Superbonus, Poste riapre alla cessione dei crediti. Escluse le spese del 2022
di Antonella DonatiPoste spa ha riaperto alla cessione dei crediti. Al 3 ottobre torna la possibilità di effettuare queste operazioni allo sportello ma solo per le spese del 2023 e a patto di avere un conto corrente postale in attivo. Interessati esclusivamente i committenti dei lavori, in quanto è possibile effettuare solo la prima cessione, e con un importo limitato a 50.000 euro. Tutta la pratica deve essere fatta on line sul sito di Poste spa con accesso tramite Spid.
Le condizioni economiche
Il corrispettivo che viene riconosciuto da Poste Italiane varia in funzione della tipologia di credito d’imposta oggetto di cessione, della durata e delle annualità cedute. In dettaglio l’importo liquidato per la cessione di crediti d’imposta con recupero, rispettivamente, i…
Poste spa ha riaperto alla cessione dei crediti. Al 3 ottobre torna la possibilità di effettuare queste operazioni allo sportello ma solo per le spese del 2023 e a patto di avere un conto corrente postale in attivo. Interessati esclusivamente i committenti dei lavori, in quanto è possibile effettuare solo la prima cessione, e con un importo limitato a 50.000 euro. Tutta la pratica deve essere fatta on line sul sito di Poste spa con accesso tramite Spid.
Le condizioni economiche
Il corrispettivo che viene riconosciuto da Poste Italiane varia in funzione della tipologia di credito d’imposta oggetto di cessione, della durata e delle annualità cedute. In dettaglio l’importo liquidato per la cessione di crediti d’imposta con recupero, rispettivamente, in quattro, cinque e dieci anni (con cessione di tutte le annualità) è pari a:
- 94 euro per ogni 110 euro di credito d’imposta per gli interventi relativi al Superbonus 110 con recupero in 4 anni (pari all'85,5% del valore nominale del credito d’imposta maturato);
- 84,5 euro per ogni 100 euro di credito d’imposta per gli interventi diversi da quelli qualificanti per il Superbonus 110% con recupero in 5 anni (pari all'84,5% del valore nominale del credito d’imposta maturato);
- 70 euro per ogni 100 euro di credito d’imposta acquistato da Poste Italiane per gli interventi diversi da quelli qualificanti per il Superbonus 110% con recupero in 10 anni (pari al 70% del valore nominale del credito d’imposta maturato).
Per un termine di raffronto, si può ricordare che prima della chiusura delle operazioni di acquisto (scattata nel novembre 2022), le Poste acquistavano i pacchetti di crediti da Superbonus al 103%.
In caso di cessioni precedenti
L’importo massimo cedibile per il 2023 è pari a 50 mila euro per cliente, anche tramite più cessioni, fermo restando che il totale dei crediti ceduti dallo stesso cliente comprensivo di quelli ceduti anteriormente alla data di riapertura del servizio, non può superare il limite di 150.000 euro.
Così, ad esempio, chi prima della riapertura del Servizio ha ceduto 90.000 euro, può cederne altri 50.000. Chi prima della riapertura del Servizio ha ceduto 120.000 euro può cederne solo altri 30.000, mentre chi avesse già ceduto 150.000 euro in passato non potrà effettuare nuove operazioni.
Verifiche anche alla centrale dei rischi
Al fine di valutare la possibilità di acquisire un credito d’imposta in prima cessione, Poste Italiane effettua verifiche soggettive sul richiedente e oggettive sulla documentazione. Nel primo caso oltre ai controlli standard antiriciclaggio, ad esempio, la presenza di segnalazioni in CAI (Centrale Allarme Interbancaria) relative all’emissione di assegni senza autorizzazione e/o senza fondi o utilizzo improprio di carte di credito, e lo status “attivo” del conto corrente postale. L’esito negativo di questi primi controlli soggettivi impedisce l’accesso al servizio.
Quanto alla documentazione si tratta di quella specifica relativa all'immobile, allo stato dei lavori e dei pagamenti, comprese le asseverazioni e il visto di conformità. Poste spa assicura la chiusura della pratica e la successiva liquidazione del corrispettivo sul conto corrente BancoPosta del cliente entro un massimo di tre mesi.
No alla remissione in bonis per le spese del 2022
In ogni caso, al di là dei tempi stretti, non è possibile la cessione delle spese del 2022 e la remissione in bonis in quanto Poste spa, infatti, non rientra nella lista dei soggetti che sono autorizzati ad accettare le cessioni “fuori tempo”, che sono esclusivamente banche, assicurazioni e intermediari finanziari. Posto quindi che per i correntisti postali è inutile rivolgersi agli sportelli per cedere le spese dello scorso anno, l’unica alternativa possibile oggi come oggi resta quella della “lunga”, ossia la possibilità di spalmare la spesa in dieci rate annuali invece che in quattro. Per questo sarà sufficiente indicare la prima rata nella dichiarazione da presentare nel 2024.