Economia

Prezzi delle case, il 2023 si chiude a +1,3%. Dal 2010, a Roma sono scesi del 22% e a Milano cresciuti del 23%

Prezzi delle case, il 2023 si chiude a +1,3%. Dal 2010, a Roma sono scesi del 22% e a Milano cresciuti del 23%

L’analisi Istat sul mercato del mattone: rallentamento dell’indice generale, soprattutto a causa delle abitazioni esistenti

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MILANO – Il 2023 segnato dal rialzo del costo del denaro, che ha stoppato il mercato dei mutui a causa dei repentini rincari delle rate, ha portato a un rallentamento dei prezzi delle case. Che hanno, per il vero, registrato una forbice: su quelli del nuovo, praticamente piatti quelli dell’usato.

L’Istat ha pubblicato in mattinata l'indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento. L’analisi si aggiorna così al quarto trimestre dell’anno scorso e vede un indice invariato rispetto al trimestre precedente, aumentando invece dell'1,8% nei confronti dello stesso periodo del 2022 (era +1,7% nel terzo trimestre 2023).

Completata l’analisi trimestrale, l’Istat può così dire che nella media del 2023 si è registrato un aumento dell'1,3% sul 2022 (in sensibile flessione rispetto al +3,8% del 2022 sull'anno precedente). L'aumento più sostenuto riguarda i prezzi delle abitazioni nuove (+5,6%), mentre per quelli delle abitazioni esistenti la crescita risulta molto modesta (+0,4%). Ricordiamo che, secondo i recenti dati dell’Agenzia delle entrate, le compravendite di case sono scese di ben il 10% nel corso dell’anno passato.

Come si vede dal grafico, d’altra parte, è sempre più ampia la forbice tra andamento del prezzo del nuovo e dell’usato.

Al Nord la crescita maggiore

e Lo spaccato permette poi di entrare nel dettaglio territoriale. Se si resta al quarto trimestre, i prezzi crescono ovunque con una dinamica “abbastanza sostenuta” nel Nord-Est e nel Sud e Isole (rispettivamente +2,4% e +2,3%) e “più contenuta” nel Nord-Ovest (+1,7%) e nel Centro (+1,0%). Anche nella media del 2023 i prezzi salgono ovunque: “La crescita è più sostenuta nelle ripartizioni del Nord (+1,9% nel Nord-Ovest e +2,1% nel Nord-Est) e meno nel Centro e nel Sud e Isole (rispettivamente +0,2% e +0,5%)”, si legge.

Se si allarga poi lo sguardo alle quotazioni a partire dal 2010, ultimo anno cui si riesce a risalire nella serie storica, il saldo è ancora negativo: “Il Centro continua a registrare la flessione più ampia dei prezzi delle abitazioni (-19,0%) mentre il Nord-Est quella più contenuta (-4,0%)”.

Milano arriva a otto anni di crescita. Dal 2010 i prezzi di Roma -22%

L’Istat approfondisce infine la dinamica delle principali città. Limitandosi all’analisi del complesso del 2023, Milano (+5,4%) registra per l’ottavo anno consecutivo un incremento dei prezzi delle abitazioni, seppur in decelerazione rispetto all’anno precedente (era +6,7%). Le case esistenti continuano a crescere (da +7,5% a +4,3%), ma anche qui è soprattutto il nuovo a tirare i rincari, con una forte accelerazione da +2,8% a +10,6%. A Torino l’Ipab cresce in media d’anno (da +3,7% a +2,6%) grazie soprattutto ai prezzi delle abitazioni nuove (da +1,1% a +17,6%), mentre le abitazioni esistenti frenano passando da +4,1% dell’anno precedente a +0,5%. Anche per Roma si registra un tasso di crescita dei prezzi positivo pari a +0,8% (era +3,5% nel 2022) frutto, tuttavia, di dinamiche opposte: da una parte i prezzi delle abitazioni nuove diminuiscono (da +5,2% a -2,0%) mentre quelli delle esistenti continuano a crescere, anche se in decelerazione (da +3,3% a +1,3%).

Anche per queste città si può ricostruire la serie storica fino al 2010: nel lungo periodo, Roma continua a registrare la flessione in media d’anno più elevata (-22,4%) imputabile principalmente alla marcata riduzione dei prezzi delle abitazioni esistenti (-25,2%); segue Torino con una flessione del 13,3% dovuta principalmente alla riduzione dei prezzi delle abitazioni esistenti (-18,1%) solo in parte compensata dall’aumento dei prezzi delle nuove (+21,8%). Viceversa a Milano i prezzi delle abitazioni, che già dal 2020 hanno superato il livello del 2010, continuano a salire (+23,6%) per entrambe le tipologie di abitazione (+24,6% le abitazioni nuove e +23,4% le abitazioni esistenti).

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