MilleMiglia Alitalia, prima vittoria dei soci: ammessa la class action
di Federico FormicaI viaggiatori più affezionati di Alitalia, ormai ex compagnia aerea, hanno ottenuto una prima importante vittoria nella battaglia per tutelare i loro diritti. Il tribunale di Roma ha infatti ammesso la class action degli oltre 200 clienti del programma fedeltà MilleMiglia. L’azione legale, nei confronti della controllata Italia Loyalty (che Alitalia sta cercando di vendere al miglior offerente, finora senza successo), ha l’obiettivo di ottenere il rimborso del valore originario di tutte le miglia accumulate in anni di viaggi con la defunta compagnia di bandiera. Il vero procedimento inizia adesso ma, in Italia, l’ammissione di una class action è un evento piuttosto raro: la parte più difficile è dimostrare che gli interessi dei ricorrenti siano omogenei. Impresa riuscita al comitato fondato da Marco Di Martino, ex cliente di Alitalia come tutti gli altri.
Nel novembre del 2021, appena due settimane dopo il decollo del suo ultimo volo, Alitalia siglò infatti un accordo con Lastminute.…
I viaggiatori più affezionati di Alitalia, ormai ex compagnia aerea, hanno ottenuto una prima importante vittoria nella battaglia per tutelare i loro diritti. Il tribunale di Roma ha infatti ammesso la class action degli oltre 200 clienti del programma fedeltà MilleMiglia. L’azione legale, nei confronti della controllata Italia Loyalty (che Alitalia sta cercando di vendere al miglior offerente, finora senza successo), ha l’obiettivo di ottenere il rimborso del valore originario di tutte le miglia accumulate in anni di viaggi con la defunta compagnia di bandiera. Il vero procedimento inizia adesso ma, in Italia, l’ammissione di una class action è un evento piuttosto raro: la parte più difficile è dimostrare che gli interessi dei ricorrenti siano omogenei. Impresa riuscita al comitato fondato da Marco Di Martino, ex cliente di Alitalia come tutti gli altri.
Nel novembre del 2021, appena due settimane dopo il decollo del suo ultimo volo, Alitalia siglò infatti un accordo con Lastminute.com che, di fatto, comportò una svalutazione delle miglia fino a circa 30 volte. Se per i voli di lungo raggio, infatti, le miglia avevano un valore di 5 centesimi, dopo l’accordo questo si è ridotto a circa 3 millesimi. Per dare la misura, in precedenza con 80mila miglia si poteva prenotare un volo Roma-New York - andata e ritorno - in business class con diversi privilegi annessi come imbarco prioritario, franchigia bagaglio in stiva e accesso alle sale riservate. Dopo la svalutazione, con quelle stesse miglia viene rilasciato un voucher del valore di 150 euro, una cifra con la quale si riesce a malapena ad acquistare un volo nazionale. Il nuovo programma, tuttora in vigore, presenta anche alcuni vantaggi. Ad esempio con il nuovo accordo si potevano prenotare voli di qualunque compagnia aerea, anche per date ravvicinate e le miglia si potevano spendere anche per alberghi e auto a noleggio. Senza dimenticare che, al momento del patto con Lastminute.com, diversi clienti Alitalia temevano di perdere per sempre l’intero patrimonio di miglia visto che il futuro di Alitalia era già allora segnato. Per questo, spiega Italia Loyalty a Repubblica, al nuovo programma hanno già partecipato “decine di migliaia di soci, arrivando a spendere oltre due miliardi di miglia”.
Nella class action i viaggiatori chiedono che il giudice stabilisca un rimborso calcolato sul valore originale delle miglia, che Italia Loyalty ha modificato in corsa, dunque senza alcuna richiesta di assenso da parte dei clienti. Valore che è stato identificato in 2,5 centesimi. Calcolando che i 206 promotori dell’azione di classe detengono, in totale, circa 50 milioni di miglia, Italia Loyalty dovrebbe sborsare, in caso di sentenza a lei sfavorevole, 1,2 milioni di euro. Cifra che potrebbe crescere anche di parecchio, perché è già iniziato il “reclutamento” di altri clienti che ritengono di aver ritenuto lo stesso trattamento, e che durerà per 150 giorni. “Chiunque dei soci del programma ha titolo per aderire, senza ulteriori riti ma compilando semplicemente un format pubblicato dal ministero delle Attività produttive e facendosi supportare dal proprio avvocato” spiega Di Martino, che segnala la pagina Facebook del comitato per unirsi alla class action. L’unica condizione posta dal collegio del tribunale di Roma è quella di detenere almeno 12mila miglia.
Sulla questione Italia Loyalty ribadisce “la piena legittimità” della sua condotta e di aver agito “nell’interesse e a tutela dei diritti dei soci del programma Mille Miglia”, ricordando “di aver gestito la situazione del tutto straordinaria e indipendente dalle proprie scelte imprenditoriali venutasi a creare con la cessazione delle attività di volo di Alitalia e il contestuale divieto di cessione del programma Mille Miglia ad Ita Airways per decisione della Commissione europea assunta il 10 settembre 2021”. L’esecutivo europeo, infatti, non ha permesso di trasferire a Ita le attività della sua controllata perché l’operazione avrebbe comportato una continuità tra la vecchia e la nuova società. Italia Loyalty commenta la class action con “rammarico per il fatto che tutti gli sforzi atti a difendere gli interessi dei propri clienti e mantenere vivo il programma Mille Miglia non sempre siano apprezzati, ferma restando la difesa presso le sedi competenti dell’operato di Italia Loyalty S.p.A. nell’interesse di tutti i propri soci, inclusi quelli parte della class action”.