Dalla manutenzione alla loro posizione: ecco come risparmiare in bolletta senza rinunciare al climatizzatore
di Federico FormicaCon il grande caldo che ha ormai raggiunto la maggior parte del Paese è tornato il periodo dei condizionatori. Che pur essendo spesso il miglior strumento per difendersi dall’afa, è anche un dispositivo che consuma molta energia elettrica: utilizzarli nel modo migliore è fondamentale per evitare mega-bollette a fine estate. Tanto più in questa estate, in cui terminerà la Maggior tutela della luce. Come sempre, Enea ha diramato una serie di consigli utili per ottimizzare l’uso dei condizionatori.
Manutenzione
Un climatizzatore ha bisogno di due accortezze: controllare la tenuta del circuito del gas e tenere puliti i filtri. In quest’ultimo caso è anche una questione di igiene perché nei filtri si possono trovare anche muffe e batteri pericolosi per la salute. Compresa le legionella, specifica Enea, che può essere mortale. Poi c’è il tema prettamente economico: un condizionatore lasciato a sé stesso consuma il 30% di energia in più.
Occhio alla lettera
Chi deve acquistarne uno nuovo dov…
Con il grande caldo che ha ormai raggiunto la maggior parte del Paese è tornato il periodo dei condizionatori. Che pur essendo spesso il miglior strumento per difendersi dall’afa, è anche un dispositivo che consuma molta energia elettrica: utilizzarli nel modo migliore è fondamentale per evitare mega-bollette a fine estate. Tanto più in questa estate, in cui terminerà la Maggior tutela della luce. Come sempre, Enea ha diramato una serie di consigli utili per ottimizzare l’uso dei condizionatori.
Manutenzione
Un climatizzatore ha bisogno di due accortezze: controllare la tenuta del circuito del gas e tenere puliti i filtri. In quest’ultimo caso è anche una questione di igiene perché nei filtri si possono trovare anche muffe e batteri pericolosi per la salute. Compresa le legionella, specifica Enea, che può essere mortale. Poi c’è il tema prettamente economico: un condizionatore lasciato a sé stesso consuma il 30% di energia in più.
Occhio alla lettera
Chi deve acquistarne uno nuovo dovrebbe controllare bene l’etichetta energetica, perché quel talloncino, oltre alla lettera che corrisponde alla classe di consumo, indica anche l’efficienza in raffrescamento e riscaldamento e la rumorosità. Nonostante l’Europa abbia aggiornato le etichette energetiche di molti elettrodomestici, che sono stati riportati in una scala da A (maggior efficienza) a G (minore), queste novità non si applicano ai condizionatori. I più efficienti sono quindi gli A+++ che, calcola Enea, consumano il 40% in meno rispetto a quelli in classe B.
Inverter è meglio
Enea ricorda che i climatizzatori con questa tecnologia offrono prestazioni migliori, con conseguente risparmio di energia. In che modo? “La velocità di rotazione del compressore viene regolata costantemente e questo permette di avere prestazioni ottimali in qualsiasi condizione di impiego, adeguando la potenza frigorifera e termica erogata all’effettiva necessità” spiega Enea. L’istituto specifica però che si tratta di modelli ottimali per chi prevede di tenere acceso l’impianto per molte ore ed essendo un po’ più cari rispetto a quelli “on-off” - aggiungiamo noi - bisogna valutare con attenzione se valga la pena.
Dove lo colloco?
I climatizzatori vengono sempre posizionati nella parte alta della parete e c’è un motivo: l’aria fredda tende a scendere e a mescolarsi con quella calda, che tende a salire. Non posizionateli davanti tende, divani o mobili: l’aria dev’essere libera di fluire. Altra raccomandazione di Enea è quella di installare un’unità per stanza: piazzarne uno in corridoio e pensare che possa rinfrescare due stanze da letto è un’illusione. E l’unità esterna? Meglio non esporla al sole né alle intemperie. E isolare termicamente i tubi del circuito refrigerante, in modo da evitare dispersioni.
