Economia

Prosegue il caro-affitti, colpa della domanda “obbligata” di chi non può comprare casa. Il quadro nelle città

Prosegue il caro-affitti, colpa della domanda “obbligata” di chi non può comprare casa. Il quadro nelle città

Indagini di Immobiliare e Idealista arrivano a simili conclusioni: un metro quadro in locazione costa 13 euro. Milano e Firenze al top

3 minuti di lettura

MILANO – Resta forte la tensione sul costo degli affitti, un mercato al quale gli italiani – in particolare giovani – si sono trovati costretti a rivolgersi a fronte della difficoltà di accesso all’acquisto del mattone.

Alcuni recenti report hanno infatti puntato i riflettori ancora sul segno “più” mostrato dai canoni di locazione in Italia, mentre – come sappiamo – la stretta delle Banche centrali ha congelato il mercato dei mutui e di lì le compravendite.

La crescita del costo degli affitti: 13 euro al metro

Da ultimo è stato il portale Idealista a tracciare una crescita del 5,3% degli affitti nel corso del primo trimestre del 2024. Incremento che porta il prezzo medio del metro quadro a 13,2 euro al mese. Rispetto al 2023, l’aumento raggiunge il 13,9%.

Numeri non distanti da quelli registrati nell’ultimo Osservatorio Affitti di Immobiliare.it Inshights, secondo il quale a fine febbraio eravamo a una crescita del 10,1% su base annua che si traduce in un canone di 13 euro per la media del Belpaese.

Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di idealista, ha rimarcato che è proprio la “crescente difficoltà ad acquistare una casa” a rendere “particolarmente vivace” la domanda locativa. “Infatti, nonostante l’ aumento dell'offerta di case in affitto, la domanda continua a superare l'offerta nel corso del 2024. Tuttavia, si stanno manifestando segnali iniziali di un riallineamento tra domanda, offerta e prezzi in alcune delle città di punta di questo mercato, come Milano e Torino”.

Il quadro nelle città

Restando alla ricognizione di Idealista, nelle città più importanti prevale in ogni caso il segno “più”, con 59 capoluoghi sugli 86 monitorati che vedono rincari nelle locazioni nel trimestre. Treviso (11%), Roma (8,8%), Bergamo (7,9%), Palermo (7,5%) e Napoli (7,3%) sono quelli indicati in cima alla classifica. Tra le altre grandi città, Torino (4,6%) e Bologna (3,4%) sono in rincaro ma poco sotto la media nazionale, mentre Milano (1,7%) e Firenze (1,6%) sono tiepidi. Solo Cremona e Cesena mantengono prezzi stabili rispetto a tre mesi fa. Al contrario, si registra un calo in 27 capoluoghi, con i tassi di decremento più accentuati ad Agrigento (-8,2%), Sassari (-7,9%) e Avellino (-5,3%).

Se si viene al prezzo al metro quadro, al di là di alcune piccole differenze il quadro sostanziale non si discosta di molto di rilevazione in rilevazione. Per Idealista, infatti, Milano si conferma come la città con gli affitti più costosi, con un prezzo medio di 23,3 euro al metro quadrato, seguita da Firenze (20,7 euro/m²), Bologna (17,2 euro/m²) e Venezia (17 euro/m²). Immobliare.it mette Firenze (22,2 euro/mq) un po’ più in alto, soprattutto a causa di un +21,7% rispetto a febbraio 2023, ma Milano resta in cima per valore assoluto (23,1 euro/mq) pur riducendo il gap per la crescita decisamente inferiore rispetto alla città del David (+8,1% rispetto a febbraio 2023). Tra i casi rilevati, quello di Bari “che tra i grandi capoluoghi del Meridione è quello che è salito di più nei canoni”: i costi del capoluogo pugliese hanno guadagnato il 18% circa nei 12 mesi, con i prezzi medi al metro quadro che arrivano a 11,7 euro/mq mentre il più grande centro campano ha conosciuto un aumento del 13% circa nell’anno, spingendo il prezzo medio delle locazioni a 14,2 euro/mq.

Il confronto internazionale

Ma come si piazzano le città italiane rispetto alle “colleghe” europee? Per un confronto internazionale è utile l’indagine di HousingAnywhere, piattaforma di affitti a medio termine, che non ragiona in termini di metro/quadro ma ha analizzato i costi per più di 65.000 stanze, monolocali e appartamenti da una a tre camere da letto in 28 città europee.

Nella top ten delle metropoli più care, l’Italia c’è. Con la sua capitale: “Roma è la seconda città in Europa per i prezzi degli appartamenti (2.000 euro), supera addirittura Parigi, ma altissimi anche i prezzi di stanze (600 euro) e monolocali (1.200 euro) – si legge – Per quest'ultima categoria, è ottava in tutto il continente”.

Milano è ottava con 1.700 euro, mentre Torino cresce sensibilmente (+37,5%) ma “rimane tra le più accessibili, con "soli" 1.100 euro”. Bologna – città tipicamente universitaria – si colloca al quinto posto nella classifica dei prezzi per i monolocali, con oltre il 25% di crescita dal 2023 e oltre 1.370 euro di spesa richiesta.

Se si guarda al complesso dell’offerta, le città che pongono più sfide per l’accessibilità alla casa sono Amsterdam, Parigi, L'Aia, Monaco di Baviera e Utrecht che “si classificano costantemente tra le prime 10 città con i prezzi più elevati per appartamenti, stanze e monolocali, indicando sfide di accessibilità costante nei Paesi Bassi e in Germania”. Amsterdam in particolare rimane la città più costosa da affittare su tutta la linea.

I commenti dei lettori