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AI Act approvato, quali novità nel regolamento Ue sull’Intelligenza artificiale? La risposta in dieci punti

Artificial Intelligence robot control aerospace with using hologram UI. 
L'Europa ha fatto l'ultimo passaggio approvativo del regolamento sull'Intelligenza artificiale. Cos’è, cosa contiene e i motivi per cui questa norma interessa tutti
3 minuti di lettura

Martedì 21 maggio Il Consiglio Ue ha approvato l’Ai Act, il primo regolamento mondiale sull’intelligenza artificiale: è stato l’ultimo, ormai scontato, passaggio approvativo prima dell’uscita della norma in Gazzetta Ufficiale, prevista per l’estate.

L’Europa ha quindi creato il primo sistema mondiale di regole per consentire a cittadini, aziende, Stati di cogliere i vantaggi di questa grande trasformazione tecnologica e, allo stesso tempo, provare a ridurre i rischi incombenti.

Vediamo in dieci punti un’introduzione all’AI Act, cos’è, che c’è dentro e i motivi per cui questa norma ci deve interessare tutti.

Cos'è l'AI Act?

L'AI Act (Artificial Intelligence Act) è norma dell'Unione Europea che mira a regolamentare l'uso dell'intelligenza artificiale. È il primo tentativo significativo al mondo di stabilire un quadro normativo per l'IA. Entrerà in vigore in estate, anche se poi le sue leggi avranno un tempo variabile di attuazione, da sei a 36 mesi, prima di diventare cogenti.

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Martedì 21 maggio Il Consiglio Ue ha approvato l’Ai Act, il primo regolamento mondiale sull’intelligenza artificiale: è stato l’ultimo, ormai scontato, passaggio approvativo prima dell’uscita della norma in Gazzetta Ufficiale, prevista per l’estate.

L’Europa ha quindi creato il primo sistema mondiale di regole per consentire a cittadini, aziende, Stati di cogliere i vantaggi di questa grande trasformazione tecnologica e, allo stesso tempo, provare a ridurre i rischi incombenti.

Vediamo in dieci punti un’introduzione all’AI Act, cos’è, che c’è dentro e i motivi per cui questa norma ci deve interessare tutti.

Cos'è l'AI Act?

L'AI Act (Artificial Intelligence Act) è norma dell'Unione Europea che mira a regolamentare l'uso dell'intelligenza artificiale. È il primo tentativo significativo al mondo di stabilire un quadro normativo per l'IA. Entrerà in vigore in estate, anche se poi le sue leggi avranno un tempo variabile di attuazione, da sei a 36 mesi, prima di diventare cogenti.

Obiettivi principali

L'obiettivo principale dell'AI Act è garantire che l'IA sviluppata e utilizzata in Europa sia sicura, trasparente, etica e rispettosa dei diritti fondamentali. L’Act vuole prevenire rischi e danni associati all'uso dell'IA e al tempo stesso creare il terreno giusto perché la società e l’economia europea traggano massimi vantaggi da questa trasformazione epocale.

Perché dovrebbe interessarci

Le applicazioni di IA influenzano sempre più aspetti della nostra vita ed economia. Decidono quali informazioni vediamo online, interpretano i nostri interessi, decidono quali pubblicità mostrarci, cominciano a essere usati dalla polizia per indagare su crimini e da medici o ricercatori per migliorare le diagnosi e le cure. Le aziende usano l’IA per scremare i candidati a un posto di lavoro. Ebbene, è necessario che questa utilità della tecnologia sia bene indirizzata. “La legge sull'IA garantisce che gli europei possano fidarsi di ciò che l'IA ha da offrire. Sebbene la maggior parte dei sistemi di IA non presenti rischi e possa contribuire a risolvere molte sfide sociali, alcuni sistemi di IA creano rischi che dobbiamo affrontare per evitare risultati indesiderati”, scrive la Commissione europea nel presentare l’Act.

“Ad esempio, spesso non è possibile scoprire perché un sistema di IA ha preso una decisione o una previsione e ha intrapreso una particolare azione. Pertanto, può diventare difficile valutare se qualcuno sia stato ingiustamente svantaggiato, ad esempio in una decisione di assunzione o in una domanda di un regime di pubblica utilità. Sebbene la legislazione vigente offra una certa protezione, non è sufficiente per affrontare le sfide specifiche che i sistemi di IA possono comportare”.

Classificazione del rischio

L'AI Act regolamenta l’intelligenza artificiale tramite una classificazione del rischio.

  • Rischio inaccettabile: vieta queste tecnologie (ad esempio usate per la manipolazione subliminale o la sorveglianza indiscriminata).
  • Rischio alto: sistemi che hanno un impatto nella nostra vita (Sanità, lavoro) devono rispettare regole stringenti ed essere soggetti a continuo scrutinio.
  • Rischio limitato: molte app di IA hanno un impatto limitato sulle nostre vite e sono soggette solo a obblighi di trasparenza su come funzionano.
  • Rischio minimo: le app che comportano un rischio giudicato minimo non hanno nessuna regolamentazione specifica.

Implicazioni per i cittadini

I cittadini europei beneficeranno di maggiori protezioni contro l'uso improprio dell'IA, con diritti garantiti riguardo alla trasparenza e alla sicurezza delle tecnologie utilizzate. Ad esempio, dovranno essere informati quando interagiscono con un sistema di IA e non potranno subire sorveglianza indiscriminata con sistemi di riconoscimento facciale.

Implicazioni per le aziende

Le aziende che sviluppano o adottano l’AI dovranno conformarsi a nuovi standard e regolamenti che variano in base al livello di rischio. Ciò include l'obbligo a fare valutazioni di conformità, trasparenza e controllo continuo dei propri sistemi.

Impatto sull'innovazione nell'intelligenza artificiale

L'AI Act promuove l'innovazione responsabile, spingendo le aziende a sviluppare tecnologie che rispettino standard etici e di sicurezza elevati. Al tempo stesso, secondo alcune voci critiche, potrebbe rappresentare una sfida per startup e piccole imprese che devono adeguarsi a regolamentazioni complesse.

Effetti sul mercato

L'AI Act creerà un mercato più uniforme e sicuro per l'IA in Europa, aumentando la fiducia dei consumatori. E’ anche vero però che le aziende dovranno investire di più in conformità e certificazioni, con un possibile impatto sui costi e quindi la loro competitività internazionale.

Prossimi passi

Dopo l’uscita in Gazzetta Ufficiale, prevista per l’estate, l'AI Act prevede un periodo di adattamento per le aziende. Verranno istituiti organismi di vigilanza per monitorare la conformità e applicare le sanzioni in caso di violazioni. Anche i singoli Stati, come l’Italia, dovranno attrezzarsi per l’attuazione.

Collaborazione internazionale

L'AI Act potrebbe servire da modello per altre giurisdizioni e promuovere una maggiore cooperazione internazionale nella regolamentazione dell'IA, stabilendo standard globali per l'etica e la sicurezza, com’è già avvenuto con il regolamento privacy europeo Gdpr.

Evoluzione normativa

Il quadro normativo è destinato ad evolversi, con la possibilità di aggiornamenti periodici per affrontare nuove sfide e innovazioni tecnologiche nell'ambito dell'IA. L'Ue prevede di monitorare costantemente l'implementazione e l'impatto dell'AI Act per garantire che resti efficace e pertinente.

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