Caldaia da sostituire, non solo ecobonus. Come sfruttare lo sconto (fino al 65%) del Conto termico
di Antonella DonatiCaldaia da sostituire a breve. Per chi deve fare questi interventi il primo pensiero va all’ecobonus o al bonus casa, che consentono di avere la detrazione del 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale (36% le altre). In realtà però non è questa la strategia più conveniente da seguire. Piuttosto si deve guardare al Conto termico che nella versione 2.0 attualmente in vigore offre vantaggi decisamente superiori in termini di aliquote più elevate, rimborso immediato e nessun rischio di perdere l’agevolazione da parte di chi non ha capienza nell’imposta. Non si tratta infatti di una detrazione ma di un contributo a fronte della spesa sostenuta versato dal Gse (l’ente Gestore dei servizi energetici). Un'opportunità da cogliere che può valere migliaia di euro in più.
Caldaia da sostituire a breve. Per chi deve fare questi interventi il primo pensiero va all’ecobonus o al bonus casa, che consentono di avere la detrazione del 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale (36% le altre). In realtà però non è questa la strategia più conveniente da seguire. Piuttosto si deve guardare al Conto termico che nella versione 2.0 attualmente in vigore offre vantaggi decisamente superiori in termini di aliquote più elevate, rimborso immediato e nessun rischio di perdere l’agevolazione da parte di chi non ha capienza nell’imposta. Non si tratta infatti di una detrazione ma di un contributo a fronte della spesa sostenuta versato dal Gse (l’ente Gestore dei servizi energetici). Un'opportunità da cogliere che può valere migliaia di euro in più.
Aliquote più convenienti, fino al 65% contro il 36%
Il primo vantaggio del Conto termico riguarda le percentuali di rimborso. L'incentivo Gse offre il 65% della spesa sostenuta, per la sostituzione di impianti tradizionali con apparecchi a biomassa, pompe di calore e sistemi solari termici, senza alcuna differenza se l’intervento riguarda la prima casa o altri immobili. L'ecobonus 2025, invece, garantisce solo il 36% di detrazione (50% per l'abitazione principale), già ridotto rispetto al 65% degli anni precedenti. Dal 2026 scenderà ulteriormente al 30% (36% per la prima casa), una differenza che può valere diverse migliaia di euro.
Conto termico, quali interventi copre
Il Conto termico copre una gamma specifica ma strategica di interventi. Si tratta di: sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore o impianti ibridi assemblati in fabbrica (caldaia a gas abbinata alla pompa di calore); sostituzione di stufe, termocamini, termostufe e caldaie a pellet o legna con altri certificati a 4 o 5 stelle; installazione di collettori solari per produzione di acqua calda sanitaria; sostituzione di scalda acqua a pompa di calore con modelli più efficienti. Per tutti gli interventi il contributo è fissato al 65%.
Conto termico, il vantaggio dei tempi del rimborso
Il secondo grande vantaggio del Conto termico è la modalità di erogazione: nessuna rata decennale ma incentivo versato direttamente dal Gse sul conto corrente del beneficiario, in una o più rate a seconda dell'importo. Per spese fino a 5.000 euro, il pagamento avviene in un'unica soluzione entro 60 giorni dal termine dei lavori e dall’invio di tutta la documentazione sull’intervento effettuato.
Detrazioni, nessun limite per il Conto termico
Inoltre l’agevolazione sfugge al taglio delle detrazioni introdotto dalla legge di Bilancio. Per chi dichiara un reddito superiore a 75.000 euro le detrazioni complessive (incluso l'ecobonus) sono limitate a importi prestabiliti. Con redditi tra 75.000 e 100.000 euro e senza figli a carico, il limite è di 14.000 euro annui. Chi guadagna oltre 100.000 euro vede il tetto scendere a 8.000 euro. Il Conto termico prevede invece un contributo a rimborso della spesa sostenuta per cui è completamente estraneo a questi limiti, e chi ha redditi elevati non rischia alcuna penalizzazione.
Conto termico: requisiti tecnici e certificazioni
Il Conto termico richiede procedure specifiche ma lineari. La domanda deve essere presentata entro 60 giorni dalla conclusione dei lavori attraverso il portale Gse. La documentazione include fatture, certificato di conformità dell'installatore, dichiarazione del produttore sui requisiti tecnici e certificazione dello smaltimento del vecchio impianto. Per gli impianti presenti nella lista sul sito del Gestore la procedura è semplificata in quanto si tratta di apparecchi che già sono certificati dal punto di vista del rispetto dei requisiti tecnici richiesti.