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Eurovita, i cinque "cavalieri bianchi" formeranno una nuova società. Così si tenta di accelerare il salvataggio

Per evitare tempi troppo lunghi, le compagnie che avrebbero dovuto spartirsi i clienti e le polizze si uniranno in una Newco. Per poi "cucinare lo spezzatino" nel corso dei prossimi mesi
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Il caso Eurovita si avvicina alla soluzione. Ma non quella prospettata finora. Per risolvere la crisi di liquidità della compagnia assicurativa, che è commissariata da febbraio, i cinque grandi player assicurativi che si dovrebbero spartire clienti e polizze costituiranno una Newco insieme. Insomma: una soluzione-ponte. Detto in altri termini Poste Vita, Intesa Vita, Generali, Unipol e Allianz non sono ancora riuscite a mettersi d'accordo su come "cucinare lo spezzatino" e, per non prolungare i tempi oltre il limite di sopportazione dei clienti, daranno vita a una società nuova di zecca. Per i circa 350mila sottoscrittori cambierà poco a livello pratico: anziché Eurovita la loro controparte sarà la Newco, il cui nome non è ancora stato deciso. 

L'obiettivo è quello di sbloccare i riscatti il prima possibile: da quattro mesi infatti nessun risparmiatore può riprendersi un euro, nel tentativo (finora …

Il caso Eurovita si avvicina alla soluzione. Ma non quella prospettata finora. Per risolvere la crisi di liquidità della compagnia assicurativa, che è commissariata da febbraio, i cinque grandi player assicurativi che si dovrebbero spartire clienti e polizze costituiranno una Newco insieme. Insomma: una soluzione-ponte. Detto in altri termini Poste Vita, Intesa Vita, Generali, Unipol e Allianz non sono ancora riuscite a mettersi d'accordo su come "cucinare lo spezzatino" e, per non prolungare i tempi oltre il limite di sopportazione dei clienti, daranno vita a una società nuova di zecca. Per i circa 350mila sottoscrittori cambierà poco a livello pratico: anziché Eurovita la loro controparte sarà la Newco, il cui nome non è ancora stato deciso. 

L'obiettivo è quello di sbloccare i riscatti il prima possibile: da quattro mesi infatti nessun risparmiatore può riprendersi un euro, nel tentativo (finora riuscito) di evitare il collasso definitivo della società. La speranza di tutti, a partire da Ivass, passando per il commissario Santoliquido fino alle associazioni di consumatori, è che la solidità finanziaria dei cinque colossi possa tranquillizzare i clienti e indurli, così, a mantenere attive le polizze. Nel frattempo banche e assicurazioni potrebbero lavorare con più calma sulla spartizione che porterà allo scioglimento della Newco e al travaso dei clienti nel portafoglio delle cinque compagnie. Un'operazione che si dovrebbe aggirare intorno ai 500 milioni di euro complessivi. Tra persone preoccupate e chi ha bisogno di liquidità, una quota di riscatti ci sarà in ogni caso: la stima è che si attestino intorno al 20% ma tra gli addetti ai lavori non ci sono dubbi sul fatto che l'emorragia potrà essere assorbita senza conseguenze.

L'ipotesi Newco è stata confermata a Repubblica, in via informale, sia da fonti assicurative che istituzionali. E a quanto pare non era un segreto: "Santoliquido ce l'aveva già anticipato durante il nostro incontro, il 7 giugno scorso" spiega Laura Pulcini, vice presidente di Adoc. "E' una soluzione che vediamo positivamente ma bisogna fare in fretta e chiudere questa partita entro il 30 giugno, così da poter aprire i riscatti entro settembre: molti assicurati hanno urgenza di denaro e devono riscattare il prima possibile. Senza contare che, più si prolunga l'incertezza, più aumenta la sfiducia in tutto il sistema".

In effetti, per quanto riguarda i riscatti, tutti si aspettano una proroga dell'attuale termine del 30 giugno: un mese, forse due. "Se l'ipotesi Newco andasse in porto, bisognerà costituire la società, ognuna delle cinque compagnie dovrà passare per il consiglio d'amministrazione e poi si dovrà capitalizzare: non ci sono i tempi tecnici per riaprire i riscatti tra due settimane" precisa Antonio Pinto di Confconsumatori. Secondo Pinto per la spartizione vera e propria ci vorrà circa un anno "e un blocco così lungo sarebbe stato insostenibile. Per i risparmiatori la nuova società andrebbe comunque benissimo, perché avrebbe le spalle larghe, sarebbe solida e potrebbe farci uscire da questo stallo":

Di "passo in avanti" parla anche il responsabile del settore assicurazioni di Federconsumatori Andrea Pusceddu, che però vede anche le ombre di questa operazione: "Il mercato assicurativo è già molto concentrato. Questo accordo non fa altro che formalizzare il rapporto che c'è tra i cinque soggetti che si spartiscono, già da tempo, gran parte del mercato assicurativo italiano. E questo lascia perplessi".