Rincarano anche i parchi acquatici: +12% sui biglietti per ragazzi
di Federico FormicaInsieme a carburanti, generi alimentari, voli e hotel, alla giostra dei rincari 2023 non potevano mancare i parchi acquatici. Il costo di queste strutture, tra le più ricercate in questo periodo per avere un po’ di relax e refrigerio, è aumentato del 6% rispetto a un anno fa. Lo rileva l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori. A incidere è soprattutto l’aumento del prezzo dei biglietti per i ragazzi: da sempre si tratta di ingressi che costano un po’ meno rispetto a quelli degli adulti. E forse proprio per questo, i gestori dei parchi hanno ritenuto di avere più spazio di manovra visto che il rincaro è del 12%.
Più nel dettaglio, una famiglia di quattro persone spenderà 215 euro per una giornata al parco acquatico, contro i 202 di un anno fa. In questo totale rientrano diverse voci: colazione, pranzo, acqua, giornali, creme solari e parcheggio, oltre ovviamente al biglietto d’ingresso. Aumenta un po’ tutto: a parte il biglietto per ragazzi, le società che gestiscono i parchi hann…
Insieme a carburanti, generi alimentari, voli e hotel, alla giostra dei rincari 2023 non potevano mancare i parchi acquatici. Il costo di queste strutture, tra le più ricercate in questo periodo per avere un po’ di relax e refrigerio, è aumentato del 6% rispetto a un anno fa. Lo rileva l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori. A incidere è soprattutto l’aumento del prezzo dei biglietti per i ragazzi: da sempre si tratta di ingressi che costano un po’ meno rispetto a quelli degli adulti. E forse proprio per questo, i gestori dei parchi hanno ritenuto di avere più spazio di manovra visto che il rincaro è del 12%.
Più nel dettaglio, una famiglia di quattro persone spenderà 215 euro per una giornata al parco acquatico, contro i 202 di un anno fa. In questo totale rientrano diverse voci: colazione, pranzo, acqua, giornali, creme solari e parcheggio, oltre ovviamente al biglietto d’ingresso. Aumenta un po’ tutto: a parte il biglietto per ragazzi, le società che gestiscono i parchi hanno rincarato sulle colazioni (7,20 euro per due cappuccini e due cornetti, +33% sul 2022) anche perché, spiega Federconsumatori, molte famiglie si portano il pranzo da casa proprio sapendo che i ristoranti interni al parco sono generalmente più cari rispetto agli altri. Ma il caffè, quello è più difficile portarlo da casa. Il parcheggio aumenta del 10%, mentre panini, gelati, riviste e creme tra il 4 e il 6%.
Quello che colpisce non è tanto l’aumento in sé, visto che veniamo da mesi di inflazione galoppante e il rincaro di generi alimentari e materie prime ha colpito anche le imprese del settore, quanto il fatto che un anno fa, in piena crisi dell’energia con prezzi di luce e gas alle stelle, il rincaro fu impercettibile (appena +0,22% sommando tutte le voci) e, anzi, il costo del biglietto fu addirittura diminuito (-6% per gli adulti e -7% per i ragazzi). Perché rincarare proprio adesso? Dall’osservatorio di Federconsumatori provano a interpretarla così: “Nel 2022 le famiglie erano spaventate dall’aumento dei costi dell’energia e dalla crisi scaturita dalla guerra in Ucraina e le rinunce furono molte: le imprese del settore provarono a invogliare i consumatori con biglietti più convenienti, seppure molti costi accessori rincararono anche un anno fa”. In quest’anno di inflazione nessuno se l’è sentita di aumentare il prezzo per gli adulti - che infatti è rimasto identico - ma in molti stanno tentando di recuperare qualcosa attraverso il biglietto per ragazzi, che sono poi un’ampia fetta di clientela di qualsiasi parco acquatico.
Soprattutto negli ultimi anni, c’è un’altra variabile che può gonfiare il prezzo biglietto di parchi acquatici e parchi divertimenti in generale: il prezzo “salta fila”. Si tratta naturalmente di un servizio facoltativo e permette di evitare le lunghe attese per usufruire di un’attrazione o di un particolare scivolo d’acqua. Un po’ come la priorità all’imbarco per le compagnie aeree: chi paga di più entra prima. Questa pratica, spiega l’Unione nazionale consumatori, è legittima ma ad alcune condizioni:
- ll consumatore non dovrebbe essere costretto ad acquistare il “salta fila” nella biglietteria esterna, ma anche all’interno, così da permettergli di percepire se ne ha davvero bisogno;
- il gestore del parco dovrebbe evitare di rendere più appariscente la fila all’esterno di un’attrazione (cosa che si può fare manipolando gli accessi ai corridoi interni talvolta lasciati vuoti proprio per allungare la fila fuori);
- non dovrebbe essere in alcun modo modificato il funzionamento dell’attrazione (talvolta allo scopo di allungare la fila, viene appositamente rallentata la frequenza di partenza delle attrazioni proprio per accumulare la fila all’esterno).