Lavori di casa, nuovo stop al settore con la stretta sulla cessione dei crediti per Superbonus&Co.
di Antonella Donati , di Antonella DonatiTutto fermo. A poco più di tre settimane dall'entrata in vigore della legge di Bilancio che ha inglobato le norme antifrode, le operazioni di cessione dei crediti le operazioni non sono ancora ripartite in attesa di indicazioni operative. E quando saranno sbloccate nulla sarà più come prima. Nella bozza del decreto Sostegni-ter approvato venerdì dal governo, infatti, viene cancellata la possibilità di cessioni successive alla prima. Il provvedimento non è ancora in Gazzetta ma si va verso una nuova stretta con l'obbiettivo di rendere impossibile la circolazione dei crediti come denaro contante e bloccare le truffe favorite proprio dal meccanicismo di cessione senza limiti. Intento condiviso da tutti, compresi gli operatori del settore edile. Dubbi più che altro sulla tempistica dato che si cambiano di nuovo le carte in tavola modificando un testo approvato in Parlamento meno di un mese fa.
Tutto fermo. A poco più di tre settimane dall'entrata in vigore della legge di Bilancio che ha inglobato le norme antifrode, le operazioni di cessione dei crediti le operazioni non sono ancora ripartite in attesa di indicazioni operative. E quando saranno sbloccate nulla sarà più come prima. Nella bozza del decreto Sostegni-ter approvato venerdì dal governo, infatti, viene cancellata la possibilità di cessioni successive alla prima. Il provvedimento non è ancora in Gazzetta ma si va verso una nuova stretta con l'obbiettivo di rendere impossibile la circolazione dei crediti come denaro contante e bloccare le truffe favorite proprio dal meccanicismo di cessione senza limiti. Intento condiviso da tutti, compresi gli operatori del settore edile. Dubbi più che altro sulla tempistica dato che si cambiano di nuovo le carte in tavola modificando un testo approvato in Parlamento meno di un mese fa.
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Stop alla circolazione dei crediti
Con le norme preannunciate, infatti, dal Superbonus al bonus casa, dal neonato bonus per l'abbattimento delle barriere architettoniche all'ecobonus, chi accetta il credito dal contribuente che ha diritto alla detrazione potrà utilizzarlo solo per ridurre le imposte. Lo stesso per quel che riguarda i soggetti che accettano il credito dalle imprese che hanno applicato lo sconto in fattura. Di fatto diventa più complesso effettuare queste operazioni perché chi accetta il credito deve avere capienza nelle imposte per poterlo utilizzare, altrimenti non potrà recuperare le somme in alcun modo.
A onor del vero la possibilità teoricamente "infinita" di cessione del credito è stato la causa scatenante dell'aumento dei prezzi degli interventi, lievitati di almeno il 30 per cento per l'addebito improprio dei costi dovuti per le operazioni di cessione. Un primo intervento per bloccare il meccanismo è stato quello del decreto antifrode con il quale il governo ha imposto l'asseverazione delle spese e il visto di conformità. Con il nuovo decreto si va invece proprio alla radice del problema dato che l'unica cessione ammessa è quella del soggetto che ha diritto alla detrazione. Dopo di questa stop.
Due settimane per chiudere le operazioni in sospeso
Per non bloccare del tutto chi ha accordi già presi, comunque, la bozza del decreto prevede un periodo transitorio di due settimane. I crediti che alla data del 7 febbraio 2022 sono stati precedentemente oggetto di una cessione, o provengono da uno sconto in fattura, infatti, potranno essere ceduti un'altra volta, ma solo una. Alle banche o ai fornitori non fa differenza.
Una stretta che già si fa sentire
Cosa accadrà poi? Di fatto il settore sta già accusando la stretta imposta dal decreto antifrode, soprattutto in ambito Superbonus. Dalla metà di novembre si è improvvisamente ridotto il numero dei general contractor senza grandi gruppi alle spalle, disposti a offrirsi come mediatori per la gestione delle pratiche "senza pensieri", ed è aumentato il numero di imprese che dopo aver presentato i preventivi hanno poi rinunciato ad avviare i cantieri, considerando l'operazione non più conveniente. Il blocco delle operazioni di cessione del credito da parte degli intermediari finanziari, in attesa delle indicazioni operative da parte delle Entrate, sta inoltre creando difficoltà a chi si era già esposto, dai committenti dei lavori alle piccole imprese.
Le proposte di modifica
Anche per questo sul nuovo decreto si annuncia battaglia in Parlamento. Già scesi in campo i 5stelle che hanno messo a punto un emendamento per reintrodurre la possibilità di cessioni successive alla prima ma solo nei confronti di soggetti finanziari autorizzati. Si prevede inoltre l'introduzione di meccanismi di maggiore trasparenza e tracciabilità per via informatica, per consentire la circolazione in sicurezza dei crediti fiscali tutelando gli operatori onesti.