Stanze in affitto: aumenta l’offerta, ma i prezzi salgono ancora. In media servono 475 euro al mese
ROMA – L’aumento del numero di stanze in affitto (del 14% nell'ultimo anno) non basta a soddisfare la fame di spazi, soprattutto da parte di giovani lavoratori e studenti in vista della ripartenza dell’attività di settembre. E così, invertendo il trend dello scorso anno, i prezzi da pagare per garantirsi quattro mura in condivisione salgono. Ulteriore grattacapo per le famiglie di chi si prepara a partire per gli studi.
E’ quanto emerge da un mix di analisi realizzate dai portali immobiliari come Idealista e Immobiliare.it.
Secondo il primo, in media in Italia chi di questi tempi si sta organizzando per trovare una sistemazione in vista della ripresa dell’attività scolastica, universitaria e lavorativa, deve mettere in conto di spendere 475 euro al mese. Le due ricerche sono allineate per quel che riguarda il calcolo del rincaro: +6% secondo Idealista, +7% secondo Immobiliare.it Insights. Quest’ultima lega il trend soprattutto al forte incremento della domanda, in aumento del 27% sul 2023.
Le città
I numeri di Idealista dicono poi che ci sono enormi differenze a livello territoriale. Per una stanza a Milano si toccano i 675 euro, poi tra i capoluoghi più cari c’è Bologna con una richiesta media di 595 euro al mese, seguita da Venezia (560 euro), Firenze e Monza (525 euro entrambe), quindi Brescia e Roma rispettivamente con 520 e 500 euro. Con prezzi sotto la media nazionale troviamo Torino (450 euro) e Napoli (380 euro). In fondo alla graduatoria, Reggio Calabria è la città più economica per affittare una stanza, con un prezzo medio di 180 euro, seguita da Potenza e Benevento con 200 euro al mese.
Sostenibilità al limite
"In alcune città dinamiche come Milano, i prezzi delle stanze condivise stanno raggiungendo il limite della sostenibilità”, ha annotato Vincenzo De Tommaso, portavoce di Idealista. Il capoluogo lombardo da solo pesa per il 35% dell’offerta nazionale di stanze, considerando anche Roma si arriva alla metà del totale. “A Milano – aggiunge De Tommaso – i costi delle stanze condivise si stanno avvicinando a quelli dei monolocali, rendendo queste soluzioni meno appetibili rispetto a un affitto indipendente".
I proprietari hanno fiutato l’affare di frazionare l’appartamento piuttosto che concederlo in locazione integralmente e “di conseguenza, in molti hanno colto l'opportunità, determinando un netto incremento dell'offerta di camere in appartamenti condivisi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente”. Concorda sul punto Antonio Intini, Chief Business Development Officer di Immobiliare.it, che rileva “come quello delle stanze sia sempre un mercato molto redditizio per i proprietari. Da qui la tendenza al rialzo dei prezzi che osserviamo ormai da diversi anni e che non ha ancora terminato la sua corsa, soprattutto nelle città più gettonate che, ad ogni modo, vivono un momento di crescita dei valori in tutto il comparto e non solo in quello dei posti letto”.
I prezzi
Tornando ai prezzi, solo dieci città hanno registrato un calo dei canoni e sei prezzi stabili. Spiega Idealista che Rimini ha segnato la flessione più marcata (-20%), seguita da Treviso (-16%), Torino, Reggio Emilia e Reggio Calabria (tutte con -5%). Anche Milano ha visto un calo dell'11%, mentre a Roma i prezzi sono saliti del 5%. Sul fronte degli aumenti, Monza guida la tendenza rialzista con un incremento del 75%, seguita da Verona (35%), Parma (28%), Genova (25%), Ferrara (25%) e Brescia (24%).
I quartieri di Roma e Milano
Immobiliare.it offre poi un dettaglio dei singoli quartieri delle due principali città. A Milano il più costoso è quello di Garibaldi-Moscova-Porta Nuova, dove la richiesta per una stanza singola è pari a 747 euro mensili. Al secondo e al terzo posto rispettivamente Porta Romana-Cadore-Montenero (722 euro) e Centrale-Repubblica (720 euro). A Roma, invece, la zona Parioli-Flaminio è imbattibile con 647 euro al mese, seguita da Testaccio-Trastevere (614 euro) e da Salario-Trieste (603 euro). Questi sono anche gli unici tre quartieri della Capitale a superare la soglia dei 600 euro al mese.
La domanda si sposta dai grandi centri
Secondo Intini c’è una tendenza importante da registrare, proprio legata ai costi elevatissimi delle grandi città. Ovvero “il boom di ricerche che stanno vivendo le località del Sud, più economiche, e quelle limitrofe a un grande centro come quello di Milano”. La domanda si sposta verso luoghi più sostenibili, e questo impatta anche le Università: “Tanti studenti, non potendo più pensare di sostenere la spesa richiesta nelle città più care, optano per atenei comunque di alta qualità ma più vicini alle loro città d’origine o alternativi alle scelte finora più tradizionali, come possono essere Bologna, Milano e Roma”. Gli aumenti più sostanziosi si riscontrano in due capoluoghi del Sud, vale a dire Bari e Napoli, dove la richiesta è salita rispettivamente del 207% e del 185%.
Ben performano anche due centri lombardi come Pavia e Brescia, in rialzo, in quest’ordine, del 180% e del 160%. Crescite sopra il 100% della domanda si evidenziano infine a Foggia (+124%) e a Ferrara (+116%), spiega Immobiliare.it.