Mutui, segnali di ripartenza della domanda. Il mercato diventa più green
a cura della redazione EconomiaMILANO – Segnale di ripresa per la domanda di mutui da parte delle famiglie italiane, reduci da mesi di sogni di comprar casa infranti dalla crescita dei tassi che ha reso proibitive per alcuni le condizioni di finanziamento.
Una inversione di tendenza viene segnalata dal Crif, che nel primo trimestre dell’anno ha visto un cambio di verso con un +1,9% della domanda di mutui rispetto allo stesso periodo del 2023.
La società di informazioni creditizie sottolinea per altro che il trend pare in accelerazione: se si considera il solo mese di marzo, la domanda di mutui arriva a un +6,9%, "segnale evidente di una situazione di mercato più favorevole".
D’altra parte già da qualche mese i costi dei finanziamenti, in particolare per il tasso fisso, hanno iniziato a scendere: la prospettiva di un taglio al costo del denaro – per quanto via via posticipato dalla forza dell’economia americana – è stata anticipata dagli indici Irs, che sono il punto di riferimento per i mutui con rata costante.
Nei dati del Crif si trova un’altra conferma, che è quella di un mecato che via via si sta spostando sempre più verso gli immobili efficienti dal punto di vista energetico.
“In questo primo trimestre dell’anno si incominciano a vedere gli effetti della Direttiva europea EPBD (Energy Performance of Building Directive), che, come obiettivo, ha quello di ridurre progressivamente le emissioni di gas a effetto serra e i consumi energetici nell’edilizia entro il 2030", commenta in una nota Simone Capecchi, executive director di Crif. “A tal proposito, gli istituti di credito offrono già tassi agevolati per i nuovi mutui, siano essi richieste di surroga oppure immobili a elevata efficienza energetica”. Giusto un paio di settimane fa, la ricognizione di Telemutuo diceva che i mutui green permettono di ottenere una riduzione dello spread pari a 0,35-0,45% rispetto al tradizionale sconto di 0,10%.
Tornando ai dati Crif, dopo anni di continua crescita, visto anche l'aumento dei tassi di interesse operato dalla Bce, l'importo medio richiesto rimane pressoché stabile (-0,8% nel I trimestre 2024 e +0,3% a marzo 2024 rispetto agli stessi periodi del 2023), con un valore di 144.213 euro nel I trimestre dell'anno.
Per Capecchi, “le previsioni di mercato fissano per giugno 2024 un abbassamento dei tassi, e tale scenario solleverà ulteriormente i mutuatari, riducendo la pressione e contribuendo a stabilizzare la situazione finanziaria”.