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Bonus barriere architettoniche, stop al 75 per cento. Ecco come incentivare ancora i lavori

Per il bonus maggiorato (relativo alle spese del 2025) bisogna ultimare gli interventi entro la presentazione del 730. Chi ha ancora spese da sostenere nel 2026 può applicare su queste solo l’aliquota ordinaria del 50%: fa fede la data del bonifico
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Fine del bonus barriere al 75%. La maxi agevolazione per eliminare le barriere architettoniche non è stata rinnovata per il 2026 insieme agli altri bonus casa. Una fine annunciata, ma per chi avesse ancora lavori in corso per completare l’intervento e spese da sostenere quest’anno è comunque possibile ottenere il bonus maggiorato per le spese 2025 e la detrazione con l’aliquota ordinaria per prima o seconda casa per quelle ancora da sostenere, dato che gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche rientrano comunque tra quelli di ristrutturazione. E’ necessario però rispettare due condizioni: concludere i lavori prima della data di presentazione del 730 farsi rilasciare l’asseverazione del rispetto dei requisiti tecnici.

Fine del bonus barriere al 75%. La maxi agevolazione per eliminare le barriere architettoniche non è stata rinnovata per il 2026 insieme agli altri bonus casa. Una fine annunciata, ma per chi avesse ancora lavori in corso per completare l’intervento e spese da sostenere quest’anno è comunque possibile ottenere il bonus maggiorato per le spese 2025 e la detrazione con l’aliquota ordinaria per prima o seconda casa per quelle ancora da sostenere, dato che gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche rientrano comunque tra quelli di ristrutturazione. E’ necessario però rispettare due condizioni: concludere i lavori prima della data di presentazione del 730 farsi rilasciare l’asseverazione del rispetto dei requisiti tecnici.

Bonus e interventi ammessi

Il bonus barriere architettoniche nel 2025 era previsto solo per l’installazione di montascale, ascensori e interventi sulle rampe. La versione originale del 2022 copriva una gamma ampia di lavori, ma dal 30 dicembre 2023 erano stati tagliati fuori infissi, pavimenti, servizi igienici e automazione degli impianti, tutti interventi ritenuti troppo generici per giustificare la percentuale più alta. Inoltre il bonus 75% aveva limiti propri: 50.000 euro per edifici unifamiliari, 40.000 euro moltiplicati per il numero di unità negli edifici da due a 8 appartamenti, 30.000 euro moltiplicati per i più grandi. Chi ha iniziato i lavori nel 2025 doveva quindi tener conto di queste disposizioni.

Aliquote e data di riferimento delle spese

Per quanto riguarda la detrazione, chi ha ancora spese da sostenere nel 2026 può applicare su queste solo l’aliquota ordinaria. In base al principio di cassa che vale per l’Irpef, infatti, conta la data nella quale la spesa è stata sostenuta e l’aliquota di agevolazione in vigore nell’anno in questione. Perciò le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025 daranno diritto al bonus al 75%, mentre quelle del 2026 no, anche se si tratta di completare lo stesso intervento agevolato. Quanto alle spese di fine anno, come chiarito dalle Entrate, si deve fare riferimento al momento dell’ordine di pagamento, a prescindere da quello di effettivo addebito della somma sul c/c. Così ad esempio nel caso di un bonifico effettuato il 29 dicembre 2025 con data di addebito al 2 gennaio 2026, la spesa è comunque detraibile al 75%.

Fine lavori obbligatorio prima di presentare il 730

Per avere diritto al bonus maggiorato conta poi la data di conclusione dei lavori che, in questo caso, deve essere precedente a quella di presentazione della prossima dichiarazione dei redditi. Per tutti bonus edilizi, infatti, il diritto alla detrazione non scatta con il semplice pagamento delle spese ma richiede il completamento dell'intervento. Quindi per il bonus al 75% i lavori devono terminare prima di presentare la dichiarazione dei redditi nella quale si vuol far valere il diritto all’aliquota più alta. In caso contrario si tratta di lavori ancora in corso, per cui le somme si considerano pagate a titolo di acconto e ci si dovrà accontentare del 50% anche per le spese del 2025. Questo principio vale, ovviamente, anche in caso di lavori condominiali.

Asseverazione sempre obbligatoria

Infine non va dimenticato che per l’aliquota maggiorata è necessaria l'asseverazione del rispetto dei requisiti del DM 236/1989. Si tratta di un obbligo aggiuntivo introdotto proprio per questo bonus. L'asseverazione deve essere rilasciata da un tecnico abilitato (architetto, geometra, ingegnere) e deve certificare che i lavori rispettano rigorosamente le disposizioni e i requisiti tecnici stabiliti dalla normativa di attuazione della legge di abbattimento delle barriere architettoniche. La semplice dichiarazione dell’installatore o del fornitore non è sufficiente.

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