Modem libero anche per la fibra ottica: dall’Agcom in arrivo nuovi diritti per gli utenti
di Alessandro LongoLa libertà di scegliere e avere un proprio modem, con vantaggi di costi e qualità, sta per diventare piena, dopo anni di battaglie tra operatori telefonici e consumatori. L’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) ha ripreso in mano la questione, ufficialmente: oggi ha avviato una consultazione pubblica di 45 giorni per arrivare poi a eliminare l’ultimo, importante intoppo a questa libertà, in merito alle connessioni fibra ottica.
Ricapitoliamo: come seguito da Repubblica negli ultimi anni, la battaglia di consumatori e aziende tech rappresentate dall’associazione Free Modem Alliance era arrivata a ottenere il diritto alla libertà di modem per gli utenti. Il diritto a poter comprare e usare un proprio modem, invece di quello venduto dagli operatori a prezzi fuori mercato. L’utente può così risparmiare alcune decine di euro o anche centinaia di euro se si ritrova già a casa un modem adatto.
La libertà di scegliere e avere un proprio modem, con vantaggi di costi e qualità, sta per diventare piena, dopo anni di battaglie tra operatori telefonici e consumatori. L’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) ha ripreso in mano la questione, ufficialmente: oggi ha avviato una consultazione pubblica di 45 giorni per arrivare poi a eliminare l’ultimo, importante intoppo a questa libertà, in merito alle connessioni fibra ottica.
Ricapitoliamo: come seguito da Repubblica negli ultimi anni, la battaglia di consumatori e aziende tech rappresentate dall’associazione Free Modem Alliance era arrivata a ottenere il diritto alla libertà di modem per gli utenti. Il diritto a poter comprare e usare un proprio modem, invece di quello venduto dagli operatori a prezzi fuori mercato. L’utente può così risparmiare alcune decine di euro o anche centinaia di euro se si ritrova già a casa un modem adatto.
I limiti posti dall’Agcom
Il problema è che a questa libertà Agcom aveva posto un’eccezione, sei anni fa, e riguarda le connessioni in fibra ottica completa. All’epoca erano poche in Italia. Adesso però tendono a essere quelle standard, con molti operatori che pure stanno spingendo i propri clienti a passare delle connessioni rame o misto rame a quelle fibra ottica man mano che avanza la loro copertura. Ora oltre il 60 per cento degli italiani è raggiunto da fibra.
L’eccezione prevede la possibilità per gli operatori di imporre un proprio apparato terminale di rete, uno scatolotto chiamato Ont. “Chi vuole usare un proprio modem, con la fibra, può provarci, ma va incontro a una serie di problemi”, spiega Gabriele Fiorentini, presidente dell’associazione Free Modem Alliance. “Nella migliore delle ipotesi, ci ritroviamo un modem collegato allo scatolotto Ont dell’operatore, quindi avremo due cavi, due apparecchi da alimentare; un ingombro inutile e un altrettanto inutile maggiore dispendio di energia elettrica”, aggiunge. Ci sono poi casi più sfortunati: “alcuni operatori, a seconda dei periodi, impongono Ont a chiavetta, compatibili solo con alcuni modem”. Oppure ci sono altri problemi: “ad esempio a gennaio l’Agcom ha pubblicato gli impegni di Fastweb per disservizi subiti dagli utenti modem libero”, continua. Si legge che la loro velocità internet è ridotta rispetto a quella degli utenti con modem Fastweb.
I router già gratuiti
Va detto che alcuni operatori, come Fastweb (a differenza di Tim e WindTre) non fanno pagare il proprio router; ma alcuni utenti più esperti o aziendali, hanno comunque il bisogno di usare un router a propria scelta. “Ci sono diversi vantaggi: ad esempio, se si guasta l’Ont ora l’azienda deve aspettare l’intervento dell’operatore, restando per giorni senza connessione; non può intervenire con tempestività e in autonomia, come farebbe su propri apparati”, aggiunge Fiorentini.
Tutti motivi che hanno spinto Agcom a risolvere quest’ultimo nodo. Anche alla luce delle linee guida tecniche europee (del Berec) che sanciscono il diritto dell’utente a scegliere come accedere alla rete, salvo impossibilità tecniche oggettive. La consultazione pubblica servirà proprio a chiarire questo punto, definitivamente, e sbloccare appieno il diritto dell'utente.