Acconto Imu, entro il 16 giugno alla cassa. Tutte le risposte ai dubbi e le regole per le esenzioni
di Antonella DonatiImu alle porte e dubbi sempre in agguato. Per la scadenza dell’acconto prevista per il prossimo 16 giugno, oltre all’aliquota stabilita dai Comuni occorre tener conto, infatti, situazioni particolari che influiscono sugli obblighi di pagamento. La residenza è il fattore determinante per l’esenzione sulla prima casa, ma si può aver diritto a sconti per le case inagibili, quelle in comodato a genitori e figli, e quelle date in locazione a canone concordato. Possibile doppia esenzione per i coniugi con residenze diverse, e nessun pagamento dovuto per chi la casa abusivamente occupata. Ecco le regole.
Esenzione prima casa e doppia agevolazione per i coniugi
L’imposta non è dovuta sulla prima casa, definita come la casa nella quale il proprietario abita ed è anagraficamente residente. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 2022, l’esenzione spetta anche ai coniugi con residenza anagrafica e dimora abituale in due immobili diversi anche nello stesso Comune. Il Comune, però, ha il d…
Imu alle porte e dubbi sempre in agguato. Per la scadenza dell’acconto prevista per il prossimo 16 giugno, oltre all’aliquota stabilita dai Comuni occorre tener conto, infatti, situazioni particolari che influiscono sugli obblighi di pagamento. La residenza è il fattore determinante per l’esenzione sulla prima casa, ma si può aver diritto a sconti per le case inagibili, quelle in comodato a genitori e figli, e quelle date in locazione a canone concordato. Possibile doppia esenzione per i coniugi con residenze diverse, e nessun pagamento dovuto per chi la casa abusivamente occupata. Ecco le regole.
Esenzione prima casa e doppia agevolazione per i coniugi
L’imposta non è dovuta sulla prima casa, definita come la casa nella quale il proprietario abita ed è anagraficamente residente. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 2022, l’esenzione spetta anche ai coniugi con residenza anagrafica e dimora abituale in due immobili diversi anche nello stesso Comune. Il Comune, però, ha il diritto di verificare che effettivamente le case siano entrambe utilizzate come abitazione principale. Previsto per questo il controllo sulle utenze. Sempre in vigore anche l’esenzione per gli appartenenti alle forze dell’ordine per l’unico immobile di proprietà posseduto e nel quale non abitano per esigenze di servizio, a patto che questo sia a disposizione, ossia non risulti dato in locazione durante l’anno. Per gli immobili di proprietà di anziani trasferiti nelle Rsa e rimasti a disposizione, spetta ai Comuni decidere se e come riconoscere l’esenzione.
Compravendite nel corso dell’anno
Residenza e uso diretto sono dunque requisiti fondamentali per l’esenzione, per cui chi acquista la prima casa deve pagare l’Imu fino al momento in cui non si trasferisce, a prescindere dal fatto di non avere altri immobili di proprietà, e di aver comprato casa con le agevolazioni.
Il calcolo dell’imposta si fa in proporzione ai mesi di possesso, e per legge il mese si considera per intero in caso di proprietà per almeno 15 giorni. In pratica se l'atto avviene entro il 15 del mese, quel mese è a carico dell'acquirente. Se si acquista dal 16 in poi il pagamento è a carico del venditore.
Niente solidarietà per l’imposta in caso di comproprietà
A differenza di altri tributi, l'Imu non è un'imposta solidale tra i comproprietari. Quindi ognuno è responsabile esclusivamente per la propria quota, e il Comune non può chiedere l’imposta agli altri se uno solo non paga. Questo principio si applica anche in caso di successione. Peraltro per le case ereditate nelle quali abita il coniuge superstite l’imposta non è dovuta perché al coniuge spetta il diritto di abitazione vita natural durante, e quindi l’esenzione come prima casa. Gli altri proprietari, perciò, non sono tenuti a versare nulla.
Sconti per comodato e canone concordato
La legge prevede poi riduzioni dell’imposta del 50% o del 25% per specifiche situazioni. Lo sconto della metà è previsto per per gli immobili concessi in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori-figli o viceversa). Le condizioni sono rigide: il contratto deve essere registrato, il comodatario deve usarlo come abitazione principale e il proprietario deve possedere un solo immobile a uso abitativo in Italia, oppure due se la propria casa di abitazione si trova nello stesso Comune).
Per le locazioni a canone concordato lo sconto invece è del 25%. Sono ricompresi i contratti agevolati 3+2, quelli per studenti universitari e i contratti transitori.
Case occupate e inagibili, sconto solo con Dichiarazione Imu
Invece per le case occupate abusivamente è prevista l'esenzione totale dall'Imu. Occorre però che il proprietario abbia presentato regolare denuncia all'autorità giudiziaria o che l'occupazione sia oggetto di azione giudiziaria penale. E’ necessario per questo presentare la Dichiarazione Imu entro il 30 giugno. Lo stesso per avere lo sconto del 50% previsto per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto inutilizzati. L'inagibilità deve essere accertata dall'ufficio tecnico comunale con perizia da allegare, oppure da dichiarare come acquista tramite autocertificazione.
Importi e pagamento
L’acconto da versare entro il 16 giugno è pari al 50% dell'importo pagato l'anno precedente. Il saldo di dicembre si calcola con le nuove aliquote e dovrà essere effettuato l’eventuale conguaglio. C’è comunque la possibilità di pagare anche l’acconto calcolate con le nuove aliquote. Conviene quindi controllare se il Comune ha deliberato novità, dal momento che gli enti hanno la possibilità di applicare aliquote a agevolazioni in molti più casi di quelli previsti dalla legge. Il pagamento si effettua compilando la sezione "Imu e altri tributi locali" del Modello F24 inserendo il codice catastale del Comune e i relativi codici tributo (come il 3918 per le seconde case). Se previsto dal Comune è anche possibile utilizzare la piattaforma PagoPA.