Superbonus, chiarite le regole: ecco quando spetta il 110 e il 90%. Il calcolo del reddito familiare per sfruttare lo sconto sui lavori edilizi
di
Antonella Donati
Tutte le novità in una circolare delle Entrate: il punto sulle date delle assemblee, le varianti alla Cilas, le scadenze per le villette
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Validità delle delibere dell'assemblea per il Superbonus al 110% anche nel 2023, varianti alla Cilas, scadenze per le villette con lavori in corso e regole da seguire per chi non ha ancora avviato i lavori. Con la circolare n. 13 l'Agenzia delle entrate fa il punto sulle ultime modifiche introdotte dalle norme che hanno ridimensionato di molto l'agevolazione fiscale. Chiarite infine le modalità di calcolo del reddito familiare per verificare se si può accedere alla detrazione con aliquota al 90%.
Termini tassativi per le assemblee di approvazione dei lavori
La possibilità di usufruire del Superbonus al 110% (invece che al 90%) per i lavori condominiali da avviare nel 2023 è legata alla data di approvazione della relativa delibera, oltre che alla presentazione della Cilas. A questo proposto la circolare ribadisce che la riduzione dell'aliquota non si applica in caso di Cilas presentata alla data del 31 dicembre 2022 e delibera assemb…
Validità delle delibere dell'assemblea per il Superbonus al 110% anche nel 2023, varianti alla Cilas, scadenze per le villette con lavori in corso e regole da seguire per chi non ha ancora avviato i lavori. Con la circolare n. 13 l'Agenzia delle entrate fa il punto sulle ultime modifiche introdotte dalle norme che hanno ridimensionato di molto l'agevolazione fiscale. Chiarite infine le modalità di calcolo del reddito familiare per verificare se si può accedere alla detrazione con aliquota al 90%.
Termini tassativi per le assemblee di approvazione dei lavori
La possibilità di usufruire del Superbonus al 110% (invece che al 90%) per i lavori condominiali da avviare nel 2023 è legata alla data di approvazione della relativa delibera, oltre che alla presentazione della Cilas. A questo proposto la circolare ribadisce che la riduzione dell'aliquota non si applica in caso di Cilas presentata alla data del 31 dicembre 2022 e delibera assembleare di esecuzione dei lavori adottata entro il 18 novembre, oppure a fronte di Cilas presentata entro il 25 novembre e delibera adottata tra il 19 novembre e il 24 novembre 2022. Si tratta, ricorda l'Agenzia, di termini tassativi per cui ad esempio, un condominio che abbia convocato l'assemblea in data 9 novembre, presentato la Cilas il 10 novembre e deliberato l'approvazione degli interventi in data 30 novembre 2022 non può fruire del Superbonus al 110% anche per il 2023, in quanto la delibera è stata adottata oltre le date previste, anche se l'assemblea è stata convocata prima della presentazione della Cilas.
Le varianti in corso d'opera che non incidono sul 110%
Quando la Cilas è stata presentata nei termini sono ammesse anche le varianti, e in questo caso non conta la data dell'approvazione dei relativi progetti da parte dell'assemblea. Costituiscono varianti che non rilevano ai fini del rispetto dei termini, spiega l'Agenzia, non solo le modifiche o integrazioni del progetto iniziale ma anche la variazione dell'impresa incaricata dei lavori o la previsione della realizzazione di interventi trainanti e trainati non previsti originariamente. Le varianti, come previsto dalle norme, possono essere presentate a fine lavori e costituiscono una integrazione della Cilas originaria. Per gli edifici condominiali a a prevalenza pubblica (Iacp), la circolare chiarisce invece che la detrazione al 110% spetta comunque a condizione che alla data del 30 giugno 2023 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell'intervento complessivo.
Le detrazioni per le villette dopo il 30 settembre
Per le villette e gli immobili unifamiliari con il 30% dei lavori chiusi al 20 settembre 2022, invece, la detrazione del 110% è applicabile per le spese sostenute fino al 30 settembre 2023. Per eventuali spese successive la circolare chiarisce che sarà possibile utilizzare le detrazioni ordinarie previste, ossia ecobonus, sismabonus e bonus casa, a seconda della tipologia di lavori necessari per completare l'intervento.
Prima casa e limiti di reddito per il 2023
L'Agenzia ha anche fatto il punto sulle nuove regole che ammettono il Superbonus al 90% per le villette nel 2023 solo se si tratta di prima casa e il proprietario ha avuto un reddito familiare entro i 15.000 l'anno precedente, ossia nel 2022. Chiaramente questi limiti non si applicano in caso di lavori in corso né per gli appartamenti in condominio. Quanto alle regole, il diritto di proprietà deve sussistere al momento di avvio dei lavori, mentre è possibile destinare l'immobile ad abitazione principale anche al loro termine. Per il calcolo del reddito di riferimento si tiene conto del coniuge o del componente dell'unione civile, anche se non risulta nello stato di famiglia, del convivente, dei figli e dei familiari a carico nell'anno precedente. Chiarito che vanno considerati anche i redditi di qualunque natura, compresi quelli assoggettati a cedolare secca e al regime forfetario.
I figli senza redditi sono a carico anche se hanno diritto all'Assegno unico, e quindi formalmente la relativa detrazione non spetta. Così ad esempio un contribuente con un reddito di 25.000 euro, un coniuge con un reddito di 11.000 e un figlio a carico nel 2022, ha diritto al Superbonus in quanto ha un reddito di riferimento di 14.400 euro dato da: reddito complessivo familiare 36.000 euro, diviso per 2,5 (1 (contribuente) più 1 (coniuge) più 0,5 (familiare a carico).
Anche se con questi limiti di reddito e senza la possibilità di ottenere sconto in fattura o cessione del credito è oggettivamente difficile ipotizzare l'accesso al Superbonus (a meno di non poter contare su entrate extra nel 2023), l'Agenzia fissa comunque altri paletti. In particolare chi rientra nei parametri avrà diritto all'agevolazione solo a fronte della dimostrazione dell'avvio dell'intervento non prima del gennaio 2023. Se la Cilas è stata presentata nel 2022 occorre l'autocertificazione del direttore dei lavori che attesti, appunto, il rispetto del requisito temporale.