✕

Bonus colonnine, riapre la procedura per richiedere il contributo fino a 1.500 euro

Ammesse le spese per le installazioni del 2023. Per i condomìni si sale a 8mila euro. Ci sono 35 milioni da distribuire, su 40 iniziali. Le regole
2 minuti di lettura

Si riapre la finestra per richiedere il “bonus colonnine”, il contributo per chi ha comprato e installato le infrastrutture di ricarica elettrica nel corso del 2023 e che non era riuscito a prenotare il bonus alla tornata precedente, i cui termini si erano chiusi il 23 novembre. Il Mimit ha infatti avvisato che dalle ore 12 del 15 febbraio 2024 e fino alle 12 del 14 marzo sarà possibile presentare la richiesta, attraverso la piattaforma online.

Quanto vale il contributo

Il bonus colonnine domestiche – ricorda il dicastero – è un contributo pari all’80% del prezzo di acquisto e posa delle infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (come ad esempio colonnine o wall box). Il limite massimo del contributo è di 1.500 euro per gli utenti privati e f…

Si riapre la finestra per richiedere il “bonus colonnine”, il contributo per chi ha comprato e installato le infrastrutture di ricarica elettrica nel corso del 2023 e che non era riuscito a prenotare il bonus alla tornata precedente, i cui termini si erano chiusi il 23 novembre. Il Mimit ha infatti avvisato che dalle ore 12 del 15 febbraio 2024 e fino alle 12 del 14 marzo sarà possibile presentare la richiesta, attraverso la piattaforma online.

Quanto vale il contributo

Il bonus colonnine domestiche – ricorda il dicastero – è un contributo pari all’80% del prezzo di acquisto e posa delle infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (come ad esempio colonnine o wall box). Il limite massimo del contributo è di 1.500 euro per gli utenti privati e fino a 8.000 euro in caso di installazione sulle parti comuni degli edifici condominiali.

A chi è rivolto

Beneficiari sono gli utenti domestici, ovvero persone fisiche residenti in Italia e condomìni in caso di installazione sulle parti di uso comune. Escluso il titolare di una ditta individuale o di una società.

Come fare domanda

La domanda può essere presentata esclusivamente tramite la piattaforma online. Si accede tramite sistema pubblico di identità digitale (SPID), carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS). Ciascun beneficiario può presentare una sola domanda.

Che documenti servono

L’elenco per le persone fisiche è il seguente:

  • il codice fiscale e il documento d'identità del richiedente;
  • copia delle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica;
  • estratti del conto corrente dal quale risultino i pagamenti connessi alle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica; i pagamenti dei titoli di spesa oggetto di richiesta di erogazione devono essere effettuati attraverso un conto corrente intestato al soggetto beneficiario ed esclusivamente per mezzo di bonifici bancari oppure mediante SEPA Credit Transfer, oppure mediante carta di credito o di debito intestata al beneficiario del contributo;
  • relazione finale relativa all'investimento realizzato e alle relative spese sostenute;
  • idonea certificazione di conformità rilasciata da un installatore, che attesti l’avvenuta installazione dell’infrastruttura;
  • i dati del conto corrente sul quale richiedere l’accreditamento del contributo.

I fondi

La riapertura prevede la riassegnazione degli “avanzi” dei 40 milioni previsti per il 2023: si tratta di circa 35 milioni di residui, a testimonianza del fatto che l’appeal non è stato elevato.

I dubbi

Nell’edizione precedente non erano mancate le critiche, ad esempio quelle squadernate dalla Confindustria delle imprese dell’elettrico, Motus-e, che puntava il dito soprattutto sulla retro-attività della misura e sulle complicazioni burocratiche per l’accesso. Anche per questo, una volta concluso il capitolo del 2023, al Mimit è in atto una riflessione per migliorare lo strumento: il 2024 prevede, infatti, già altri 40 milioni di finanziamento.

Oggi il segretario generale di Motus-e, Francesco Naso, parla di agevolazione “molto importante, perché tutte le previsioni indicano che la ricarica privata avrà sempre un ruolo cruciale, pur a fronte della forte crescita delle infrastrutture a uso pubblico”. Ma al Mimit arrivano richieste precise: “Occorre rilevare che la misura riguarda ancora il 2023 ed è quindi di fatto un utilizzo retroattivo dei fondi. In tal senso, consci dell’attenzione posta dal Mimit a questo dossier, auspichiamo che vengano aperte quanto prima le domande per i fondi 2024 e che vengano reimpiegati con lo stesso obiettivo i residui 2022 e 2023, derivanti delle ben note difficoltà di accesso alle risorse che rendono impossibile misurare l’efficacia dell’iniziativa. Come per tutti i sistemi incentivanti, facilità di utilizzo, continuità e durata sono aspetti essenziali”.

Leggi i commenti