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Incentivi differenziati a seconda dei lavori, sì ai pannelli solari: verso un nuovo ecobonus al 65%

Il ministro Leo conferma l’intervento, non con bonus a pioggia o aliquote uniche. Ecco come funzionava l’incentivo fino al 2024 e cosa potrebbe tornare
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Sì al ritorno del vecchio ecobonus con aliquote differenziate a seconda dei lavori effettuati con la novità di far rientrare nell’ambito delle agevolazioni anche i pannelli solari. Dopo l’annuncio del viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, il governo è al lavoro per definire le misure che potranno contare sulla copertura garantita dal via libera della Ue alla possibilità di sforare il deficit per sostenere la riqualificazione energetica. Confermata l’intenzione di non prevedere bonus a pioggia o con aliquote uniche, in modo da agevolazione maggiormente gli interventi in grado di garantire i risultati più significativi. La via dunque sembra quella dell’ecobonus nella versione in vigore fino al 2024 che prevedeva, appunto, detrazioni differenziate a seconda dei lavori.

Pannelli solari nel perimetro dell’agevolazione

Per consentire l’utilizzo dei fondi la Ue ha fissato un obiettivo di risparmio energetico del 30% per l’intervento da realizzare con gli incentivi. Dovrà quindi essere fa…

Sì al ritorno del vecchio ecobonus con aliquote differenziate a seconda dei lavori effettuati con la novità di far rientrare nell’ambito delle agevolazioni anche i pannelli solari. Dopo l’annuncio del viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, il governo è al lavoro per definire le misure che potranno contare sulla copertura garantita dal via libera della Ue alla possibilità di sforare il deficit per sostenere la riqualificazione energetica. Confermata l’intenzione di non prevedere bonus a pioggia o con aliquote uniche, in modo da agevolazione maggiormente gli interventi in grado di garantire i risultati più significativi. La via dunque sembra quella dell’ecobonus nella versione in vigore fino al 2024 che prevedeva, appunto, detrazioni differenziate a seconda dei lavori.

Pannelli solari nel perimetro dell’agevolazione

Per consentire l’utilizzo dei fondi la Ue ha fissato un obiettivo di risparmio energetico del 30% per l’intervento da realizzare con gli incentivi. Dovrà quindi essere fatta una scelta in favore di quelli che consentono di raggiungere il target. In prima fila Leo ha messo coibentazione o pannelli solari, e per questi si tratta di una novità dato che fino ad oggi sono stati esclusi dal perimetro dell’agevolazione e incentivabili solamente con il bonus casa. Farli rientrare nel nuovo ambito potrebbe rendere ancora più conveniente la loro installazione. Quello che è certo, come ha confermato lo stesso Leo, comunque, è che non tutti gli interventi saliranno al 65% o più, e si replicherà invece lo schema dell’ecobonus nella sua versione iniziale, ossia prima dell’appiattimento dell’aliquota al 50% per la prima casa e al 36% per le altre.

Le aliquote del passato per villette e condomini

Prima della stagione del Superbonus, la normativa sul risparmio energetico si basava su una logica meritocratica e incrementale: maggiore era l'efficienza globale ottenuta dall'intervento sul fabbricato, maggiore era la percentuale di spesa detraibile, con una forbice che andava dal 65% fino all'85%. Era prevista l’aliquota base al 65% per le singole unità immobiliari. Rientravano in questa fascia la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione in classe A abbinate a sistemi di termoregolazione evoluti, l'installazione di pompe di calore, i sistemi di microgenerazione, i collettori solari per l'acqua calda e i lavori di coibentazione dell'involucro edilizio, pareti e coperture, che rispettassero i requisiti di trasmittanza termica indicati.

Aliquota al 70%, invece, per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali che interessassero l'involucro con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell'intero edificio (cappotto termico condominiale). Lo scaglione saliva al 75% se le opere edilizie erano finalizzate a migliorare la prestazione energetica sia invernale che estiva, conseguendo almeno la qualità media definita dai decreti ministeriali sui requisiti minimi.

Ecobonus abbinato a riduzione del rischio sismico

Il vecchio sistema prevedeva anche aliquote più elevate per interventi che combinavano risparmio energetico e riduzione del rischio sismico. Le aliquote per le villette erano al 75% per efficienza energetica e riduzione del rischio sismico che determinava il passaggio a una classe di rischio inferiore e all’80% in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori. Per i condomini le aliquote salivano rispettivamente all’80% e all’85%.

Gli interventi declassati

Rispetto a questa scaletta di base alcuni interventi sono stati declassati nel corso del tempo. Inizialmente erano ammessi al 65% anche interventi “minori” come la sostituzione degli infissi, così come altri interventi singoli quali l’installazione delle tende solari e la sostituzione dei boiler. Uscite dal perimetro anche le caldaie a condensazione a causa delle restrizioni in vigore dal 2025.

Tetti di spesa variabili in base al lavori

Un’altra delle caratteristiche del vecchio ecobonus era quella di prevedere tetti di spesa differenziati in base alla tipologia di lavori da agevolare. Secondo quanto anticipato da Leo, dunque, sarebbe proprio a questo modello flessibile e a scaglioni che i tecnici del Mef stanno guardando per disegnare il nuovo assetto dei bonus sull’efficienza energetica.

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