Imu, niente pagamento per gli immobili occupati abusivamente. Più tempo ai Comuni per le aliquote: rischio di tornare in cassa
di Antonella DonatiNiente Imu sugli immobili occupati abusivamente a patto che sia stata presentata la relativa denuncia all'autorità giudiziaria. A pochi giorni dalla scadenza del 18 dicembre per il pagamento del saldo Imu, il Mef con un comunicato consente di evitare il pagamento come previsto dalla legge di Bilancio per il 2023, anche se non è stato ancora emanato il decreto di attuazione delle norme. Vengono confermate le altre regole in vigore per cui, tranne i casi espressamente elencati dalla legge e le riduzioni previste, l'Imu è sempre dovuta per gli immobili nei quali il proprietario non risulta esserne anagraficamente residente. Una possibile novità, però, arriva dagli emendamenti alla Manovra perché si prospetta più tempo ai Comuni per fissare le aliquote e dunque la possibilità di un secondo passaggio in cassa per i cittadini.
Niente Imu sugli immobili occupati abusivamente a patto che sia stata presentata la relativa denuncia all'autorità giudiziaria. A pochi giorni dalla scadenza del 18 dicembre per il pagamento del saldo Imu, il Mef con un comunicato consente di evitare il pagamento come previsto dalla legge di Bilancio per il 2023, anche se non è stato ancora emanato il decreto di attuazione delle norme. Vengono confermate le altre regole in vigore per cui, tranne i casi espressamente elencati dalla legge e le riduzioni previste, l'Imu è sempre dovuta per gli immobili nei quali il proprietario non risulta esserne anagraficamente residente. Una possibile novità, però, arriva dagli emendamenti alla Manovra perché si prospetta più tempo ai Comuni per fissare le aliquote e dunque la possibilità di un secondo passaggio in cassa per i cittadini.
Gli immobili esenti
La legge di Bilancio aveva infatti stabilito l'esenzione dall'Imu per gli immobili occupati abusivamente, per i quali sia stata presentata denuncia all'autorità giudiziaria per i reati previsti dagli articoli 614 (violazione di domicilio), secondo comma, e 633 cp (invasione di terreni o edifici), o per i quali sia stata presentata denuncia o iniziata azione giudiziaria penale. Secondo il testo di legge, però, doveva essere presentata una specifica domanda al Comune sulla base di un modello definito con un apposito decreto di attuazione. Decreto, però, mai varato. Di qui la nota del Mef che precisa che l’esenzione spetta anche se non è stato ancora adottato il decreto di attuazione, dato che questo riguarda solo il modello dichiarativo. I contribuenti che usufruiscono dell'esenzione dovranno semplicemente poi presentare la dichiarazione Imu entro il 30 giugno 2024 per attestare di aver diritto all’agevolazione.
La richiesta di rimborso
Chi avesse pagato la prima rata dell'Imu pur avendo tutti i requisiti per poter usufruire dell'esenzione, oltre a non essere tenuto a pagare il saldo, potrà fare richiesta di rimborso al Comune per la somma versata in acconto. La manovra per il 2023, infatti, aveva previsto l'esenzione a partire dall'inizio dell'anno, dunque anche in riferimento all'acconto. Le modalità per la richiesta dei rimborsi sono fissate a livello comunale, per cui occorrerà adeguarsi alle regole previste.
Gli altri sconti d'imposta
Niente Imu per legge anche per i fabbricati dichiarati inagibili a causa dei terremoti degli anni 2012, 2016 e 2017, e delle alluvioni a Ischia. Sono invece previsti sconti d'imposta, sempre sulla base della normativa nazionale, per gli immobili inagibili sulla base di una specifica perizia tecnica, e per dati in comodato a genitori o figli e per gli immobili dati in locazione a canone concordato. In questi casi il Comune può richiedere i dati di registrazione dei contratti.
Più tempo ai Comuni
Un potenziale ‘disturbo’ per i cittadini si annida in uno degli emendamenti alla Manovra in discussione al Senato, che dà più tempo ai Comuni per fissare le aliquote Imu. Solo per il 2023, in deroga alla normativa vigente, le delibere regolamentari e di approvazione delle aliquote e delle tariffe "sono tempestive - si legge - se inserite nel portale del federalismo fiscale entro il 30 novembre 2023". Di conseguenza, il termine per la pubblicazione delle delibere, ai fini dell'acquisizione della loro efficacia, è fissato al 15 gennaio 2024. La norma, che rimanda quindi le scadenze del 14 e 28 ottobre, ha un impatto sui cittadini, chiamati a versare la seconda rata dell'Imu entro il 18 dicembre. Se le nuove aliquote comporteranno una differenza positiva, i contribuenti saranno di nuovo chiamati alla cassa entro il 29 febbraio 2024 (senza sanzioni e interessi). Nel caso di una differenza negativa, il rimborso è invece "dovuto secondo le regole ordinarie".