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Case green, il prezzo cresce del 44% rispetto a quelle inefficienti. Sul mutuo risparmio del 15%

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Il rapporto Remax racconta di una crescita dei prezzi del 2,4% nella media nazionale del primo semestre, con picco del +9% a Milano. Una casa efficiente si vende in 147 giorni, per quelle peggiori si sale a 160
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MILANO – Prima ancora che la direttiva europea, le case si stanno tingendo di green per una dinamica sempre più diffusa sul mercato. Già ci si è più volte soffermati sull’aspetto che riguarda i finanziamenti: sul fronte dei mutui il bollino “verde” assicura un discreto risparmio a chi si presenta agli sportelli delle banche in caccia di soldi per comprare casa. Il patrimonio immobiliare italiano, però, come sappiamo è vetusto e non brilla certo per elevata efficienza energetica e quindi una casa dalle alte prestazioni si paga di più.

Questa dinamica ha risvolti sull’andamento del mercato e sui tempi di vendita. Il nuovo Real Estate Data Hub del Centro studi di Remax Italia con Yard Reaas e 24Max fotografa infatti un contesto di ripresa e prospettive favorevoli per le compravendite del mattone, appunto con un volano green. Sia chiaro, le classi A e B rappresentano ancora una porzione intorno al 10% del mercato, mentre le C e D sono salite al 15%: fette in crescita, ma i tre quarti del …

MILANO – Prima ancora che la direttiva europea, le case si stanno tingendo di green per una dinamica sempre più diffusa sul mercato. Già ci si è più volte soffermati sull’aspetto che riguarda i finanziamenti: sul fronte dei mutui il bollino “verde” assicura un discreto risparmio a chi si presenta agli sportelli delle banche in caccia di soldi per comprare casa. Il patrimonio immobiliare italiano, però, come sappiamo è vetusto e non brilla certo per elevata efficienza energetica e quindi una casa dalle alte prestazioni si paga di più.

Questa dinamica ha risvolti sull’andamento del mercato e sui tempi di vendita. Il nuovo Real Estate Data Hub del Centro studi di Remax Italia con Yard Reaas e 24Max fotografa infatti un contesto di ripresa e prospettive favorevoli per le compravendite del mattone, appunto con un volano green. Sia chiaro, le classi A e B rappresentano ancora una porzione intorno al 10% del mercato, mentre le C e D sono salite al 15%: fette in crescita, ma i tre quarti del mercato se li mangiano ancora gli immobili meno efficienti. Anche per la scarsità dell’offerta, dunque, si può spiegare l’importante salto nelle valutazioni.

Le classi A e B costano il 44% in più di quelle E, F e G…

L’analisi sulle vendite del primo semestre dell’anno dice infatti di un prezzo più elevato del 44% per gli immobili A e B rispetto a quelli E, F e G. Anche lo sconto rispetto al prezzo richesto dal venditore va allargandorsi con la discesa lungo la scala energetica: dal 2% per gli appartamenti migliori, dal punto di vista dell’efficienza, si arriva al 6% per i peggiori. In soldoni, dicevano recenti dati Crif, si parla di un balzo di circa 500 euro al metro quadro (nella media nazionale) tra le classi A e B e quelle tra la C e la E, ma si sale nell’ordine di ben 700 euro se il confronto è con gli immobili “brown”, quelli delle classi F e G: le peggiori.

...e si vendono in meno tempo

Impatti che si riverberano anche sui tempi di vendita, anche se in questo caso c’è un terzo incomodo. Le prime classi energetiche vengono infatti solitamente piazzate in 147 giorni. Ci mettono di meno gli immobili nelle classi C e D, 132 giorni, verosimilmente perché trattano a prezzi più abbordabili. Mentre per le classi inferiori si sale a 160 giorni: qui probabilmente la condizione dell’appartamento pesa più del prezzo favorevole.

Dal lato del compratore, i mutui dedicati all’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica hanno registrato nella prima metà dell’anno (secondo la ricognizione dei mediatori creditizi 24Max) tassi fissi al 2,19% di Tan, “spesso accompagnati dall’azzeramento delle spese di istruttoria e perizia. Rispetto ai mutui tradizionali, la rata media risulta inferiore di circa il 15%”.

Prezzi in crescita

Venendo al capitolo dei prezzi, nel complesso del mercato si è registrato un aumento del 2,4% su base annua, con incrementi più marcati nelle grandi città: Milano guida la crescita con un +9% dei valori e volumi in aumento, mentre Roma mostra un mercato più selettivo, con prezzi in rialzo del 3%.

L’andamento dei prezzi nei capoluoghi

Molto variegata anche la situazione per quel che riguarda gli sconti in fase di trattativa. Al Nord, dove il mercato è più solido, non si arriva al 3,5% mentre al Sud si supera il 7% e al Centro ci si attesta sul 5,5 per cento.

Cauto ottimismo

In linea generale, il rapporto vede un mercato in crescita del 9% nel primo smestre, ha confermato “la propria solidità, sostenuto dalla riduzione dei tassi di interesse e da una domanda sempre più orientata alla qualità e all’efficienza energetica”. Per Dario Castiglia, ceo e founder di Remax Italia, “le prospettive per la seconda parte del 2025 sono orientate a un cauto ottimismo. La domanda appare solida, con un’attenzione crescente verso immobili energeticamente efficienti e ben collegati. Le grandi città restano i motori principali di crescita. Pur persistendo alcune incognite legate al quadro economico”.

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