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Pausa pranzo sempre più cara: +8% rispetto al pre-pandemia

Pasta, acqua, dolce e caffè, così come panini e tramezzini, hanno subito aumenti anche in doppia cifra. Secondo l’indagine di Federconsumatori mangiando al bar/tavola calda ogni giorno lavorativo si spendono 300 euro al mese
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La pausa pranzo è sempre più cara: un pasto-tipo fuori dall’ufficio costa 14,89 euro, l’8% rispetto al pre-pandemia. E i prodotti di un bar/tavola calda sono aumentati dell’11%, sempre rispetto al 2019.

La rilevazione è dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, che oltre ai prezzi dei bar ha confrontato anche quelli dei prodotti necessari a prepararsi il pranzo fai da te, che si trovano al supermercato. Anche in questa categoria gli aumenti sono generalizzati. Insomma, per i tanti lavoratori costretti a tornare in sede dopo la fase smart-working è un’altra mazzata economica, che si aggiunge al costo dei carburanti e degli abbonamenti ai mezzi pubblici necessari per raggiungere il posto di lavoro.

Una moneta non basta più

Quanto sembrano lontani i tempi in cui bastava una monetina da un euro per conquistarsi il diritto a un caffè al bar. In alcune regioni del Mezzogiorno è ancora così, ma a livello nazionale Federconsumatori calcola una media di 1,20 euro. Ma a chi vuole prendersi …

La pausa pranzo è sempre più cara: un pasto-tipo fuori dall’ufficio costa 14,89 euro, l’8% rispetto al pre-pandemia. E i prodotti di un bar/tavola calda sono aumentati dell’11%, sempre rispetto al 2019.

La rilevazione è dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, che oltre ai prezzi dei bar ha confrontato anche quelli dei prodotti necessari a prepararsi il pranzo fai da te, che si trovano al supermercato. Anche in questa categoria gli aumenti sono generalizzati. Insomma, per i tanti lavoratori costretti a tornare in sede dopo la fase smart-working è un’altra mazzata economica, che si aggiunge al costo dei carburanti e degli abbonamenti ai mezzi pubblici necessari per raggiungere il posto di lavoro.

Una moneta non basta più

Quanto sembrano lontani i tempi in cui bastava una monetina da un euro per conquistarsi il diritto a un caffè al bar. In alcune regioni del Mezzogiorno è ancora così, ma a livello nazionale Federconsumatori calcola una media di 1,20 euro. Ma a chi vuole prendersi cinque minuti di tempo in più ordinando cappuccino e cornetto va anche peggio: da 2,30 a 2,80 euro (+22%).

E magari il problema fossero solo il caffè o il cappuccino: come sempre in queste rilevazioni è la somma a fare la differenza. Incide la bottiglietta d’acqua da mezzo litro, che da 1,85 è passata a 1,99, la pizza margherita al piatto (da 7,50 a 8 euro), il piatto di pasta (da 6,70 a 7,20 euro) anche se il rincaro da record spetta al panino, che in quattro anni è passato da una media di 3,65 euro a 4,85 euro (+33%); ma anche il tramezzino l’aumento non è da poco, visto che ci vogliono 50 centesimi in più (da 2,60 a 3,10 euro, +19%). Risultato: un aumento medio dell’11%. E se ci volessimo limitare ai prodotti che compongono un normale pranzo fuori dall’ufficio - acqua, piatto di pasta, dessert e caffè - il rincaro complessivo è dell’8%. Se nel 2019 bastavano 13,85 euro, ora ce ne vogliono 14,89. Oltre un euro in più. Chi scegliesse di mangiare fuori tutti i giorni lavorativi spenderebbe, in un mese, quasi 300 euro (297,80).

Soluzioni fatte in casa

Con queste cifre in ballo non stupisce che sempre più lavoratori cerchino di organizzarsi da soli, preparandosi il pranzo a casa o acquistando piatti pronti al supermercato. Secondo Federconsumatori, in questo modo un pranzo costa in media 3,90 euro, il 74% in meno rispetto a una mensa, o un bar/tavola calda. D’altra parte, tutti i consumatori sanno bene che l’inflazione non ha risparmiato neanche il carrello della spesa. E l’indagine fornisce un’altra prova: tra confezioni di piatti monoporzione, verdure cotte confezionate, affettati monodose e insalate pronte il rincaro medio - sempre rispetto al 2019 - è del 10%. La vaschetta di cous cous è quella che subisce il rincaro maggiore (dai 3,79 del 2019 ai 4,50 euro di oggi, +19%), seguito dalla zuppa monodose (da 3,20 a 3,60 euro); mentre il rincaro minore è sulla frutta tagliata, che comunque rimane “d’oro”, da 4,50 a 4,69 a vaschetta.

Una cosa rimane certa, oggi come nel 2019: il modo migliore per risparmiare sul pranzo è quello di prepararselo da soli con ingredienti freschi. Ma per farlo bisogna disporre di un’altra ricchezza, anche questa limitata. Il tempo libero.

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