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Case Green, compromesso al Parlamento Ue. Classi energetiche più alte, ma più spazio agli Stati per le esenzioni

Verso il voto in commissione il 9 febbraio, poi i negoziati per arrivare all'approvazione definitiva in estate. Brancaccio (Ance): "Obiettivo ambizioso ma raggiungibile a patto di adeguati incentivi in ottica pluriennale"
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Conferma delle classi energetiche più alte da raggiungere - entro il 2030 e il 2033 per gli edifici residenziali da ristrutturare - rispetto al testo iniziale della Commissione, ma anche più possibilità per gli Stati di prevedere eccezioni ed esenzioni, almeno fino al 2037. Questo l’accordo di compromesso sul testo della direttiva europea sulle case green che sarà esaminata in Commissione ITRE (commissione per l'industria, la ricerca e l'energia) il 9 febbraio e in plenaria il 13 marzo. Dopo questo voto, partirà la fase di Trilogo, ossia la fase dei negoziati informali cui prendono parte rappresentanti di Parlamento, Consiglio e Commissione. L’approvazione della direttiva non si attende comunque prima dell’estate 2023. Un obittievo ambizioso ma raggungibile, secondo la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, a patto di poter contare “su un piano adeguato di incentivi e di interventi e una nuova politica plurie…

Conferma delle classi energetiche più alte da raggiungere - entro il 2030 e il 2033 per gli edifici residenziali da ristrutturare - rispetto al testo iniziale della Commissione, ma anche più possibilità per gli Stati di prevedere eccezioni ed esenzioni, almeno fino al 2037. Questo l’accordo di compromesso sul testo della direttiva europea sulle case green che sarà esaminata in Commissione ITRE (commissione per l'industria, la ricerca e l'energia) il 9 febbraio e in plenaria il 13 marzo. Dopo questo voto, partirà la fase di Trilogo, ossia la fase dei negoziati informali cui prendono parte rappresentanti di Parlamento, Consiglio e Commissione. L’approvazione della direttiva non si attende comunque prima dell’estate 2023. Un obittievo ambizioso ma raggungibile, secondo la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, a patto di poter contare “su un piano adeguato di incentivi e di interventi e una nuova politica pluriennale”. 

Classi energetiche e scadenze

Inizialmente la Commissione aveva proposto un percorso a tappe per la riqualificazione in chiave green degli edifici privati, fissando l’obbiettivo della classe F al 2030, salendo poi nel 2033 alla classe E. Già a inizio anno però, era stata presentata da parte del gruppo dei Verdi una proposta di un testo più ambizioso che prevedeva direttamente il raggiungimento della classe D nel 2033. Ora, invece, si torna ad un primo step al 2030 con l’obbligo di raggiungere almeno la classe E, mantenendo l'obiettivo ultimo della D al 2033. In base al nuovo testo, però, si ampliano le possibilità di deroga per i singoli Stati, oltre alle esenzioni per alcune categorie di edifici privati già previste, ossia edifici storici, immobili fino ai 50 metri quadri, seconde case occupate per meno di quattro mesi l’anno. 

Le deroghe

L’intesa raggiunta permetterebbe infatti ai singoli Stati di derogare ai nuovi obblighi di ristrutturazione in alcune situazioni. In particolare sarebbero autorizzati a esentare gli alloggi sociali di proprietà pubblica, qualora i lavori di ristrutturazione "non fossero neutri in termini di costi" o "portassero ad aumenti degli affitti per le persone che vivono in alloggi sociali che non possono essere limitati". Allo stesso modo, sarebbe possibile rivedere gli standard minimi per ragioni di fattibilità economica e tecnica. In ogni caso le esenzioni dovrebbero essere limitate al 22% degli edifici e possono essere invocate solo fino al 2037.

Piano ambizioso ma obiettivo raggiungibile per l'Ance

"Gli obiettivi posti dalla Direttiva Ue sono ambiziosi ma del tutto condivisibili", ha commentato la presidente dell'Ance, Federica Brancaccio. "Con un piano adeguato di incentivi e di interventi anche l’Italia, uno dei Paesi con il numero degli edifici più inquinanti, può farcela. Abbiamo una esperienza positiva  - ha aggiunto - che è quella dell'ultimo biennio dove cè stato il Superbonus. Sicuramente non lo si può ripetere ma va adottata una nuova politica pluriennale che permetta di riqualificare gli edifici. Nel periodo 2021-2022, mediamente, abbiamo ristrutturato 180mila edifici all'anno, in linea con gli obiettivi che pone la direttiva europea all'esame delle istituzioni".