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Ultimo treno per i lavori di casa con detrazione al 50%. Dall’anno prossimo scende al 36%

Mancano poco più di tre mesi, poi ci sarà la decurtazione dell’aliquota, che scenderà al 30% per le abitazioni diverse dalla prima casa. Il limite di spesa resta a 96mila euro. Attenzione alla data di trasferimento e di pagamento
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Ristrutturazioni, ultima chiamata per avere la detrazione al 50% per i lavori sulla prima casa. Mancano solo poco più di tre mesi e poi dal 1° gennaio l’aliquota scenderà al 36%, mentre passerà al 30% per gli altri appartamenti. Se il governo non interverrà con la legge di Bilancio per il prossimo anno, dunque, la convenienza dell’agevolazione è destinata a ridursi di molto. Chi deve mettere in cantiere dei lavori dovrà fare in fretta, o comunque valutare la possibilità di pagare tutta la spesa quest’anno per poter beneficiare dell’aliquota più elevata.

Il taglio annunciato

La manovra 2025 ha stabilito un cronoprogramma di riduzione che porterà l'aliquota dal 50% per l'abitazione principale finora in vigore al 36% per gli anni 2026 e 2027, e poi al 30% per tutti gli immobili dal 2…

Ristrutturazioni, ultima chiamata per avere la detrazione al 50% per i lavori sulla prima casa. Mancano solo poco più di tre mesi e poi dal 1° gennaio l’aliquota scenderà al 36%, mentre passerà al 30% per gli altri appartamenti. Se il governo non interverrà con la legge di Bilancio per il prossimo anno, dunque, la convenienza dell’agevolazione è destinata a ridursi di molto. Chi deve mettere in cantiere dei lavori dovrà fare in fretta, o comunque valutare la possibilità di pagare tutta la spesa quest’anno per poter beneficiare dell’aliquota più elevata.

Il taglio annunciato

La manovra 2025 ha stabilito un cronoprogramma di riduzione che porterà l'aliquota dal 50% per l'abitazione principale finora in vigore al 36% per gli anni 2026 e 2027, e poi al 30% per tutti gli immobili dal 2028.

Il limite di spesa non è stato ritoccato per cui dovrebbe restare fermo a 96.000 euro per unità immobiliare. Per le seconde case il 30% scatta già dal prossimo anno.

Prima casa e residenza

L’aliquota più alta resta quella attribuita ai lavori sulla prima casa, ossia sull’immobile nel quale il proprietario abita ed è anagraficamente residente. Si considera prima casa anche quella di proprietà abitata però solo da un familiare, a patto che il proprietario non abiti a sua volta in un’altra casa di proprietà. Può usufruire dell’aliquota più alta anche chi compra una prima casa e la ristruttura, a patto che vi si trasferisca a fine lavori. Quindi se si hanno lavori in corso e la residenza si sposta entro il 2025 si può avere la detrazione al 50%. Se invece ci si trasferisce le 2026 la detrazione sarà al 36% anche per le spese sostenute quest’anno.

I lavori agevolati

La detrazione per ristrutturazione spetta sia per i grandi che per i piccoli lavori, e in particolare per tutti quelli che rientrano nell’edilizia libera, per i quali cioè non occorre presentare comunicazioni al Comune. Si deve trattare però di lavori che comportano una innovazione rispetto alla situazione precedente, quindi che non siano di semplice manutenzione ordinaria. Rientrano tra quelli agevolati ad esempio i nuovi infissi, i climatizzatori, la sostituzione delle caldaie, l’acquisto di stufe a pellet, il rifacimento degli impianti (non dei soli sanitari o delle piastrelle), l’installazione di porte blindate e inferriate, ma anche l’installazione dei pannelli solari.

Richiedono invece la Cila, e quindi l’assistenza di un tecnico, gli interventi che riguardano lo spostamento di muri, il cambio di destinazione d'uso dei locali (da cucina a cameretta ad esempio), la realizzazione di un nuovo bagno.

Strategie operative

Chi ha interventi in programma, dunque, deve valutare attentamente le tempistiche. Per beneficiare dell'aliquota al 50% è fondamentale sostenere le spese nell'anno in corso. La data di riferimento è quella di pagamento, non quella di emissione della fattura o di completamento dei lavori. Si applica infatti il principio di cassa per cui la detrazione è riconosciuta in base alle regole in vigore nell’anno in cui si sostiene la spesa. Quindi se è possibile bisogna pagare tutto quest’anno. Sempre obbligatorio l’uso del bonifico parlante con la partita Iva di chi esegue il lavoro e il riferimento alla legge, secondo quanto previsto nei vari modelli messi a disposizione da banche e Poste spa.

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