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Fastweb-Vodafone, ecco cosa cambierà per gli utenti: gli effetti della fusione su Sim e linee

Walter Renna, alla guida di Fastweb + Vodafone 

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Ecco i primi dettagli pratici sulle conseguenze dell’operazione. Offerte convergenti, migliore copertura 5G e fibra e migrazione di utenti
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Quest’anno comincia la migrazione degli utenti Fastweb mobile su rete Vodafone e si completa nel 2026, quando partirà la vera strategia commerciale integrata. I tre marchi – Fastweb, Vodafone e Ho – invece ancora quest’anno resteranno separati, con le proprie offerte.

Queste e altre novità in arrivo si leggono nel documento presentato giorni fa dalla capogruppo di Fastweb, ossia Swisscom. Nelle slide, oltre ai risultati finanziari di fine 2024, ci sono anche i primi dettagli concreti su cosa cambierà per le reti e i servizi Vodafone e Fastweb, e quindi gli impatti della fusione delle due entità italiane sugli utenti finali.

Nel 2025 non ci saranno rivoluzioni, come dimostra la sopravvivenza dei tre marchi commerciali, in parallelo al brand, solo corporate per adesso, Fastweb + Vodafone.

Le offe…

Quest’anno comincia la migrazione degli utenti Fastweb mobile su rete Vodafone e si completa nel 2026, quando partirà la vera strategia commerciale integrata. I tre marchi – Fastweb, Vodafone e Ho – invece ancora quest’anno resteranno separati, con le proprie offerte.

Queste e altre novità in arrivo si leggono nel documento presentato giorni fa dalla capogruppo di Fastweb, ossia Swisscom. Nelle slide, oltre ai risultati finanziari di fine 2024, ci sono anche i primi dettagli concreti su cosa cambierà per le reti e i servizi Vodafone e Fastweb, e quindi gli impatti della fusione delle due entità italiane sugli utenti finali.

Nel 2025 non ci saranno rivoluzioni, come dimostra la sopravvivenza dei tre marchi commerciali, in parallelo al brand, solo corporate per adesso, Fastweb + Vodafone.

Le offerte

Le sim Fastweb cominceranno quest’anno a passare su rete Vodafone, mentre ora usano Tim e WindTre. Ogni utente sarà avvisato per tempo quando sarà il suo momento, ma non dovrà fare nulla; conserverà la vecchia sim.

Il processo durerà fino al 2026, quando vedremo anche le prime importanti offerte convergenti, fibra, 5G e altri servizi, come energia in primis, a cui si aggiungeranno soluzioni più avanzate come assicurazioni cyber, smart payment (si legge). E – ipotizziamo - intelligenza artificiale, mercato dove Fastweb è già presente. Di sicuro, si legge, Fastweb – Vodafone intende usare l’Ia per migliorare il customer service.

Qualche primo segnale di convergenza si è già visto, ad esempio lo sconto sul canone Fastweb Energia esteso anche ai clienti Vodafone.

Sarà nel 2027 però che andrà a regime la nuova strategia commerciale dove tutti i servizi (fissi, mobili, energia, avanzati) potranno entrare nei vari pacchetti di offerta, venduti nei negozi della forza vendita integrata. A quel punto davvero l’azienda opererà come un solo organismo.

Le reti

Fastweb+Vodafone ha oltre 20 milioni di linee mobili (diventa il primo operatore mobile italiano) e 5,6 milioni di linee fisse. "Grazie alle economie di scala, a una struttura dei costi più efficiente e alle sinergie per circa 600 milioni di euro l’anno a regime”, scriveva Fastweb annunciando la fusione. Ebbene, nel documento si legge in concreto che vuol dire: un aumento di copertura 5G e fibra ottica. Il 5G ora è sul 75 per cento della popolazione, salirà al 79 per cento quest’anno e arriverà al 90 per cento nel 2030. Per la fibra, si passa dal 55 per cento del 2024 al 65 per cento di quest’anno e al 90 per cento del 2030.

L'azienda insiste su una parola chiave, per riassumere gli impatti della fusione: qualità. Migliorerà l'offerta ai clienti, sui servizi base e innovativi.

Il dubbio è che succederà ai prezzi. In teoria le efficienze, riducendo i costi operativi, permettono non solo di aumentare gli investimenti (su rete, innovazione) ma anche di contenere i prezzi. È anche possibile però che il consolidamento tra operatori possa ridurre la concorrenza effettiva e quindi portare a un rincaro delle tariffe.

Gli operatori hanno per ora smentito possibili rincari e l’Antitrust non ha rilevato particolari impatti negativi sulla concorrenza; in un mercato come il nostro, però, con le tariffe mobili tra le più economiche al mondo, non si può escludere un rincaro nel medio-lungo periodo come conseguenza del consolidamento. Il fenomeno tra l’altro potrebbe rafforzarsi, come mostrano le notizie su Tim, Poste e Iliad.

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