E-commerce di artigianato, soluzioni per la salute femminile, edilizia, orientamento scolastico e viaggi: in questi - e altri settori - sette donne hanno dato vita a startup di successo. Hanno visto un bisogno, intuito una strada e l’hanno intrapresa prima di altri. Per questo sono state selezionate per la finale del premio Gammadonna 2023, che dal 2004 valorizza l’imprenditoria femminile innovativa. Il riconoscimento verrà assegnato il 29 settembre a Torino in occasione dell’Italian tech week. Ecco le storie delle sette finaliste e delle imprese che hanno fondato.
La prima terapia per il midollo spinale
Cristiana Vignoli è ad di Hemera Pharma, una spin off delle università di Verona e di Milano. È un’azienda di biotech che, in particolare, ha sviluppato una terapia cellulare che si candida a essere la prima cura al mondo per le lesioni del midollo spinale. Il problema riguarda oltre mezzo milione di pazienti a livello globale e ha costi sanitari e sociali molto alti: circa due milioni di euro a paziente.
Turismo personalizzato
Dina Ravera è alla guida di Destination group Italia, che detiene due brand: Sono Travel Club e Destination Italia. Il primo si occupa di turismo di lusso, con servizi personalizzati e su misura dai costi più elevati; il secondo propone pacchetti differenziati a seconda delle esigenze e del tipo di mercato, proponendo soluzioni più a buon mercato. Destination Italia si rivolge direttamente ai consumatori ma anche a tour operator e migliaia di società che offrono esperienze turistiche, per aiutarli a comporre pacchetti su misura.
Cosa faccio da grande?
Futurely ha la missione di aiutare i giovani appena usciti dalle superiori a trovare la propria strada. Elisa Piscitelli l’ha fondata insieme a Maria Paola Testa a Milano, dopo aver lavorato al Mit di Boston e nella Silicon valley. Su Futerely gli studenti hanno la possibilità di trovare risposta a una domanda tipica di molti neodiplomati: “Cosa voglio fare nella mia vita?”. Attraverso test della personalità, auto-valutazione delle proprie competenze, studio del metodo per scegliere la facoltà e - vero valore aggiunto - la possibilità di dialogare con dei mentori, donne e uomini che sono già passati per un percorso simile pochi anni prima e possono fornire consigli pratici e non solo.
Aria pulita in casa e in ufficio
Reair è una start up di Milano che produce particolari rivestimenti per pareti: le molecole che li compongono sono fotosensibili e, una volta colpite dalla luce, a contatto con l’umidità dell’aria accelerano la decomposizione delle sostanze organiche nocive che si trovano nell’ambiente interno. La Ceo è Raffaella Moro, che descrive il prodotto di Reair come “foreste invisibili” totalmente green e in grado di combattere l’inquinamento indoor.
Bellezza dagli scarti
Alisea, start up vicentina, trasforma gli scarti industriali e i materiali provenienti dalla raccolta differenziata in oggetti belli e utili. L’idea è quella di mettere in contatto chi ha i materiali, ma non sa cosa farsene, con chi ha le idee ma non la materia prima. Qualche esempio? Lo zaino ottenuto da bottiglie di plastica, o Perpetua, l’oggetto più famoso di Alisea, una matita che consuma scarti senza produrne di nuovi durante il ciclo produttivo (nessun uso di legno, vernici o collanti), e scrive 21 volte più a lungo di una comune matita. A volte sono le grandi aziende ad acquistare questi prodotti, per regalarli a clienti o a chi partecipa ai loro eventi. Susanna Martucci è la fondatrice e amministratrice delegata.
E-commerce per artigiani
Lo si potrebbe definire una Amazon dedicata ai prodotti fatti a mano. Il team che ha fondato a Milano Ta-Daan è tutto al femminile e under 35 - Roberta Ligossi, candidata al premio, è una di queste - e a oggi ha sviluppato una rete di 5mila botteghe in tutta Europa. Per i piccoli artigiani è un modo per ampliare il proprio mercato, per i consumatori un modo per entrare in contatto con un mondo fatto di produzioni sostenibili e mettersi in casa - o indossare - qualcosa di diverso dal solito. Sul sito si può personalizzare la ricerca per Paese di produzione e gli artigiani hanno uno spazio dove possono raccontare la loro storia.
Salute femminile
Anche Sestre - basata in Puglia a Trinitapoli - è stata fondata solo da donne ed è proprio alle donne che si rivolge. La società vende prodotti nutraceutici, basati sugli ingredienti della dieta mediterranea, mirati a sconfiggere o alleviare problemi di salute tipicamente femminili come endometriosi o vulvodinia, dolori pre-mestruali o a condurre una gravidanza senza complicazioni. Le soluzioni di Sestre sono formulati sulla base di ricerche scientifiche, condotte spesso insieme all’università di Bari. Una delle ideatrici è Sabrina Fiorentino, che aveva studiato come farmacista ed è diventata un’imprenditrice.