Imu, più spazio ai Comuni per abbassare le aliquote ma solo in alcuni casi. Ecco quali
di Antonella DonatiBuone notizie per chi ha dato appartamenti in uso gratuito, per chi si ritrova con un immobile inutilizzabile per problemi strutturali, ma anche per gli enti del Terzo settore. Dal prossimo anno i Comuni avranno più margini di azione per ridurre le aliquote Imu e saranno proprio questi i casi interessati. Le novità nel decreto del Mef che ha aggiornato il Prospetto delle condizioni che gli enti locali debbono utilizzare per modulare le aliquote. Ampliati anche i casi di agevolazione per i soggetti disabili.
Requisti e casi di variazione
Dal 2025, infatti, i Comuni possono differenziare le aliquote Imu per gli immobili diversi dalla prima casa, esclusivamente in base ai criteri indicati dal Prospetto, che indica 128 requisiti. Ora per…
Buone notizie per chi ha dato appartamenti in uso gratuito, per chi si ritrova con un immobile inutilizzabile per problemi strutturali, ma anche per gli enti del Terzo settore. Dal prossimo anno i Comuni avranno più margini di azione per ridurre le aliquote Imu e saranno proprio questi i casi interessati. Le novità nel decreto del Mef che ha aggiornato il Prospetto delle condizioni che gli enti locali debbono utilizzare per modulare le aliquote. Ampliati anche i casi di agevolazione per i soggetti disabili.
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Requisti e casi di variazione
Dal 2025, infatti, i Comuni possono differenziare le aliquote Imu per gli immobili diversi dalla prima casa, esclusivamente in base ai criteri indicati dal Prospetto, che indica 128 requisiti. Ora però la lista è stata ampliata per far fronte alle richieste degli enti locali. Si accrescono quindi le variabili che potranno essere utilizzate per rimodulare le aliquote tenendo conto di situazioni specifiche. Per le abitazioni di lusso (categorie A1, A8 e A9) e i fabbricati rurali strumentali non è comunque consentita alcuna differenziazione di aliquota.
Immobili inagibili, sconto non solo per calamità naturali
La prima novità riguarda gli immobili inagibili: dal prossimo anno il Comune potrà stabilire un’imposta ridotta non più solo in caso di calamità naturali, ma anche per crolli strutturali, incendi, come pure per problemi edilizi. La misura si applica a tutte le categorie: abitazioni locate o in comodato, case a disposizione, strutture turistiche, immobili produttivi, case di lusso uffici e fabbricati produttivi. Fino ad oggi invece i Comuni potevano ribassare l'aliquota solo per l'inagibilità da terremoti e alluvioni. Più possibilità dunque di risparmiare sull’imposta per i proprietari che non possono realmente utilizzare l’immobile.
Comodato gratuito, aliquote ridotte non più solo in famiglia
Buone notizie anche per chi ha concesso la casa o qualunque altro locale a titolo gratuito. Ora il Comune oltre alla riduzione del 50% prevista dalla legge per le case utilizzate da genitori o figli, potrà deliberare sconti anche quando si tratta di soggetti estranei alla famiglia, o alle altre categorie già previste come studenti e disabili. Starà ai singoli enti stabilire le specifiche condizioni, oltre all’obbligo di registrazione del contratto.
Proprietari invalidi e disabili, agevolazioni in vista
Potranno contare su nuovi tagli di aliquota anche i proprietari di immobili con invalidità civile o disabilità. I Comuni infatti potranno riconoscere le agevolazioni ad ampio spettro: dalle case date in locazione e quelle tenute a disposizione, ma anche gli immobili destinati ad attività commerciali, turistico-ricettiva, o produttive, quando il soggetto tenuto a pagare l’imposta ha un'invalidità superiore a una certa percentuale o una disabilità grave. Fino ad oggi questa possibilità era più limitata.
Società ed enti: nuove opzioni per differenziare
Il nuovo Prospetto introduce anche ulteriori categorie utilizzabili dai comuni per diversificare le aliquote: immobili posseduti da enti non commerciali, immobili posseduti da società o altri soggetti con personalità giuridica, immobili posseduti da società o altri soggetti senza personalità giuridica. I Comuni acquisiscono quindi maggiore flessibilità nel modulare il prelievo in base alla natura giuridica del proprietario.
Impianti di energia, possibili aliquote diversificate in base alla potenza
Infine per i fabbricati con impianti di produzione di energia rinnovabile, il Prospetto consente ai comuni di creare fasce di potenza articolate. Prima si poteva distinguere solo "superiore a" una certa soglia in kW. Ora le opzioni sono tre: impianti fino a una certa potenza, impianti superiori a una soglia, oppure intervalli (da x kW a y kW). La misura riguarda tutti i tipi di impianti di produzione da fonti rinnovabili.
Le delibere con le nuove aliquote
Il nuovo Prospetto vale per le delibere Imu che i Comuni adotteranno dal 2026 in poi. Per gli enti che non approvano le delibere e non pubblicano il Prospetto entro il mese di ottobre continuano ad applicarsi le aliquote di base previste dalla legge.