Superbonus, approvato alla Camera il decreto blocca crediti fiscali
E' stato approvato alla Camera il decreto "blocca crediti", il provvedimento che riguarda Superbonus, lavori edilizi, sconto in fattura e cessione dei crediti fiscali maturati. Dopo la fiducia dei giorni scorsi, oggi 172 sono stati i sì e 114 i voti contrari, un astenuto. Dopo l'approvazione del dl, l'Aula è stata per pochi minuti sospesa. Gli esponenti 5 stelle hanno lasciato l'emiciclo con i caschetti da operai edilizi ostentati già in Aula e le proteste dalla maggioranza. "Votiamo no a tutela dell'intera filiera dell'edilizia. Questo caschetto rappresenta lavoratori, imprenditori, tecnici che lavorano in cantieri oggi chiusi, grazie a voi", hanno detto i M5S.
Il testo approderà mercoledì pomeriggio nell'Aula del Senato, ha quindi stabilito la Conferenza dei capigruppo che però - si apprende a palazzo Madama - non ha trovato l'unanimità sul calendario dei lavori dell'Aula. La discussione generale dovrebbe iniziare dopo il voto sul programma delle sedute dell'Assemblea, previsto alle 14. Seguirà l'apposizione della fiducia che sarà votata o domani sera o al più tardi giovedì, ha spiegato ai cronisti Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega.
Il decreto legge ha bloccato, di fatto, dallo scorso 17 febbraio, la possibilità di usufruire dello sconto in fattura con cessione del credito derivante dai bonus edilizi in luogo della detrazione diretta della detrazione, fa registrare dopo il passaggio in commissione finanze una serie di deroghe e proroghe al repentino stop del beneficio. Allentamenti che riguardano, soprattutto, la messa in sicurezza dei crediti acquisiti prima del 17 febbraio scorso e casi di riguardanti aree e categorie sociali svantaggiate. Tra le modifiche approvate, sostanzialmente condivise tra maggioranza e opposizioni, spiccano l'attesa proroga al 30 settembre 2023 del superbonus al 110% per le spese sostenute per unità abitative unifamiliari (villette) con un avanzamento dei lavori pari al 30% al settembre dello scorso anno, e lo sblocco dei crediti maturati nel 2022 a rischio decadenza per l'impossibilità di inviare le relative comunicazioni all'agenzia delle entrate entro fine marzo. In questo caso sarà possibile effettuare la comunicazione anche in assenza della conclusione del relativo accordo di cessione con la banca. Secondo quanto chiarito da un 'comunicato legge' del ministero dell'economia la 'remissione in bonis' consentirà di regolarizzare la propria posizione entro il 30 novembre con il versamento di una sanzione di 250 euro.
Resta aperto il capitolo per smaltire i crediti incagliati, una ventina di miliardi rimasti in pancia alle imprese che hanno applicato lo sconto in fattura senza poi trovare acquirenti per i pacchett. "Quale relatore del provvedimento, dopo quasi due mesi di intenso lavoro e di confronto costruttivo e dialettico con le opposizioni, ho riscontrato in queste ore le prime aperture importanti da parte del mondo bancario alla circolazione dei crediti d'imposta. Insomma, un lavoro di squadra con la commissione Finanze della Camera nel mero interesse di tutti i cittadini italiani", ha detto sul punto Andrea de Bertoldi, deputato di Fratelli d'Italia e relatore del decreto legge, assicurando: "Prendo l'impegno di lavorare fin dalle prossime settimane, in sintonia con il mondo produttivo, a una nuova misura sul settore edilizio e della sostenibilità, che sia finalmente equa ed efficace per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese". Negli ultimi tempi in effetti alcune importanti banche hanno ripreso ad acquistare i crediti, mentre resta da perfezionare lo schema di mercato che prevede la costituzione di una piattaforma-veicolo per oliare il passaggio tra imprese che hanno i pacchetti e aziende interessate ad acquistarli per scontarli di anno in anno in base al proprio bilancio fiscale, il cui perno potrebbe essere una società come Enel X che ha dato la sua disponibilità a farsene promotrice.