L’allentamento monetario non basta. Secondo uno studio della Banca centrale europea, i tassi medi dei mutui sono destinati a salire, con il risultato di penalizzare i consumi almeno fino al 2030. Un paradosso? Solo in apparenza, dato che c’è una spiegazione tecnica: i tassi di mercato si adattano con ritardo alle mosse decise dall’Eurotower, per cui hanno continuato a salire anche quando la politica monetaria ha fermato la stretta.
Inoltre, man mano vanno verso l’estinzione i mutui accesi nella lunga fase in cui i tassi ufficiali erano a zero (o quasi) e vengono sostituiti da nuovi mutuatari che contraggono nuovi prestiti a tassi più elevati. Il risultato è un incremento del tasso medio.
Impatto negativo sui consumi
“I contratti di mutuo p…
L’allentamento monetario non basta. Secondo uno studio della Banca centrale europea, i tassi medi dei mutui sono destinati a salire, con il risultato di penalizzare i consumi almeno fino al 2030. Un paradosso? Solo in apparenza, dato che c’è una spiegazione tecnica: i tassi di mercato si adattano con ritardo alle mosse decise dall’Eurotower, per cui hanno continuato a salire anche quando la politica monetaria ha fermato la stretta.
Inoltre, man mano vanno verso l’estinzione i mutui accesi nella lunga fase in cui i tassi ufficiali erano a zero (o quasi) e vengono sostituiti da nuovi mutuatari che contraggono nuovi prestiti a tassi più elevati. Il risultato è un incremento del tasso medio.
Impatto negativo sui consumi
“I contratti di mutuo prevedono spesso tassi di interesse fissi per lunghi periodi, o addirittura per l'intera durata del contratto”, si legge nell’analisi riportata sul blog della Bce. “Questo implica che il tasso medio pagato dalle famiglie varia solo gradualmente al variare dei tassi di riferimento. In periodi di rapidi cambiamenti della politica monetaria, ciò può portare a situazioni paradossali. Ad esempio, prosegue l’analisi si prevede che i tassi di interesse sui mutui in essere aumenteranno ulteriormente nonostante i recenti tagli dei tassi di interesse ufficiali: anche se la Bce mira a stimolare l'economia, questo ritardo può incidere sui consumi”.
Sono i redditi bassi a pagare il conto più salato
All’interno dell’Eurozona, lo stock dei mutui in essere è composto per circa un quarto da mutui a tasso variabile (l’Italia è tra i Paesi in cui questa componente è più elevata) e per tre-quarti da contratti a tasso fisso. Dato che i primi si adeguano più rapidamente alle decisioni della Bce, sono proprio le famiglie meno abbienti ad aver subito maggiormente la stretta monetaria partita nell’estate del 2022 (con il primo rialzo al tasso ufficiale da zero allo 0,50%).
“Le famiglie possono rispondere all’aumento degli interessi riducendo i consumi o i risparmi: negli ultimi tempi hanno fatto entrambe le cose”, si legge nel report. “È probabile che questo schema si ripeta anche nei prossimi anni. Il 48% delle famiglie con un mutuo prevede di continuare a limitare i consumi nel prossimo anno”, conclude lo studio.
Tassi ufficiali in calo, ma le promozioni possono fare la differenza
Fin qui le analisi a livello di sistema. Tuttavia, se si passa a considerare le offerte per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo e le si paragona con quelle di qualche mese fa, è possibile risparmiare. Anche se non è scontato. Vediamo perché.
Nel mese di aprile è proseguito il calo dei Irs ed Euribor, i parametri di riferimento per la costruzione rispettivamente dei mutui a tasso fisso e variabile. Sul primo versante, le scadenze a 10, a 20 e 30 anni si sono attestate in media rispettivamente al 2,50%, al 2,54% e al 2,60%. Mentre nel caso dell’Euribor, sia la scadenza a 1 mese, sia quella a 3, si fermano al 2,25%. Tuttavia, se si guarda il Tan medio applicato sui contratti, lo scenario è differente. L’Osservatorio mensile di MutuiOnline.it indica che mentre il variabile ha continuato a scendere (portandosi dal 3,69% del primo trimestre al 3,29% di aprile), quello del fisso ha registrato una leggera salita (dal 2,82% al 3,00%). C’è da dire che quest’ultimo era sceso tanto in passato, per cui probabilmente ora è in atto un assestamento. Inoltre, l’avvio della primavera è un periodo particolare per il mercato dei mutui, in quanto vanno in scadenza le promozioni dei singoli istituti e ne entrano in vigore di nuove. Con lo sfasamento tra vecchie e nuove condizioni che può incidere nel breve termine.
In ogni caso, se si guarda all’ultimo Bollettino dell’Abi, relativo al consuntivo di aprile, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato del 3,29% nell’ultimo mese considerato, mentre a dicembre 2023 si attestava al 4,42%. Un risparmio importante per i nuovi mutuatari.