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Rc auto, ancora rincari. Le soluzioni hi-tech per abbassare il premio assicurativo

L’Ivass pubblica i dati del settore: utili in aumento per le compagnie, ma sale anche il costo medio dei sinistri. A farne le spese sono gli automobilisti. Ma le polizze più innovative consentono risparmi importanti, soprattutto ai guidatori virtuosi
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Il costo dell’rc auto nella prima metà del 2023 è tornato a salire. Lo ha scritto la stessa Ivass, l’autorità del settore, nel suo bollettino. Se nel 2022 il premio medio di una polizza rc auto costava 303 euro, nei primi sei mesi dell’anno scorso siamo tornati a 312 euro. Le cifre sono al netto delle tasse.

Se invece consideriamo il premio comprensivo di tasse - che poi è quanto è effettivamente paga l’automobilista - l’Ivass aveva calcolato che a novembre 2023 la media era di 391 euro, un aumento del 7,8% su base annua.

Le aziende del comparto assicurativo e gli esperti spiegano il rincaro soprattutto con l’inflazione e con il fatto che sono tornati ad aumentare i sinistri. E in effetti, le cifre snocciolate da Ivass sembrano sostenere questa tesi: il costo medio dei sinistri è salito del 7,7% rispetto al periodo pre-pandemico e la frequenza degli incidenti è del 5,13%, in aumento rispetto al 2021 ma pur sempre inferiore al 2019, quando era 5,89%. Ogni sinistro costa in media cinque…

Il costo dell’rc auto nella prima metà del 2023 è tornato a salire. Lo ha scritto la stessa Ivass, l’autorità del settore, nel suo bollettino. Se nel 2022 il premio medio di una polizza rc auto costava 303 euro, nei primi sei mesi dell’anno scorso siamo tornati a 312 euro. Le cifre sono al netto delle tasse.

Se invece consideriamo il premio comprensivo di tasse - che poi è quanto è effettivamente paga l’automobilista - l’Ivass aveva calcolato che a novembre 2023 la media era di 391 euro, un aumento del 7,8% su base annua.

Le aziende del comparto assicurativo e gli esperti spiegano il rincaro soprattutto con l’inflazione e con il fatto che sono tornati ad aumentare i sinistri. E in effetti, le cifre snocciolate da Ivass sembrano sostenere questa tesi: il costo medio dei sinistri è salito del 7,7% rispetto al periodo pre-pandemico e la frequenza degli incidenti è del 5,13%, in aumento rispetto al 2021 ma pur sempre inferiore al 2019, quando era 5,89%. Ogni sinistro costa in media cinquemila euro a una compagnia assicurativa, ma ciò non toglie che nel primo semestre 2023 il comparto sia tornato a generare utili, che sono stati 132 milioni di euro.

Molto più netto è l’aumento denunciato da Facile.it: a dicembre 2023, calcola il comparatore, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano 618 euro, il 35% in più rispetto a un anno prima. Va detto, però, che questa cifra si basa sui preventivi effettuati su Facile.it che rappresentano una base statistica più ridotta.

Anche per questo il tema dell’rc auto è al centro dell’attenzione: “Proprio per fare luce sull’escalation delle tariffe rc auto, il prossimo 14 febbraio analizzeremo i dati nel corso della riunione indetta da Mimit e Commissione allerta rapida prezzi, in modo da accendere un focus sulle anomalie del mercato assicurativo italiano” spiega Furio Truzzi, presidente onorario di Assoutenti.

Il risparmio è hi-tech

Intelligenza artificiale, sensoristica e dati stanno cambiando profondamente il mondo dell’rc auto. E alcune novità sono già oggi realtà, con compagnie che già implementano soluzioni sconosciute fino a pochissimi anni fa. Queste polizze hi-tech possono aiutare, soprattutto i guidatori più accorti, ad abbassare il premio annuo.

“Sono già piuttosto diffuse le polizze pay as you drive” spiega Gerardo Di Francesco, vice presidente di Italian insurtech association, che mette insieme tutti gli attori del mondo assicurativo interessati alla rivoluzione digitale. “Una volta pagata una piccola quota fissa iniziale, questi prodotti consentono di pagare solo per l’effettivo utilizzo dell’auto e possono portare notevoli risparmi a chi usa l’auto per brevi tratti ogni giorno, o solo il fine settimana o per le vacanze”. La logica è elementare: se fai poca strada, sei poco rischioso.

L’altro modello, ancora poco diffuso, è quello che potremmo definire “scatola nera 2.0”, dove a determinare il prezzo dell’rc auto sono i nostri comportamenti di guida. “Incidono variabili come velocità media, accelerazioni e frenate, intensità del traffico e utilizzo o no del telefono durante la guida” precisa Di Francesco. Chi si assicura con questa modalità è tenuto a usare una app per smartphone che interagisce anche con i sensori dell’auto per restituire alla compagnia un quadro completo del rischio. “In questo modo, anche un guidatore virtuoso nel Mezzogiorno - un’area in cui il prezzo medio rc auto è maggiore rispetto al resto del Paese - può pagare un prezzo giusto”. La terza e ultima frontiera è quella in cui è direttamente l’auto a comunicare le informazioni di guida alla compagnia assicurativa: “Tesla, ad esempio, sta sviluppando un’assicurazione che viene venduta in abbinata al veicolo. Siamo solo agli inizi ma è una frontiera molto promettente” conclude Di Francesco.

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