già si trova in una classe migliore della G. Ma attenzione: anche chi ha acquistato un appartamento in classe G e lo ha ristrutturato senza però preoccuparsi di chiedere il nuovo Attestato di prestazione energetica potrebbe essere in una classe più elevata, anche solo per messo i doppi vetri e un paio di climatizzatori. D’altra parte, chi pensa a richiedere un nuovo Ape se non sono passati 10 anni dal precedente Attestato e non sono stati fatti interventi per i quali è necessaria la Cila?
Il salto di due classi con gli interventi di base
E se invece si tratta proprio di classe G? In questo caso, per chi vive in un appartamento in condominio già solo con la sostituzione della caldaia autonoma con una condensazione, con le termovalvole e la regolazione da remoto, la sostituzione degli infissi e i climatizzatori potrebbe raggiungere la classe E. Anche più su potrebbe andare invece chi vive in una villetta e aggiunge anche un impianto fotovoltaico. Interventi costosi, ma fattibili e comunque agevolati ancora per un po’ col Superbonus, o quanto meno con l’ecobonus tra il 50% e il 65% per chi vive in condominio, se il condominio non è interessato al Superbonus. Ma, d’altra parte, se si decide di ristrutturare solo per vendere casa l’investimento si recupera subito dato che ci si garantisce un prezzo più elevato e si può anche mantenere l’agevolazione fiscale. Ovviamente, se il condominio decide di ricorrere al Superbonus il salto di due classi è garantito anche per tutti i singoli appartamenti e quindi tranquillamente la classe finale sarà molto elevata e anche volendo vendere non ci si dovrà preoccupare di nulla.
Energia quasi zero per le ristrutturazioni importanti
Quando gli immobili debbono essere assoggettati a ristrutturazioni importanti, infatti, quindi interventi che riguardano le strutture portanti oltre che gli impianti energetici, è in vigore dal 1° gennaio scorso la direttiva che obbliga a garantire edifici nZEB (acronimo di nearly Zero Energy Building), ossia edifici a energia quasi zero, in quanto il fabbisogno è coperto in maniera significativa da energia prodotta da fonti rinnovabili. Grazie a questo, i nuovi edifici e quelli ricostruiti saranno tutti in classe A, ossia quella più efficiente. In Lombardia ed Emilia Romagna peraltro ci sono già molti edifici nZEB, in quanto le due regioni hanno anticipato l’obbligo rispettivamente dal 2016 e dal 2019.