Schermiamoci
I condizionatori sono di grande aiuto, ma a nostra volta anche noi possiamo dar loro una mano. Ad esempio chiudendo le persiane di giorno quando non siamo in casa o, comunque, nelle stanze dove non ci troviamo, così che la temperatura sia un po’ più bassa e la macchina possa consumare meno energia per raffrescare la casa. Seguendo la stessa logica, è sconsigliato aprire le finestre mentre sono in funzione i climatizzatori: “l’ingresso nella stanza di “nuova” aria calda obbliga l’apparecchiatura a compiere un lavoro supplementare per riportare la temperatura e l’umidità ai livelli richiesti, con un conseguente dispendio di energia” spiega l’Enea.
Senza esagerare
Un errore molto comune è quello di tenere la temperatura del condizionatore molto bassa, rispetto a quella esterna, pensando così di godere di maggior refrigerio. In realtà basta mantenere 2-3 gradi in meno rispetto all’esterno per star bene e non far “correre” il motore del dispositivo a tutta velocità, risparmiando così energia. Enea ricorda che spesso basta la funzione “deumidificatore” per ottenere un certo comfort, visto che nelle giornate afose è proprio l’umidità a far percepire una temperatura maggiore.
Programmare
La stragrande maggioranza degli apparecchi oggi in vendita consente di programmare l’accensione e lo spegnimento. Un ottimo metodo per ridurre i tempi di accensione e avere una temperatura sempre confortevole. In particolare è molto utile la funzione “sleep” o “notte” che consente di regolare la temperatura ambiente evitando così di svegliarsi addirittura con il freddo in stanza.
Solo il necessario
L’Enea ricorda che le apparecchiature elettriche come computer, tv, elettrodomestici e le stesse luci contribuiscono ad aumentare la temperatura interna della casa. Laddove possibile, nelle ore più calde è consigliabile minimizzare l’uso di questi dispositivi.
La coppia perfetta
Potendo fare un investimento iniziale, l’ideale è di abbinare un impianto a pompa di calore a un sistema fotovoltaico. L’obiettivo è che i pannelli coprano il fabbisogno energetico dei climatizzatori, azzerando o limitando l’impatto sulla bolletta. Naturalmente, perché questo sia possibile bisogna che i due impianti lavorino contemporaneamente, quindi in pieno sole, nelle ore più calde della giornata.
Quanto li usiamo e dove
I dati Istat dicono che quasi metà degli italiani (il 48,8%) dispone di un sistema di climatizzazione estiva, con profonde differenze regionali: i veneti ne sono i maggiori estimatori con una media del 70%, seguiti da siciliani (62,4%), famiglie dell’Emilia Romagna (60,3%), sardi (59,9%) e pugliesi (57,3%), mentre in Trentino Alto Adige (15,2%) e Valle d’Aosta (4,7%) questi apparecchi sono una rarità, per motivi non difficili da immaginare, visto che sono le regioni alpine per eccellenza.
Nei mesi estivi il condizionamento viene tenuto acceso per 6 ore 17 minuti in media. Metà del tempo di utilizzo è pomeridiano (tre ore), due ore di accensione sono notturne e solo una è di mattina. Nei Comuni più piccoli (fino a 50mila abitanti) non montani l’utilizzo è più frequente e cresce in modo direttamente proporzionale alle dimensioni della famiglia.
I più diffusi sono i sistemi a pompa di calore, il 56% del totale, che funzionano sia per riscaldare che per raffrescare. Sono una minoranza, comunque corposa (24%), gli impianti di solo raffrescamento, più energivori, seguiti dagli impianti a servizio dell’intera abitazione (20%).
L’impianto a pompa di calore trasferisce il calore da una sorgente a bassa temperatura a un ambiente a temperatura più elevata; ma il ciclo può invertirsi, trasferendo così il calore dall’interno di un edificio verso l’esterno.