Mutui, è l’ora di riscoprire il variabile?
di Luigi dell'OlioGli effetti dell’ultimo rialzo dei tassi si vedranno tra qualche settimana, dato che il mercato ci mette sempre un po’ ad adeguarsi alle decisioni di politica monetaria, e questo inevitabilmente creerà ulteriori pressioni sui titolari di mutuo variabile.
Con l’arrivo del periodo vacanziero, poi, spazio a una pausa e tra gli operatori cresce la convinzione che nella riunione di fine settembre la Bce si prenderà una pausa. Con un’economia in rallentamento e l’inflazione che ha rallentato la corsa, infatti, è probabile che da qui in avanti l’Eurotower proceda con maggiore prudenza nella stretta. È dunque il momento di rivalutare il tasso variabile?
Rialzi vicini al picco, poi sarà l’ora dei tagli
Uno sgua…
Gli effetti dell’ultimo rialzo dei tassi si vedranno tra qualche settimana, dato che il mercato ci mette sempre un po’ ad adeguarsi alle decisioni di politica monetaria, e questo inevitabilmente creerà ulteriori pressioni sui titolari di mutuo variabile.
Con l’arrivo del periodo vacanziero, poi, spazio a una pausa e tra gli operatori cresce la convinzione che nella riunione di fine settembre la Bce si prenderà una pausa. Con un’economia in rallentamento e l’inflazione che ha rallentato la corsa, infatti, è probabile che da qui in avanti l’Eurotower proceda con maggiore prudenza nella stretta. È dunque il momento di rivalutare il tasso variabile?
Rialzi vicini al picco, poi sarà l’ora dei tagli
Uno sguardo ai futures sull’Euribor a 3 mesi, che indica le aspettative del mercato in merito al principale riferimento nella costruzione dei mutui a tasso variabile, segnala che l’indicatore crescere ancora un po’ nel prossimo futuro, per poi scendere dalla seconda metà del 2024, arrivando sotto il 3% tra un paio di anni. Il che non è irrilevante in presenza di un contratto destinato a dura 20, 30 e in alcuni casi anche 40 anni.
“Se guardiamo alla situazione attuale delle offerte presenti sul nostro sito, il tasso fisso medio costa quasi 80 punti base in meno rispetto al variabile, con la migliore offerta che si attesta su un Tan del 3,25”, racconta Nicoletta Papucci, direttore marketing di MutuiOnline.it. “Si tratta di un livello più che accettabile rispetto alle medie storiche, mettendo da parte l’1% circa visto tra il 2018 e il 2021, frutto di una situazione eccezionale (i tassi ufficiali a zero, ndr)”.
La preferenza dell’esperta per il fisso è accompagnata dalla raccomandazione, per i titolari di mutuo variabile, di passare al fisso per mettersi al riparo da eventuali, futuri rialzi.
I dubbi sul fisso
Tra gli altri operatori di settore non tutti la pensano allo stesso modo. Da Crif segnalano che soprattutto per i giovani, che si orientano verso mutui a lunga e lunghissima scadenza, occorre alzare lo sguardo all’orizzonte. Che l’Euribor costi più dell’Irs (benchmark per la costruzione dei mutui a tasso fisso) è un’assoluta anomomalia e, prima o poi, sui mercati finanziari le situazioni tendono a riequilibrarsi.
Se non proprio subito, tra qualche mese l’alternativa del variabile promette allora di tornare in auge. Anche alla luce di un’altra considerazione: c’è sempre la possibilità di ricorrere alla surroga in caso di necessità.
Nelle ultime settimane le banche si sono fatte più selettive nel concedere questa possibilità, alla luce del rallentamento del ciclo economico, ma anche in questo caso la storia dice che gli istituti sono mediamente ben disposti ad acquisire nuovi clienti, ai quale offrire altri servizi nel tempo. Recuperando così la spesa sopportata inizialmente per la surroga.