Casa, i prezzi salgono del 5,2% nel primo trimestre. Più fatica per trovare l’immobile giusto
Accelerano i prezzi delle case secondo i dati Istat, in un mercato del mattone in cui cresce la domanda ma a quanto pare anche la difficoltà nel trovare l’immobile desiderato.
Secondo le stime preliminari dell'Istat, nel primo trimestre dell'anno, l'indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab), acquistate dalle famiglie per fini abitativi o per investimento, aumenta dell'1,0% rispetto al trimestre precedente e del 5,2% nei confronti dello stesso periodo del 2025 (era +4,0% nel quarto trimestre 2025). "L'accelerazione - sottolinea l'Istat - risente della dinamica dei prezzi delle abitazioni nuove, il cui tasso tendenziale di variazione risale a +6,7% (dal -1,1% del trimestre precedente). Rallenta invece lievemente il ritmo di crescita dei prezzi delle abitazioni già esistenti, che si attesta a +4,8% (dal +5,0%)".
Accelerano i prezzi delle case secondo i dati Istat, in un mercato del mattone in cui cresce la domanda ma a quanto pare anche la difficoltà nel trovare l’immobile desiderato.
Secondo le stime preliminari dell'Istat, nel primo trimestre dell'anno, l'indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab), acquistate dalle famiglie per fini abitativi o per investimento, aumenta dell'1,0% rispetto al trimestre precedente e del 5,2% nei confronti dello stesso periodo del 2025 (era +4,0% nel quarto trimestre 2025). "L'accelerazione - sottolinea l'Istat - risente della dinamica dei prezzi delle abitazioni nuove, il cui tasso tendenziale di variazione risale a +6,7% (dal -1,1% del trimestre precedente). Rallenta invece lievemente il ritmo di crescita dei prezzi delle abitazioni già esistenti, che si attesta a +4,8% (dal +5,0%)".
Altri dati, pubblicati dal portale Idealista, mostrano invece che il primo trimestre dell’anno fissa un record nella storia del mercato residenziale italiano: per la prima volta le richieste di acquisto crescono in tutte le 107 province monitorate. Una domanda che crescita ma non accelera i tempi di chiusura della compravendite: “Il risultato è un mercato sotto tensione crescente, dove comprare casa è più desiderato ma più difficile”. I dati nazionali raccontano il paradosso. Le richieste medie per annuncio (leads) passano da 1,22 a 1,5 (22,5%), l'offerta disponibile ovvero il rapporto tra annunci attivi sul portale e lo stock di immobili che risulta al catasto scende da 2,6% a 2,5% (−4,9%), e i giorni medi per vendere (time on market) salgono da 160 a 169 (6,1%). Su 107 province, 87 vedono calare l'offerta e 73 registrano un allungamento dei tempi.
"La domanda nel primo trimestre è forte e diffusa, ma il mercato non riesce a convertirla alla stessa velocità", commenta Vincenzo De Tommaso, dell'Ufficio Studi di idealista. "È un disallineamento strutturale: lo stock disponibile è fatto in larga parte di grandi tagli pensati per famiglie numerose, spesso in aree a scarsa richiesta, mentre la domanda cerca bilocali e trilocali in zone ben servite e collegate. Nei mercati di punta, poi, la combinazione tra prezzi elevati e costo del credito ancora alto comprime la capacità di acquisto e allunga i tempi di decisione".
Lungo lo Stivale, il Sud emerge come il caso più critico. Lo stock è il più basso d'Italia, la domanda cresce di oltre un quarto, ma i tempi di vendita esplodono: +17,2% anno su anno. L'interesse c'è, ma si scarica interamente sulla durata delle trattative, si legge nel rapporto.
La ricerca affronta poi le principali città. Bologna, in questo momento è il mercato più veloce d'Italia: lo stock sale del 22%, il time on market crolla del 31% scendendo a soli 50 giorni. L'unica grande città in piena fase di distensione. Milano e Firenze mostrano i primi segnali di raffreddamento: l'offerta cresce e la domanda scende — una combinazione inedita per due mercati storicamente sotto pressione. Milano registra il calo di leads più forte tra le grandi città (−7,0%), i tempi di vendita sono passati da 58 a 61 giorni. Torino, Bari e Catania vivono una tensione produttiva: la domanda è forte (tra 20% e 32%) e il mercato riesce a convertirla in vendite, con tempi stabili o in calo. Napoli, Palermo, Genova e Roma sono nel quadrante della tensione bloccata. Palermo segna il record assoluto di crescita della domanda (50,5%) ma i tempi salgono del 30%. Napoli registra l'allungamento più forte (36,5%): la domanda c'è, ma non riesce a chiudere. Roma si colloca nello stesso quadrante con una tensione più contenuta.