Superbonus, l'alert dei tecnici del Senato sulla stretta: "Possibili ricadute sui conti pubblici". Orlando: "Benefici solo alle aziende in regola coi contratti"
di Antonella Donati , Raffaele Ricciardi , di Antonella Donati, Raffaele RicciardiLa stretta sulla cessione dei crediti per i bonus edilizi? Potrebbe sì ridurre le frodi, ma per come è strutturata la norma potrebbe anche avere un effetto negativo sulle casse dello Stato. A lanciare l'allarme il Servizio di bilancio del Senato nel dossier a commento del decreto Sostegni-ter che inizia il suo iter in Parlamento. Secondo i tecnici di Palazzo Madama, in sostanza, le nuove disposizioni potrebbero non essere a costo zero come indica la relazione tecnica, perché potrebbero portare a ridurre gli investimenti per mancanza di liquidità. Un blocco del settore che avrebbe come conseguenza anche la riduzione delle entrate già contabilizzate nella legge di Bilancio. C'è ancora alta tensione intorno a Superbonus&Co. Aggravata dalle preoccupazioni dei costruttori, che assistono alle "pause di riflessione" da parte di alcuni grandi acquirenti dei pacchetti di crediti - come Poste e Cdp - che per ora hanno spento il lor…
La stretta sulla cessione dei crediti per i bonus edilizi? Potrebbe sì ridurre le frodi, ma per come è strutturata la norma potrebbe anche avere un effetto negativo sulle casse dello Stato. A lanciare l'allarme il Servizio di bilancio del Senato nel dossier a commento del decreto Sostegni-ter che inizia il suo iter in Parlamento. Secondo i tecnici di Palazzo Madama, in sostanza, le nuove disposizioni potrebbero non essere a costo zero come indica la relazione tecnica, perché potrebbero portare a ridurre gli investimenti per mancanza di liquidità. Un blocco del settore che avrebbe come conseguenza anche la riduzione delle entrate già contabilizzate nella legge di Bilancio. C'è ancora alta tensione intorno a Superbonus&Co. Aggravata dalle preoccupazioni dei costruttori, che assistono alle "pause di riflessione" da parte di alcuni grandi acquirenti dei pacchetti di crediti - come Poste e Cdp - che per ora hanno spento il loro servizio, in attesa di vederci chiaro sugli sviluppi normativi e di rimetter mano a quanto già erogato, alla luce delle numerose (oltre 4 miliardi di valore) frodi che sono emerse.
Il blocco delle cessioni
Con il decreto Sostegni ter è stato previsto il blocco della possibilità di cessione del credito per i bonus edilizi. Da ora in poi in pratica il fornitore che pratica lo sconto in fattura o il committente potranno cedere il credito pari alla detrazione spettante, ma chi lo accetta non potrà cederlo a sua volta, e potrà utilizzarlo esclusivamente in compensazione, quindi per ridurre le tasse da pagare, utilizzando la somma entro l'arco di tempo di durata dell'agevolazione.
Un divieto di successiva cessione che si applica a tutti i soggetti. Di fatto questo comporta che chi non ha successiva capienza fiscale non potrà più accettare i crediti altrui non avendo modo di utilizzarli, a maggior ragione nel caso del Superbonus, dato che a partire dal 2022 la durata della detrazione è stata ridotta da cinque a quattro anni. Quindi chi ha accettato somme elevate in passato, certo di poterle monetizzare con una successiova cessione, potrebbe trovarsi oggi nell'impossibilità di accettarne ancora (banche comprese).
I dubbi dei tecnici del Senato
Nel dossier dei tecnici del Senato a questo proposito si sottolinea che la stretta da una parte "potrebbe costituire una misura efficace per il contrasto alle frodi nel settore", ma dall'altra "risulta suscettibile di ridurre in modo significativo le concrete possibilità di accesso al finanziamento degli interventi agevolati, attraverso lo strumento delle cessioni del credito, e questo potrebbe dar luogo a ricadute in ordine all'entità degli investimenti futuri nel settore", con una conseguenza non da poco sui conti pubblici.
