MILANO – La tristezza per il contro-esodo e la fine delle ferie può esser almeno in piccola parte lenita dal fatto che, per chi si muove in auto, raggiungere le città non ha i connotati del salasso. Dopo una fase di rallentamento del prezzo del petrolio a livello internazionale, giustificata dai timori sulla domanda della Cina in rallentamento economico, la benzina verde al self-service ha infatti toccato i minimi dal 30 gennaio a 1,811 euro al litro mentre il diesel, sempre self, è scambiato a 1,686 euro al litro ai minimi dal 6 luglio 2023.
I dati sono aggiornati da Quotidiano Energia sulla base dei dati comunicati dai gestori all'Osservaprezzi del Mimit aggiornati alle 8 di ieri 25 agosto. Sul servito per la benzina il prezzo medio praticato è 1,958 euro al litro (1,980 la rilevazione del 9 agosto) mentre la media del diesel servito è 1,833 euro al litro (contro 1,860 registrato prima della pausa estiva).
I prezzi alla pompa
Il prezzo medio praticato della benzina in modalità self - scrive il Qe - è 1,811 euro al litro (1,834 l'ultima rilevazione del 9 agosto di Qe prima della pausa estiva), con le compagnie tra 1,798 e 1,826 euro al litro (no logo 1,804). Il prezzo medio praticato del diesel è 1,686 euro al litro (rispetto a 1,714), con i diversi marchi tra 1,673 e 1,700 euro al litro (no logo 1,680). Sul servito per la benzina il prezzo medio praticato è 1,958 euro al litro (1,980 la rilevazione del 9 agosto), con gli impianti colorati con prezzi tra 1,890 e 2,034 euro al litro (no logo 1,864). La media del diesel servito è 1,833 euro al litro (contro 1,860), con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi compresi tra 1,768 e 1,910 euro al litro (no logo 1,740). I prezzi medi praticati del Gpl sono tra 0,721 e 0,745 euro al litro (no logo 0,706). Infine, i prezzi medi del metano auto vanno da 1,328 a 1,402 euro al kg (no logo 1,340).
"Un risparmio da sette euro”
Le associazioni dei consumatori registrano l’aggiornamento, senza dimenticare alcuni caveat. Assoutenti mette a confronto i listini di benzina e gasolio odierni con quelli in vigore lo scorso mese. Chi parte oggi in auto per andare in vacanza o per rientrare a casa dal luogo di villeggiatura, spende in media il 2,5% in meno per benzina e gasolio rispetto ai prezzi alla pompa praticati a fine luglio - spiega Assoutenti - Listini per fortuna lontani dai livelli di agosto 2023, quando la verde al self sfiorava i 2 euro al litro e sulle autostrade al servito la benzina superava i 2,5 euro. Chi parte oggi in auto per andare in vacanza, considerando una media di tre pieni per gli spostamenti, risparmia quindi 6/7 euro rispetto a chi si è messo in viaggio a fine luglio.
Resta l’invito a prestare attenzione: in autostrada i listini continuano ad essere sensibilmente più elevati rispetto la rete urbana. L’alert arriva tanto da Assoutenti che dalla Unione nazionale consumatori. "Oggi la media regionale, escludendo le autostrade, è pari a 1,816 euro al litro per la benzina self e 1,691 per il gasolio, ossia la benzina costa in autostrada oltre 8 centesimi in più, pari a 4 euro e 5 centesimi a pieno, mentre il gasolio arriva a quasi 10 centesimi, pari a 4 euro e 85 centesimi a rifornimento. Inoltre in autostrada, al di là della media, i prezzi variano molto da distributore a distributore e la fregatura è sempre in agguato. Per l'autostrada A1, ad esempio, si varia per la benzina self da 1,954 a 1,779, oltre 17 centesimi al litro, pari a 8 euro e 75 centesimi a pieno", dice l’Unc.
L’incognita Opec+ e tensioni geopolitiche
C’è poi da chiedersi se l’andamento dei mercati internazionali resterà al ribasso. Da una parte, infatti, il cartello produttore dell’Opec+ dovrà decidere se confermare per la parte finale dell’anno il piano di allentamento ai tagli. Qualora continuasse invece a razionare la produzione, potrebbero esserci rincari sul mercato internazionale. E poi c’è la variabile delle tensioni geopolitiche: già oggi, con l’evoluzione del quadro in Medio Oriente, il petrolio ha registrato forti rialzi e il barile del Wti a New York, ad esempio, è salito di oltre il 3% nelle prime fasi di contrattazioni a 77,14 dollari al barile. A questo si aggiunge un altro elemento di novità: il governo di Khalifa Haftar che controlla l'est della Libia ha annunciato lo stop alla produzione e all'export di petrolio come risposta al tentativo del governo di unità nazionale che regna su Tripoli e sul nord-ovest del Paese di sostituire il governatore della Banca centrale.