Scende il costo del gas in tutela, ma sullo stesso campo - cioè il prezzo variabile - il mercato libero resta comunque più conveniente. A condizione, ovviamente, di saper scegliere l’offerta giusta. I consumatori vulnerabili, quindi, possono valutare di lasciare la tutela sapendo che, a oggi, secondo il confronto effettuato sul Portale offerte, possono risparmiare fino a 131 euro l’anno.
L’autorità del settore energetico Arera ha fatto sapere che il prezzo del gas ad aprile è sceso dell’8% rispetto a marzo, grazie al calo del prezzo all’ingrosso. Ciò significa che la bolletta in arrivo per i consumatori vulnerabili, relativa ai consumi di aprile, sarà un po’ più bassa. Tuttavia non abbastanza da rendere la tutela più appetibile rispetto alle offerte variabili più convenienti del mercato libero.
I due fattori
Le frecce nella faretra del mercato libero sono due. La prima è il calo del prezzo all’ingrosso, già accennato da Arera, dovuto al fatto che la domanda di gas in Europa sta rapida…
Scende il costo del gas in tutela, ma sullo stesso campo - cioè il prezzo variabile - il mercato libero resta comunque più conveniente. A condizione, ovviamente, di saper scegliere l’offerta giusta. I consumatori vulnerabili, quindi, possono valutare di lasciare la tutela sapendo che, a oggi, secondo il confronto effettuato sul Portale offerte, possono risparmiare fino a 131 euro l’anno.
L’autorità del settore energetico Arera ha fatto sapere che il prezzo del gas ad aprile è sceso dell’8% rispetto a marzo, grazie al calo del prezzo all’ingrosso. Ciò significa che la bolletta in arrivo per i consumatori vulnerabili, relativa ai consumi di aprile, sarà un po’ più bassa. Tuttavia non abbastanza da rendere la tutela più appetibile rispetto alle offerte variabili più convenienti del mercato libero.
I due fattori
Le frecce nella faretra del mercato libero sono due. La prima è il calo del prezzo all’ingrosso, già accennato da Arera, dovuto al fatto che la domanda di gas in Europa sta rapidamente scendendo con l’arrivo della primavera e dei primi caldi. Al momento in cui scriviamo il prezzo del Psv, il mercato di riferimento per l’Italia, è di 38 centesimi al metro cubo. La tendenza è piuttosto chiara: a febbraio il Psv era a 56 centesimi e a marzo a 45. Sul lungo termine, andrà valutato l’effetto che avrà lo stop totale alle importazioni di gas russo, che l’Europa vorrebbe applicare dal 2027.
L’altro vantaggio è dato dal fatto che gli operatori sono liberi di applicare sconti e promozioni a piacimento: iniziative che aiutano ad abbassare la bolletta annua ma che, come tutte le promozioni, hanno una scadenza. È compito del consumatore fare una revisione periodica delle proprie utenze e valutare se è il caso di cambiare di nuovo.
Prezzo variabile
Per capire in che direzione si sta muovendo il mercato retail abbiamo interrogato il Portale offerte di Arera, il comparatore pubblico di tariffe luce e gas. Abbiamo ipotizzato un consumo annuo di 1400 smc (standard metri cubi) annui di una famiglia di quattro persone a Milano, con gas utilizzato per acqua sanitaria, riscaldamento e cottura, prendendo in considerazione le prime 5 offerte in ordine di convenienza.
Tutte e cinque le offerte analizzate sono più economiche rispetto alla tutela. In particolare la prima in assoluto risulta piuttosto allettante, anche per un vulnerabile che si trova in tutela (che, ricordiamo, di fatto è un prezzo variabile poiché soggetto a modifiche mensili).
Il punto forte di questa offerta è nell’azzeramento della quota fissa per due anni: si tratta di una voce di costo che si paga ogni mese ed è indipendente dai consumi. L’altro vantaggio è l’assenza di spread, cioè il sovrapprezzo che l’operatore applica al Psv. Come detto, anche le altre quattro offerte analizzate costano meno della tutela, ma in questo caso di pochi euro (da 28 a 10 euro in meno). Ciò non toglie che potrebbero comunque risultare interessanti per chi è già sul mercato libero, soprattutto se attualmente con un prezzo fisso, mentre i clienti con tariffa variabile dovrebbero vedere già vedere i primi effetti del calo del Psv sulle prossime bollette.
Prezzo fisso
Qui il discorso cambia: solo una tariffa risulta più conveniente della tutela. Le altre sono più care anche se di poche decine di euro.
È normale che le tariffe fisse siano più care di quelle variabili. Gli operatori devono infatti assorbire una quota di rischio, cioè la possibilità che il prezzo applicato al cliente sia più basso di quello di mercato (esattamente ciò che il consumatore si augura). A ogni modo, in questo momento il prezzo fisso non sembra l’opzione più conveniente perché, già oggi, il Psv è più basso rispetto alla migliore offerta sul mercato ed è probabile che almeno per il resto della primavera continui a scendere.