Maltempo, treni cancellati o in ritardo: a cosa hanno diritto i viaggiatori
di Federico FormicaIl maltempo in Emilia Romagna e Marche colpisce anche la circolazione ferroviaria, in particolare la tratta Bologna-Firenze e la linea adriatica, con ripercussioni sui convogli diretti o in partenza da tutto il territorio nazionale.
Sulla Bologna-Firenze che, ricordiamo, è un tratto dell'alta velocità Napoli-Milano, la circolazione è ancora rallentata ma, a quanto scrive Trenitalia sulla pagina dedicata alle informazioni di servizio, il disagio si sta alleviando con InterCity e regionali che possono ritardare fino a 20 minuti. Va peggio ai passeggeri della linea Firenze-Faenza dove i treni non passano: la linea risulta ancora sospesa. Qui il problema riguarda esclusivamente i regionali che "possono subire ritardi, cancellazioni o limitazioni di percorso" scrive ancora la compagnia.
Ma le linee che stanno causando i peggiori disservizi a livello nazionale sono la Bologna-Ancona e la Ferrara-Ravenna-Rimini, dove la circolazione è sospesa in di…
Il maltempo in Emilia Romagna e Marche colpisce anche la circolazione ferroviaria, in particolare la tratta Bologna-Firenze e la linea adriatica, con ripercussioni sui convogli diretti o in partenza da tutto il territorio nazionale.
Sulla Bologna-Firenze che, ricordiamo, è un tratto dell'alta velocità Napoli-Milano, la circolazione è ancora rallentata ma, a quanto scrive Trenitalia sulla pagina dedicata alle informazioni di servizio, il disagio si sta alleviando con InterCity e regionali che possono ritardare fino a 20 minuti. Va peggio ai passeggeri della linea Firenze-Faenza dove i treni non passano: la linea risulta ancora sospesa. Qui il problema riguarda esclusivamente i regionali che "possono subire ritardi, cancellazioni o limitazioni di percorso" scrive ancora la compagnia.
Ma le linee che stanno causando i peggiori disservizi a livello nazionale sono la Bologna-Ancona e la Ferrara-Ravenna-Rimini, dove la circolazione è sospesa in diversi punti. La logica conseguenza è che diversi treni - quanti venti - sono già stati cancellati. E non solo quelli in partenza dalle regioni dove il maltempo è più severo, ma anche da Lecce, Bari (la lista completa è consultabile sempre sulla pagina infomobilità di Trenitalia). Per i passeggeri di altri 25 treni sarà un viaggio indimenticabile - in negativo - con percorsi alternativi più lunghi, obbligo di scendere a metà strada (ad esempio il Bari-Milano termina la sua corsa a Pescara) o cancellati in alcune tratte, in cui non si effettua fermata.
Quali diritti
Anzitutto è bene ricordare che nel trasporto ferroviario non esiste ancora il concetto di "circostanza eccezionale" previsto dal trasporto aereo, dove i ritardi dovuti al maltempo non danno diritto a rimborsi o compensazioni. Tutti i viaggiatori che stanno subendo disservizi in queste ore possono quindi chiedere compensazioni. La normativa europea è molto chiara su questo aspetto.
- Nel caso cui veniamo informati che il treno arriverà almeno con un'ora di ritardo possiamo:
- Annullare il viaggio e chiedere il rimborso totale o parziale, per la parte non effettuata;
- Se il ritardo vanifica l'obiettivo del viaggio si ha diritto a un biglietto di ritorno verso il punto di partenza, oppure a essere trasportati verso la destinazione finale a condizioni di trasporto comparabili (compresi mezzi alternativi);
- Ricevere assistenza sotto forma di pasti e bevande (commisurato ai tempi di attesa)
Compensazioni: per ritardi superiori a un'ora e inferiore alle due si ha diritto alla restituzione del 25% del prezzo del biglietto. Se il ritardo è superiore alle due ore, al 50% del prezzo. Niente compensazioni per chi ha chiesto e ottenuto il rimborso del biglietto. I rimborsi, spiegano da Trenitalia, si applicano anche ai passeggeri dei regionali nel caso in cui avessero già acquistato il biglietto.
Nell'immediato futuro non sarà più così: il regolamento europeo 2021/781, già entrato in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea introduce infatti la "circostanza eccezionale" anche al trasporto ferroviario. Questo significa che in giornate come queste i passeggeri potrebbero non ricevere più alcun indennizzo (fermo restando il diritto al rimborso in caso di cancellazione). Il regolamento entrerà in vigore a giorni, il 7 giugno 2023, e prevede che "un'impresa ferroviaria non dovrebbe essere tenuta a corrispondere un indennizzo qualora sia in grado di dimostrare che il ritardo è stato causato da circostanze straordinarie quali condizioni meteorologiche estreme o gravi catastrofi naturali che mettevano a rischio l'esercizio sicuro del servizio".