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Tenere la seconda casa sfitta costa oltre 3 mila euro all’anno. Ecco come risparmiare

Dall’Imu alla Tari, passando per la quota fissa delle bollette, conto salato per gli immobili tenuti vuoti. Ma le possibilità per alleggerire il conto non mancano
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Il 17 giugno scade il termine per pagare la prima rata dell’Imu, mentre il 31 luglio (a meno di date differenti stabilite dai singoli comuni) toccherà alla Tari, relativamente alla prima rata o unica, a scelta del contribuente. Due date cerchiate in rosso sul calendario di molte famiglie italiane, già alle prese con complessi equilibrismi per far quadrare i conti dopo un lungo periodo di alta inflazione, a fronte di salari sostanzialmente fermi.

A chi tocca pagare

L’Imu è un’imposta che grava sui proprietari di immobili (fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli), ma è previsto l’esonero per le abitazioni principali (in sostanza dove si abita) non di lusso. È dovuta in due rate, saldo e acconto. Il calcolo si basa sull…

Il 17 giugno scade il termine per pagare la prima rata dell’Imu, mentre il 31 luglio (a meno di date differenti stabilite dai singoli comuni) toccherà alla Tari, relativamente alla prima rata o unica, a scelta del contribuente. Due date cerchiate in rosso sul calendario di molte famiglie italiane, già alle prese con complessi equilibrismi per far quadrare i conti dopo un lungo periodo di alta inflazione, a fronte di salari sostanzialmente fermi.

A chi tocca pagare

L’Imu è un’imposta che grava sui proprietari di immobili (fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli), ma è previsto l’esonero per le abitazioni principali (in sostanza dove si abita) non di lusso. È dovuta in due rate, saldo e acconto. Il calcolo si basa sulle aliquote dell’anno precedente, ma è possibile utilizzare l'aliquota dell'anno in corso se risulta più vantaggiosa.

Mentre nel caso della Tari, il pagamento è dovuto “da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani”.

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La simulazione della somma da pagare

Fatta questa premessa, la Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) ha effettuato in esclusiva per Repubblica it una stima dei costi relativi a un immobile tenuto sfitto, ipotizzando che sia un appartamento da 90 metri quadri (la tipologia più diffusa).

“Il costo dipende dalla tipologia dell’immobile, dall'ubicazione (grande città, zona di pregio e così via, ndr), se è in condominio o meno e altri fattori”, racconta il presidente Gian Battista Baccarini. “Prendendo come esempio un appartamento in una città di provincia e in zona di medio prestigio, in condominio, con cantina e garage, riscaldamento autonomo e una rendita catastale media, il costo annuo per il proprietario si aggira sui 3.300 euro”.

Un ammontare al quale si arriva considerando una serie di variabili. L’Imu media, calcola la Fiaip, ammonta a 1.450 euro e la spesa non viene meno se l’immobile affittato. Tuttavia è prevista la riduzione nell’ordine del 25% se si stipula un contratto a canone concordato.

Le altre voci da considerare sono una maggiorazione Irpef da circa 175 euro, la Tari (che, come visto, altrimenti verrebbe pagata dall’affittuario) da circa 310 euro. A queste spese vanno aggiunte le bollette di luce, acqua e gas, che gravano per circa 300 euro all’anno tra canone (il più delle volte doppio per le seconde case) e consumi minimi), nonché le spese condominiali ordinarie da circa 850 euro. Completano il quadro una stima di 90 euro per controllo fumi e manutenzione, nonché 150 per manutenzioni varie e piccole riparazioni. Queste ultime due voci potrebbero essere a carico del proprietario anche in caso di locazione, ma nello specifico dipende dagli accordi contrattuali con il locatario.

Le strategie per risparmiare

Nonostante questi costi, nel nostro Paese è molto elevato lo stock di case sfitte. Alcune analisi parlano di almeno 2 milioni, altre si collocano su multipli di questo numero. Spesso non si affitta l’immobile per paura che l’inquilino lo faccia andare in malora o per la sfiducia nel far valere i propri diritti in caso di mancato pagamento dell’affitto.

Questa situazione spiega la diffusione di società che fanno leva sulla tecnologia per favorire l’incontro tra domanda e offerta di locazione. Come nel caso di Domeo, piattaforma online per gestire le locazioni a medio-lungo termine che sgrava il proprietario delle procedure burocratiche relative agli incassi e offre una copertura in caso di mancati pagamenti. Il tutto a fronte di una commissione che può variare in base al servizio sottoscritto, che può arrivare a comprendere anche l’analisi sull’affidabilità dell’inquilino.

Non sono una novità, invece, i servizi che si occupano di gestire gli affitti brevi per conto dei proprietari immobiliari. Come CleanBnb, che si occupa dell’accoglienza e dell’assistenza agli ospiti durante il soggiorno, gestisce le pulizie e il cambio della biancheria.

Non consente un risparmio sulla propria seconda casa, bensì su quella scelta per la vacanza HomeExchange, servizio che consente ai viaggiatori di tutto il mondo di scambiare facilmente le proprie case o appartamenti, in modo sicuro e senza transazioni finanziarie tra loro. Pagando una fee annuale, è possibile attivare scambi illimitati, scegliendo tra due modalità: due famiglie si scambiano reciprocamente le proprie case, nelle stesse date o anche non contemporaneamente; scambio tramite GuestPoints, con l'ospite che soggiorna a casa dell'ospitante e gli offre un certo numero di punti ospite. L'ospite può utilizzare questi punti per soggiornare a sua volta presso un altro membro, contemporaneamente o in un altro momento.

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