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Casa, per le ristrutturazioni scattano dal 3 agosto i nuovi obblighi sulle rinnovabili

Le novità con l’entrata della Direttiva europea Red III: per accedere ai bonus fiscali in interventi significati servirà prevedere una quota minima di energia prodotta con fonti green
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Lunedì 3 agosto data spartiacque. Per chi deve ristrutturare o anche solo cambiare la caldaia per il riscaldamento arriva l’obblighi di integrazione di quote minime di energia prodotta da fonti rinnovabili. Se non si rispetta il target non sarà possibile presentare pratiche edilizie. Spariscono poi anche i bonus fiscali per chi passa da gas a pellet. Le novità scattano con l’entrata della Direttiva europea Red III. Da prossimo mese in poi, dunque, l’integrazione delle fonti energetiche rinnovabili (Fer) in edilizia anche per i piccoli interventi cessa di essere un'opzione virtuosa e diventa la condizione essenziale per la legittimità stessa dell'intervento.

Interventi e quote

La Direttiva punta a eliminare l’uso del gas imponendo vincoli più stringenti. I progetti presentati a partire da inizio agosto, infatti, dovranno allegare una relazione tecnica che attesti il soddisfacimento dei requisiti minimi Fer. Senza questa asseverazione firmata dal progettista, gli uffici tecnici comunali…

Lunedì 3 agosto data spartiacque. Per chi deve ristrutturare o anche solo cambiare la caldaia per il riscaldamento arriva l’obblighi di integrazione di quote minime di energia prodotta da fonti rinnovabili. Se non si rispetta il target non sarà possibile presentare pratiche edilizie. Spariscono poi anche i bonus fiscali per chi passa da gas a pellet. Le novità scattano con l’entrata della Direttiva europea Red III. Da prossimo mese in poi, dunque, l’integrazione delle fonti energetiche rinnovabili (Fer) in edilizia anche per i piccoli interventi cessa di essere un'opzione virtuosa e diventa la condizione essenziale per la legittimità stessa dell'intervento.

Interventi e quote

La Direttiva punta a eliminare l’uso del gas imponendo vincoli più stringenti. I progetti presentati a partire da inizio agosto, infatti, dovranno allegare una relazione tecnica che attesti il soddisfacimento dei requisiti minimi Fer. Senza questa asseverazione firmata dal progettista, gli uffici tecnici comunali considereranno la Cila o la Scia inefficaci. Le quote obbligatorie cambiano a seconda della tipologia di intervento. Nelle ristrutturazioni importanti di primo livello, ossia quelle che interessano oltre il 50% della superficie lorda dell’edificio e includono il rifacimento dell'impianto termico, la quota di energia da fonti rinnovabili per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda dovrà coprire almeno il 40% dei consumi. Per le ristrutturazioni di secondo livello, ovvero quelle che toccano oltre il 25% dell'involucro edilizio l'obbligo di copertura Fer viene fissato al 15%. Un obbligo che si estende anche alla semplice sostituzione dell’impianto di riscaldamento, e si lega strettamente con i bonus fiscali.

Nuova caldaia, Fer e agevolazioni fiscali

In pratica anche quando si passa da una caldaia a gas ad una ibrida il sistema dovrà essere calibrato in maniera tale che il tecnico possa certificare che la pompa di calore abbinata permetta di coprire la soglia minima del 15% di energia rinnovabile. In caso contrario non sarà possibile avere la certificazione e accedere alle detrazioni fiscali. Di fatto passare da gas a pompa di calore diventa l’opzione più conveniente da tutti i punti di vista. Si può evitare questo obbligo solo con una dichiarazione del tecnico che certifica l’impossibilità assoluta, o la presenza di vincoli architettonici tali che non consentano la pompa di calore. In questi casi però il tecnico dovrebbe certificare anche l’impossibilità di installare climatizzatori senza unità esterna.

Stop ai bonus per chi passa da gas a pellet

Sul fronte degli incentivi fiscali, poi, arriva il definitivo stop alla detrazione del 50% per la prima casa o 36% per le altre, per chi decide di passare dal gas a pellet. Il bonus stufe infatti, resta accessibile solo per chi sostituisce un generatore a biomassa già esistente cin un altro della stessa tipologia ma più efficiente. Per la detrazione sono ammessi solo i generatori a cinque stelle, con livelli di emissioni di particolato ridotte ai minimi. Inoltre, per chi vorrà accedere alle agevolazioni scatta l’obbligo di utilizzo di sole biomasse certificate.

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