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Mutui, boom di domande al fondo di garanzia. Ma dal 2025 la platea è ristretta

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Nel 2024 le richieste sono aumentate del 20% sull’anno precedente. Ma da gennaio molte famiglie non possono più beneficiarne
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Lo si potrebbe definire un fondo di garanzia poco garantista. Da quest’anno il fondo per i mutui prima casa è destinato a una platea di beneficiari più ristretta. La legge di bilancio 2025 infatti, accanto all’elenco delle categorie che avevano diritto ad accedere, ha cambiato una parola: “In via esclusiva” al posto di “in via prioritaria”. Il termine “esclusivo” non lascia spazio a dubbi: al di là di giovani coppie, nuclei monogenitoriali con figli minori, inquilini di alloggi popolari e under 36 con un Isee fino a 40mila euro annui (qui l’elenco completo), nessuno potrà più beneficiare della garanzia pubblica per acquistare una casa con finanziamento.

Secondo la Federazione italiana degli agenti immobiliari (Fiaip) la piccola modifica in legge di bila…

Lo si potrebbe definire un fondo di garanzia poco garantista. Da quest’anno il fondo per i mutui prima casa è destinato a una platea di beneficiari più ristretta. La legge di bilancio 2025 infatti, accanto all’elenco delle categorie che avevano diritto ad accedere, ha cambiato una parola: “In via esclusiva” al posto di “in via prioritaria”. Il termine “esclusivo” non lascia spazio a dubbi: al di là di giovani coppie, nuclei monogenitoriali con figli minori, inquilini di alloggi popolari e under 36 con un Isee fino a 40mila euro annui (qui l’elenco completo), nessuno potrà più beneficiare della garanzia pubblica per acquistare una casa con finanziamento.

Secondo la Federazione italiana degli agenti immobiliari (Fiaip) la piccola modifica in legge di bilancio ha depotenziato gli effetti benefici del fondo, attivo dal 2013 e prorogato, per la prima volta per più di un anno, con una dotazione di 130 milioni 2025 e 270 milioni per i due anni successivi. “Si escludono così tutte quelle famiglie che, pur avendo Isee più alti, senza garanzia pubblica non possono comunque acquistare una prima casa - spiega Gian Battista Baccarini, presidente nazionale Fiaip - pensiamo a un nucleo con due figli e genitori con stipendi da 1500 euro cadauno. Una situazione piuttosto comune in Italia, in cui l’accesso a un mutuo può essere complicato”.

Nei dodici anni in cui il Fondo ha funzionato, calcola Fiaip, il 70% dei beneficiari sono stati cittadini che oggi sarebbero esclusi dal fondo: “Erano le stesse banche a suggerire questa soluzione a famiglie che, come dimostra questo dato, certo non toglievano fondi a persone più bisognose” continua Baccarini. Anche se, secondo i dati resi noti da Consap, nel 2024 è andata diversamente, con 67mila domande su 86mila provenienti da under 36, seguiti da coppie con almeno un partner sotto i 35 anni, mentre quasi inesistenti sono stati i mutui richiesti da famiglie numerose: appena 301. Ma il Fondo funziona e il +21% di domande rispetto al 2023 è lì a testimoniarlo.

Il primo tentativo per ristabilire la norma precedente è fallito: nel Milleproroghe infatti la modifica non è stata fatta, “nonostante le forze politiche fossero tutte favorevoli, sembra che dal ministero dell’Economia sia arrivato lo stop” dice il presidente di Fiaip. Tuttavia c’è un precedente: il primo governo Conte nel 2020 fece esattamente la stessa cosa nel decreto Agosto, a fine lockdown, sostituendo il termine “prioritaria” con “esclusiva”, salvo poi fare marcia indietro pochi mesi dopo.

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