Cessione dei crediti e asseverazioni, maglie più larghe per non perdere le agevolazioni. Così le modifiche a sisma e Superbonus
di Antonella Donati , di Antonella DonatiRemissione in bonis chiave di volta per cedere i crediti da bonus edilizi anche da parte di chi a fino ad oggi non ha ancora ottenuto il via libera all'accordo e non potrebbe perciò rispettare il termine del 31 marzo. Sarà infatti possibile presentare la comunicazione alle Entrate fino al 30 novembre prossimo pagando una sanzione di 250 euro. La stessa possibilità è ammessa in caso di ritardo nella consegna dell'asseverazione di rischio sismico per usufruire del sismabonus e del Superbonus, evitando così di perdere le agevolazioni. Il governo ha infatti accolto le richieste presentate dai commercialisti in questo senso, dando il via libera ad una serie di norme di interpretazione autentica, quindi di portata anche retroattiva.
SUPERBONUS, tutte le domande e risposte a esperto.casa@repubblica.it
La remissioni in bonis, cosa è e come si fa
La remissioni in bonis …
Remissione in bonis chiave di volta per cedere i crediti da bonus edilizi anche da parte di chi a fino ad oggi non ha ancora ottenuto il via libera all'accordo e non potrebbe perciò rispettare il termine del 31 marzo. Sarà infatti possibile presentare la comunicazione alle Entrate fino al 30 novembre prossimo pagando una sanzione di 250 euro. La stessa possibilità è ammessa in caso di ritardo nella consegna dell'asseverazione di rischio sismico per usufruire del sismabonus e del Superbonus, evitando così di perdere le agevolazioni. Il governo ha infatti accolto le richieste presentate dai commercialisti in questo senso, dando il via libera ad una serie di norme di interpretazione autentica, quindi di portata anche retroattiva.
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La remissioni in bonis, cosa è e come si fa
La remissioni in bonis consente di sanare il ritardo nella presentazione di comunicazioni necessarie per accedere a specifiche opzioni fiscali, tra le quali, appunto, quella di cessione del credito. In generale è ammessa a condizione che il contribuente:
- abbia i requisiti per usufruire della detrazione di imposta relativa alle spese dell'anno di riferimento;
- non siano già state avviate attività di controllo sul diritto al beneficio fiscale che si intende ottenere;
- venga versata una sanzione in cifra fissa di 250 euro, prima di inviare la comunicazione.
La procedura da seguire è stata confermata ai parlamentari anche dallo stesso direttore delle Entrare, Ernesto Maria Ruffini. Ora i deputati sono al lavoro per verificare la possibilità di introdurre ulteriori norme di chiarimento in merito alla prossima scadenza.
I termini
Intanto, quanto ai termini di invio della comunicazione, nell'emendamento che ha avuto il via libera è stato definitivamente chiarito che il termine per poter usufruire della remissione in bonis deve essere precedente al termine di invio della prima dichiarazione dei redditi nella quale deve essere esercitato il diritto di detrazione della prima quota costante dell'agevolazione. Per le spese del 2022 si tratta dunque del termine del 30 novembre 2023, data ultima entro la quale si può inviare il modello Redditi.
Remissione anche per le asseverazioni per il sismabonus
L'emendamento approvato contiene anche un'altra rilevante novità, caldeggiata espressamente dai commercialisti. La remissione in bonis, infatti, viene ammessa anche relativamente alla presentazione in ritardo ma comunque prima dell'avvio dei lavori, per l'asseverazione di rischio sismico necessaria per accadere a sismabonus e Superbonus. Finora invece le Entrate, in mancanza di una precisa indicazione di legge, avevano negato questa possibilità, mettendo a rischio le agevolazioni.
Più chiarezza per i commercialisti
Approvate anche proposte di modifica presentate dal Consiglio nazionale dei commercialisti come quella che limita l'attestazione antiriciclaggio, uno dei documenti previsti per affrancare il cessionario dalla responsabilità per colpa grave, ai soli soggetti che sono controparti nelle operazioni. "Il Consiglio nazionale - ha sottolineato il tesoriere con delega alla fiscalità, Salvatore Regalbuto - ha avanzato delle proposte di natura tecnica che hanno risolto numerosi dubbi applicativi, e ciò è motivo di particolare soddisfazione e rafforza la convinzione che il dialogo istituzionale non può che portare all'individuazione di soluzioni condivise che rendano le norme più chiare e, quindi, limitino il sorgere di contenziosi che non possono che nuocere sia ai cittadini che alla pubblica amministrazione".