Poco più di un mese fa l'Agcom, Autorità garante delle comunicazioni, ricordava a tutti gli italiani che il fenomeno del bagarinaggio online è vivo e vegeto nel Paese, tanto da lanciare una guida per evitare di restarci incastrati. E anticipava a Repubblica di esser al lavoro con le Fiamme gialle sul tema. Oggi quell'attività congiunta viene al "dunque" e sfocia in una maxi-sanzione nei confronti di Viagogo, piattaforma di secondary ticketing (così si chiama la rivendita online di biglietti di eventi) di matrice svizzera che è risultata operare senza autorizzazione.
Le 33 pagine di delibera Agcom riassumono l'accaduto. Tutto è nato da una duplice segnalazione del febbraio 2023 della Fondazione Ravenna Manifestazione che denunciava "la messa in vendita e/o il collocamento di biglietti a prezzi superiori rispetto a quelli nominali, sul sito www.viagogo.it", per un concerto di Ludovico Einaudi. Nel giro di un mese arrivava anche quella di TicketOne, questa volta per i concerti di Maneskin e Blanco.
Avviata la pre-istruttoria, l'Agcom ha scoperto "numerose condotte relative alla messa in vendita o comunque al collocamento di biglietti per attività di spettacolo da parte della citata Società Viagogo AG, la quale non risultava essere tra i soggetti titolari dei sistemi di emissione di titoli di accesso". Dalla A di Arturo Brachetti alla Z di Renato Zero, sono ben 68 gli eventi finiti nel mirino dell'Autorità.
Ed è così maturata la sanzione da 12,24 milioni di euro, che l'Agcom definisce "ulteriore" visto che la stessa Viagogo "è stata oggetto di altri tre procedimenti sanzionatori a partire dal 2020". L'attività di accertamento - ricorda una nota - è stata condotta con il supporto della Guardia di Finanza, in particolare del Gruppo Radiodiffusione ed Editoria del Nucleo Speciale Beni e Servizi, reparto specializzato alle dipendenze del Comando Unità Speciali e del Comando dei Reparti Speciali.
Nell'indagine è emerso che i prezzi di vendita dei 68 eventi nel corso del 2022 erano anche 10 volti superiori a quelli normali. Tra gli eventi, anche il Cirque du Soleil.
Viagogo si è difesa dicendo che la responsabilità sarebbe stata da addossare ai singoli venditori del biglietto al prezzo maggiorato, non alla piattaforma in quanto intermediario. Per l'Agcom, anche questo ruolo si può svolgere solo in presenza di un autorizzazione.
Nella delibera si legge che Viagogo non si limita "a mettere in contatto i potenziali venditori e i potenziali acquirenti al solo fine di facilitare le transazioni economiche, trattando i dati degli utenti con modalità puramente tecniche, passive ed automatiche, alla stregua di un hosting provider passivo. Al contrario, utilizzando sia risorse umane che tecniche, essa effettua attività di uso, modifica, indicizzazione, organizzazione, catalogazione, aggregazione, valutazione, e promozione dei contenuti caricati, anche attraverso tecniche di valutazione comportamentale degli utenti per aumentarne la fidelizzazione, determinando l'effetto, in sostanza, di completare e arricchire in modo non passivo la fruizione dei contenuti. Tali parametri costituiscono indicatori − cosiddetti "indici di interferenza" − in base ai quali, secondo la giurisprudenza, è possibile ravvisare una condotta attiva del soggetto". Alla fine del suo processo di mediazione, trattiene una percentuale del biglietto.
Chiarito il ruolo attivo, l'Agcom fa scattare la sanzione. E moltiplica per i 68 eventi illeciti rilevati il massimo edittale di 180mila euro arrivando a sfondare i 12 milioni.
L'Agcom, per altro, ricorda nella sua nota che "in considerazione della ripresa del mercato dei concerti ai livelli del periodo "pre-Covid", l'Autorità ha avviato, in collaborazione con la Guardia di Finanza, un monitoraggio ad ampio spettro, per individuare i flussi anomali di vendita di biglietti per spettacoli sul mercato secondario. L'azione coordinata tra Agcom e Guardia di Finanza è particolarmente importante, non solo perché il fenomeno del secondary ticketing sottrae rilevanti risorse al fisco, ma anche perché aumenta le barriere all'accesso ai mercati dei consumi culturali degli utenti, a danno anche della comunità degli artisti e dei lavoratori dello spettacolo".