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Superbonus, più tempo per cedere i crediti alle banche. Per chi non ci riesce, arriva il salvagente della detrazione in dieci anni: come funziona

Remissione in bonis esclusa per i cessionari diversi da quelli del sistema finanziario. Spalmare il credito sarà possibile, ma solo a partire dal 2024
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Ci sarà più tempo a disposizione per cedere i crediti da Superbonus per le spese del 2022 grazie alla possibilità di presentare la comunicazione all'Agenzia delle entrate fino al 30 novembre prossimo. Lo slittamento, però, riguarda solo le cessioni nei confronti di intermediari finanziari. Poste spa e diverse banche hanno annunciato per questo una riapertura a breve alle operazioni. Chi non riesce a concludere i contratti e non ha sufficiente capienza fiscale avrà la possibilità di avere la detrazione in dieci anni. Le novità nel testo del decreto blocca cessioni da oggi all'esame dell'Aula di Montecitorio.

Otto mesi in più per trovare cedere il credito a banche e Poste spa

Il decreto prevede dunque la possibilità di utilizzare il meccanismo della remissione remissione in bonis per presentare la comunicazione di cessione alle Entrate in ritardo, rispetto alla scadenza originaria, senza perdere il diritto all&…

Ci sarà più tempo a disposizione per cedere i crediti da Superbonus per le spese del 2022 grazie alla possibilità di presentare la comunicazione all'Agenzia delle entrate fino al 30 novembre prossimo. Lo slittamento, però, riguarda solo le cessioni nei confronti di intermediari finanziari. Poste spa e diverse banche hanno annunciato per questo una riapertura a breve alle operazioni. Chi non riesce a concludere i contratti e non ha sufficiente capienza fiscale avrà la possibilità di avere la detrazione in dieci anni. Le novità nel testo del decreto blocca cessioni da oggi all'esame dell'Aula di Montecitorio.

Otto mesi in più per trovare cedere il credito a banche e Poste spa

Il decreto prevede dunque la possibilità di utilizzare il meccanismo della remissione remissione in bonis per presentare la comunicazione di cessione alle Entrate in ritardo, rispetto alla scadenza originaria, senza perdere il diritto all'opzione, a fronte del pagamento di una sanzione di 250 euro. Il termine slitta così dal 31 marzo al 30 novembre, data ultima di presentazione della dichiarazione dei redditi riferita al 2022. Di fatto ci saranno otto mesi di tempo in più per chiudere le pratiche rimaste in sospeso dopo il blocco di novembre da parte di banche e Poste spa.  

No allo slittamento dei tempi per cessionari diversi 

Banche e Poste, peraltro, proprio alla luce delle novità introdotte dal decreto hanno preannunciato la ripresa delle operazioni. Il testo, infatti, ha chiarito i casi in cui è prevista la responsabilità solidale, riducendo i rischi per i cessionari, e rendendo più semplici anche le cessioni da parte delle banche ad altri soggetti, aprendo così nuovi spazi per nuov acquisti. Definitivamente chiarita anche la possibilità di utilizzare i crediti fiscali in compensazione anche per i contributi previdenziali, facilitando quindi lo smaltimento dei crediti già in portafoglio.

Non c'è invece alcuna possibilità di utlizzare la remissione in bonis per cercare un cessionario al di fuori del sistema finanziario, in quanto il decreto prevede specifici paletti per questo: se si ci sivolge a soggetti diversi per poter usufruire della remissione in bonis resta confermato l'obbligo di avere un contratto di cessione stipulato prima del 31 marzo.

Rate in dieci anni per chi non riesce a chiudere il contratto

Chi non dovesse riuscire a cedere il credito da Superbonus anche con i tempi più lunghi ora previsti, potrà usufruire comunque di una nuova opzione che consentirà di rientrare delle somme spese, anche se in tempi più lunghi. Il nuovo testo del decreto consente infatti di optare per la detrazione delle spese da Superbonus in dieci anni, rispetto ai quattro stabiliti, quindi con rate più facilmente gestibili anche da chi ha ridotta capienza fiscale.

L'opzione, però, si potrà esercitare solo il prossimo anno, ossia con la dichiarazione dei redditi riferita al 2023 da presentare nel 2024, mentre per quest'anno non dovrà essere indicato nessun importo in dichiarazione, in quanto la nuova opzione è preclusa a chi detrae quest'anno la prima rata. Di fatto, quindi, si avrà lo slittamento di un anno della detrazione, ma poi l'intera somma potrà essere recuperata in dieci rate.