Da valutare gli effetti negativi sui conti pubblici
Nel dossier si ricorda infatti che nella stima degli effetti finanziari associati alle detrazioni fiscali in materia (Superbonus e tutti gli altri bonus minori) sono stati sempre contabilizzati nei saldi di finanza pubblica le maggiori entrate a titolo di Iva, Irpef, Ires e Irap conseguenti all'effetto correlato alla spesa indotta (ossia i maggiori investimenti nel settore). Un effetto positivo stimato per gli anni dal 2023 al 2026 che potrebbe risentire negativamente della riduzione introdotta con il provvedimento circa le possibilità di cessione dei crediti di imposta. A parere dei tecnici è necessario, quindi, un approfondimento da parte del governo al fine di verificare che effettivamente queste nuove disposizioni non comportino maggiori oneri per la finanza pubblica.
Riapre il canale delle Entrate, dieci giorni transitori
In ogni caso già nei prossimi giorni si potrà vedere come reagisce effettivamente il mercato. Per i crediti già ceduti prima del 7 febbraio, infatti, è ancora possibile un'ulteriore cessione. Da domani, 4 febbraio, si apre il nuovo canale delle Entrate che consente di cedere i crediti del 2021 dei bonus casa senza visto e asseverazione del credito in caso di edilizia libera o interventi di importo fino ai 10.000 euro Iva compresa. Alla vigilia della riapertura, l'Agenzia ha diffuso una Faq nella quale spiega che ci saranno dieci giorni in più per trasmettere la comunicazione di cessione per i crediti interessati dalla disciplina transitoria: il termine non è più il 6 febbraio ma il 16 dello stesso mese. Il periodo transitorio è appunto quello che riguarda i crediti già ceduti prima del 7 febbraio e che possono esser oggetto di una ulteriore - e ultima - cessione. Considerati i tempi tecnici necessari per adeguare il software che consente la trasmissione telematica, infatti, il termine entro il quale i contribuenti potranno inviare la comunicazione dell'opzione viene prorogato al 16 febbraio (ossia prima del 17 febbraio) anziché il 6 febbraio (ossia precedentemente al 7 febbraio 2022).
Cdp e Poste sospendono gli acquisti e valutano
Nel frattempo presso alcuni grandi operatori del mercato sono in corso le valutazioni del caso. In particolare, per il momento, sul sito delle Poste il servizio risulta sospeso, tanto che all'apertura della piattaforma dedicata appare la voce "non attiva". Nel bilancio dei nove mesi del 2021, la società guidata da Matteo del Fante dichiarava un portafoglio di crediti d'imposta acquisiti per 3,9 miliardi di euro in termini di valore liquidato. Anche Cassa depositi e prestiti (che di Poste è primo azionista al 35%) ha in corso valutazioni sull'offerta del servizio e una ricognizione sulle operazioni già avviate. Fonti vicine alla Cdp (accreditate di una quota tra il 3 e il 4% del mercato) precisano però che non sono state prese decisioni definitive sull'ipotesi di chiusura del servizio di cessione dei bonus edilizi.
Orlando, affondo sul tema della sicurezza
Un altro fronte intanto si apre, e riguarda il tema della sicurezza sul lavoro. Il ministro Andrea Orlando ha fatto sapere che il governo sta valutando di "subordinare l'ottenimento dei benefici connessi ai bonus edilizi, il Superbonus 110%, all'applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore, stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative" attraverso un "intervento normativo urgente e improcrastinabile". In un incontro con le parti sociali del settore edile, ha presentato i dati degli interventi dell'Ispettorato del lavoro: nel periodo compreso tra l'1 settembre e il 31 dicembre 2021, l'87 per cento delle oltre 5.000 imprese controllate è risultato irregolare in materia di sicurezza del lavoro. "Alla luce dei gravissimi dati sulle violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro e delle forti preoccupazioni esposte anche dalle parti sociali", spiega il dicastero, è nata la proposta di legare i bonus al rispetto dei contratti "che rappresenta una tutela non solo per le lavoratrici e i lavoratori, ma anche per le imprese che rispettano le regole".