Bonus edilizi, verso la stretta sulle seconde case. Ecco come cambieranno gli incentivi
di Antonella DonatiAddio alla ristrutturazione delle seconde case e delle case di lusso con l'aiuto del Fisco. Il governo ha infatti intenzione di rivedere i bonus riservandoli esclusivamente alla prima casa e ai contribuenti a redditi bassi. Ad annunciarlo è stata, nei giorni scorsi, la stessa premier Giorgia Meloni.
Il governo si sta già muovendo in questa direzione in vista della prossima presentazione della legge di Bilancio. Sarà anche rimodulato l'ecobonus, che nella versione attuale è destinato a scadere a fine anno. Questo sarà riservato esclusivamente agli interventi di maggior peso, in grado cioè di riqualificare il patrimonio edilizio secondo le linee guida previste dalla direttiva Case Green. E su questo arrivano già le prime indicazioni operative.
Stop al bonus ristrutturazioni per tutti
Il bonus ristrutturazioni attualmente ha un'aliquota al 50% e rende possibile la ristrutturazione con la detrazione fiscale per qualunque categoria di immobile per uso abitativo, compresi gli immobili di lu…
Addio alla ristrutturazione delle seconde case e delle case di lusso con l'aiuto del Fisco. Il governo ha infatti intenzione di rivedere i bonus riservandoli esclusivamente alla prima casa e ai contribuenti a redditi bassi. Ad annunciarlo è stata, nei giorni scorsi, la stessa premier Giorgia Meloni.
Il governo si sta già muovendo in questa direzione in vista della prossima presentazione della legge di Bilancio. Sarà anche rimodulato l'ecobonus, che nella versione attuale è destinato a scadere a fine anno. Questo sarà riservato esclusivamente agli interventi di maggior peso, in grado cioè di riqualificare il patrimonio edilizio secondo le linee guida previste dalla direttiva Case Green. E su questo arrivano già le prime indicazioni operative.
Stop al bonus ristrutturazioni per tutti
Il bonus ristrutturazioni attualmente ha un'aliquota al 50% e rende possibile la ristrutturazione con la detrazione fiscale per qualunque categoria di immobile per uso abitativo, compresi gli immobili di lusso, a prescindere dal fatto che si tratti di prima o seconda casa. L'aliquota del 50% non sarà più in vigore dal prossimo anno.
In assenza di modifiche dovrebbe applicarsi l'aliquota ordinaria del 36%, ma la premier Meloni all'assemblea di Confindustria ha annunciato che nella manovra non ci saranno comunque i bonus per ristrutturare la seconda e la terza casa. Si punterà invece sull’ecobonus per la prima casa e solo per interventi che portino a significativi miglioramenti in termini di efficienza energetica. Inoltre, si sta valutando la possibilità di trasformare i bonus fiscali in contributi diretti per i contribuenti con redditi più bassi, che altrimenti non potrebbero beneficiare di questi sconti fiscali.
Incentivi per le case green
Indicazioni più specifiche in questo senso vengono direttamente dal Mase. Rispondendo ad una interrogazione parlamentare, Vannia Gava, viceministro dell'Ambiente, ha illustrato le linee sulle quali si sta muovendo il ministero. Per prima cosa il nuovo sistema di incentivi rivedrà le detrazioni fiscali attualmente in vigore con un approccio integrato ed efficiente che superi le frammentazioni. In particolare, si intende introdurre una modulazione dei benefici in funzione delle performance generali raggiunte dall’edificio, con interventi graduati in termini di priorità.
Agevolazioni modulate in funzione del risparmio energetico raggiunto
L'agevolazione fiscale sarà quindi rivolta in prevalenza alle unità immobiliari soggette all’obbligo della direttiva europea che prevede per il 2035 una significativa riduzione delle emissioni dagli edifici residenziali. Si interverrà privilegiando prime case, unità immobiliari con classe energetica bassa, situazioni di povertà energetica. Ci saranno quindi benefici ridotti per gli interventi singoli e benefici crescenti in funzione della performance energetica raggiunta. Previsto un tetto di spesa annua complessivo per la misura e costi massimi specifici omnicomprensivi per gli interventi. L'incentivo avrà durata almeno decennale per rispondere agli obiettivi previsti per il settore residenziale dalla direttiva europea.
Prime case e finanziamenti ai contribuenti in povertà energetica
Per quanti riguarda gli immobili, saranno esclusi dalle agevolazioni quelli che appartengono alle categorie catastali di lusso. Per gli impianti, invece, quelli che non sono più ammissibili secondo le norme europee, come già previsto per le caldaie a gas. Per i redditi più bassi saranno poi previsti strumenti finanziari di supporto da affiancare alle agevolazioni. In particolare il governo punta a finanziamenti a tasso agevolato anche a copertura totale dei costi di investimento, con specifiche condizioni di favore per le persone in condizioni di povertà energetica. Per questo si punta anche a sinergie con la riforma del Fondo nazionale efficienza energetica.