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Casa, certificati bianchi al posto dei bonus. Il piano del governo a costo zero per l'efficienza energetica

L’idea è estendere il meccanismo che esiste dal 2005 per le imprese al settore residenziale civile. Così si punta a incentivare gli interventi più efficienti riducendo le uscite per le detrazioni fiscali
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Stop ai bonus per i redditi più alti e più ricorso al mercato per finanziare gli interventi di risparmio energetico. Per rispettare gli obbiettivi della direttiva Case Green il governo punta ad aprire ai privati il mercato dei Certificati bianchi. Si tratta di un meccanismo che consente di monetizzare i risparmi raggiunti scambiando sul mercato i titoli che certificano questi risultati. Le novità nero su bianco nel Piano strutturale di bilancio di medio termine messo a punto dal Mef, il documento richiesto da quest'anno dall'Unione europea, che contiene anche le indicazioni di base per gli interventi che saranno oggetto della manovra per il prossimo anno.

Efficienza energetica a costi zero per lo Stato

La direttiva Case …

Stop ai bonus per i redditi più alti e più ricorso al mercato per finanziare gli interventi di risparmio energetico. Per rispettare gli obbiettivi della direttiva Case Green il governo punta ad aprire ai privati il mercato dei Certificati bianchi. Si tratta di un meccanismo che consente di monetizzare i risparmi raggiunti scambiando sul mercato i titoli che certificano questi risultati. Le novità nero su bianco nel Piano strutturale di bilancio di medio termine messo a punto dal Mef, il documento richiesto da quest'anno dall'Unione europea, che contiene anche le indicazioni di base per gli interventi che saranno oggetto della manovra per il prossimo anno.

Efficienza energetica a costi zero per lo Stato

La direttiva Case Green prevede una riduzione del consumo medio di energia primaria dell’intero parco immobiliare residenziale di almeno il 16 per cento rispetto al 2020 entro il 2030, di cui il 55 per cento da conseguire nel 43 per cento degli edifici con prestazioni peggiori. Un obiettivo particolarmente sfidante per l’Italia che ha un parco immobiliare costituito per il 70 per cento da abitazioni con la peggiore prestazione energetica e per il 60 per cento da fabbricati realizzati prima dell’approvazione della legge sul risparmio energetico degli edifici (legge 373/1976). Per raggiungere i risparmi previsti il governo pensa dunque ad adottare una serie di nuove misure che possono sostenere la decarbonizzazione innescando meccanismi virtuosi per gli investimenti privati, “senza produrre effetti sulla finanza pubblica”. Di qui l'idea di creare un mercato per i Certificati bianchi per il settore residenziale civile per incentivare gli interventi più efficienti e ridurre il ruolo delle detrazioni fiscali. Mai più Superbonus e bonus a pioggia, dunque, per chi si può permettere di pagare le spese.

Il mercato dei Certificati Bianchi

Quello dei Certificati bianchi è un mercato operativo per le imprese dal 2005. I Certificati sono titoli negoziabili che attestano il raggiungimento di risparmi negli usi finali di energia, secondo gli standard fissati dal Gestore dei servizi energetici. Un Certificato equivale al risparmio di una Tonnellata Equivalente di Petrolio (Tep). Il Gse riconosce un certificato per ogni TEP di risparmio conseguito grazie alla realizzazione dell'intervento di efficienza energetica. I certificati vengono poi emessi dal Gestore dei Mercati Energetici (Gme) su appositi conti. I titoli possono poi essere scambiati e valorizzati sulla piattaforma di mercato gestita dal Gme o attraverso contrattazioni bilaterali. Il valore economico dei titoli è definito nelle sessioni di scambio sul mercato. Oltre ai distributori di energia, che hanno obbighi annuali di risparmio, possono partecipare al meccanismo anche altri soggetti volontari, tipicamente le società di servizi energetici (Esco) o le società che abbiano nominato un esperto in gestione dell’energia certificato.

Decisioni più facili nei condomini

Perché il sistema funzioni anche per i privati saranno necessari aggiustamenti, e probabilmente tempi lunghi. In ogni caso il governo è intenzionato a percorrere questa via, riconoscendo l'ecobobus in forma di detrazione o sussidio diretto solo ai redditi più bassi e non più anche a immobili di lusso e seconde case, come ampiamente annunciato.

Peraltro per facilitare gli interventi a livello degli edifici è prevista la possibilità di rendere ancora più semplice l'approvazione di questi interventi mediante modifiche ai regolamenti condominiali. Via libera, quindi, a minoranze superridotte come già previsto per gli interventi di Superbonus.

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