Stretta sulle sim agli stranieri, gli operatori contro il Governo: "Misura inutile e dannosa"
di Alessandro LongoObbligare gli stranieri a mostrare un documento di soggiorno valido per avere una sim: che idea assurda. Contro il Ddl Sicurezza approvato dalla maggioranza ora intervengono anche gli operatori telefonici, per spiegare al Governo che quella misura è al tempo stesso inutile e dannosa. Oltre a essere – come altre della stessa legge – cinica e punitiva verso i migranti.
È Asstel, l’associazione che raccoglie i principali operatori telefonici, a criticare con forza la misura. Quell’obbligo, in particolare nell’anno del Giubileo quando sono previsti 30 milioni di turisti a Roma, è impossibile da rispettare, dice l’associazione. Non solo: è un boomerang, perché danneggia le aziende italiane e spinge gli stranieri verso soluzioni meno sicure, a quanto apprende Repubblica da uno dei principali operatori te…
Obbligare gli stranieri a mostrare un documento di soggiorno valido per avere una sim: che idea assurda. Contro il Ddl Sicurezza approvato dalla maggioranza ora intervengono anche gli operatori telefonici, per spiegare al Governo che quella misura è al tempo stesso inutile e dannosa. Oltre a essere – come altre della stessa legge – cinica e punitiva verso i migranti.
È Asstel, l’associazione che raccoglie i principali operatori telefonici, a criticare con forza la misura. Quell’obbligo, in particolare nell’anno del Giubileo quando sono previsti 30 milioni di turisti a Roma, è impossibile da rispettare, dice l’associazione. Non solo: è un boomerang, perché danneggia le aziende italiane e spinge gli stranieri verso soluzioni meno sicure, a quanto apprende Repubblica da uno dei principali operatori telefonici. Il decreto Sicurezza favorisce l’insicurezza delle comunicazioni mobili: siamo a questo paradosso.
La legge impone quindi agli stranieri di avere un documento valido per il soggiorno per avere una sim italiana. Per i rivenditori che danno la sim a chi non ne ha diritto sono previste sanzioni pesanti, fino a 30 giorni di chiusura del negozio. Obiettivo teorico della legge: impedire a potenziali terroristi stranieri di comunicare. Effetto che è lecito presumere: rendere difficile la vita ai migranti; impedire persino le comunicazioni tra chi è riuscito ad arrivare in Italia attraverso un viaggio della sofferenza e i familiari rimasti nei Paesi d'origine o quelli che vorrebbero provare a raggiungere da qualche parte in Europa.
In ogni caso è un passo falso, notano gli operatori telefonici. Primo perché non si può chiedere a un negoziante di valutare la validità di un documento di soggiorno. Dovrebbe avere le competenze di un ufficiale di frontiera, per sapere ad esempio da quali Paesi serve un visto e da quali basta il documento di identità. Impraticabile: ecco perché Asstel chiede almeno sei mesi di proroga attuativa di questo decreto. Altrimenti è possibile che i negozianti, per non sbagliare, smettano di rilasciare sim a qualunque straniero. Una grossa perdita per il mercato italiano. Tutti soldi che finirebbero probabilmente a soggetti internazionali che già ora offrono e-sim (sim digitali) globali pensate per chi viaggia.
Qui veniamo anche all’inutilità della misura. Criminali e terroristi stranieri in Italia di norma non usano nostre sim. Si avvalgono delle e-sim internazionali oppure del mercato nero delle sim europee, di Paesi dove i controlli sugli intestatari sono blandi. Una sim bulgara permette di chiamare e navigare in Italia senza costi di roaming, ad esempio. Ma se la misura spinge gli stranieri verso queste soluzioni allora non è solo inutile, impraticabile. E' pure dannosa: non solo per le nostre aziende telefoniche ma anche per la sicurezza stessa. Il normale traffico telefonico sulle sim nazionali è infatti tracciabile. Quei criminali o terroristi che, per imperizia, dovessero usare questi canali sarebbero identificabili. La misura li costringe però tutti a farsi furbi e trovare soluzioni alternative, che non sono tracciabili.
Chissà se il Governo dopo avere ignorato proteste di cittadini e opposizioni, sul decreto, ascolterà ora gli operatori telefonici. Ma, se non altro, dai paradossi di questa misura emerge con chiarezza un’ansia securitaria che genera mostri.